I cani credono troppo nelle persone

Sono animali da compagnia, da lavoro, da assistenza, da soccorso… insomma i cani sono animali eccezionali. Tuttavia, hanno un difetto: credono troppo nelle persone. 

Migliaia di cani hanno la sfortuna di capitare nelle mani sbagliate, tra le grinfie di persone malvagie che maltrattano e abbandonano. Tuttavia, sorprende sempre come questi animali riescano a perdonare chi fa loro del male. È importante capire alcuni concetti fondamentali riguardo la psicologia e l’emotività dei cani e al loro modo di apprendere: il loro senso del “perdono” è molto diverso dal nostro. 

L’emotività dei cani

È un dato di fatto che i cani hanno emozioni. Tuttavia, i sentimenti che provano sono diversi da quelli delle persone. I sentimenti dei cani possono essere equiparabili a quelli dei bambini piccoli: hanno emozioni basiche come paura, gioia, angoscia e amore.

Nonostante ciò, non provano emozioni complesse derivanti dalla memoria o dall’organizzazione sociale, si pensi per esempio alla vergogna, alla colpa, all’orgoglio, ecc. I cani, dunque, non “perdonano” in senso stretto, ma associano i comportamenti del proprietario a una forma di dominanza.

La psiche canina

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La comunità scientifica non è ancora in grado di dire se i cani siano in grado o meno di pensare al passato o al futuro. Senza dubbio, la maggior parte delle cose a cui pensa un cane hanno a che vedere con il “qui e ora“. Dobbiamo puntualizzare comunque che i cani possono sviluppare un senso della routine dal quale dipende tutta una serie di modelli di comportamento. Gran parte delle esperienze dei cani si esaurisce nel momento in cui si presenta. Da ciò si deduce che anche se il comportamento dei nostri amici a quattro zampe è condizionato dal passato (dal rinforzo della routine) non significa che essi siano in grado di riflettere sul passato. 

Riconoscono modelli di comportamento

Ciò che molti proprietari scambiano per emozioni complesse, altro non sono che modelli di comportamento che il cane sa riconoscere. Se per esempio il vostro cane urta la tazza di caffè con la coda e la rovescia, può sembrare che si senta in colpa, ma non è così, il cane sta solamente prevedendo il castigo, perché nel passato si sono presentate situazioni analoghe. I cani riescono ad apprendere molti modelli di comportamento, per esempio riescono ad associare il vostro gesto di mettervi la giacca con il momento di uscire. Se non avete mai rimproverato il vostro cane per un comportamento sbagliato, è molto probabile che non vedrete mai quella specie di “colpevolezza” nei suoi occhi.

Trovare il perdono

Un cane non può “perdonare” il suo proprietario maltrattatore o almeno non nel senso che gli diamo noi. Secondo un recente studio, i cani mettono in relazione i maltrattamenti subiti con una situazione specifica. Ed è per questa ragione che molti cani, vittime di abusi, sono felici di conoscere e di essere accarezzati da altre persone.

Questo perché non ricordano il maltrattamento che ha inferto loro il padrone o almeno non lo ricordano tanto intensamente da pensare che ogni essere umano è un maltrattatore. Certo, molti animali sono traumatizzati, ma nella maggior parte dei casi le brutte esperienze vengono dimenticate e sostituite da modelli più positivi.

Come generare consapevolezza

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I cani non parlano e, in quanto animali sociali, cercano sempre l’approvazione del padrone e di avvicinarsi alle persone che hanno intorno. Tutto ciò, però, non ci autorizza, né individualmente né come società, a non rispettarli. È il dovere di ognuno di noi fare in modo che la fiducia e l’innocenza dei cani non sia motivo di abuso da parte delle persone.

Se siete testimoni di un episodio di maltrattamento, non statevene a guardare con le mani in mano, denunciate immediatamente e cercate di porre fine a tale comportamento deplorabile.

Nella maggior parte dei paesi civilizzati il maltrattamento degli animali prevede pene pecuniarie e detentive. 

In Italia sono migliaia, ogni anno, i casi di maltrattamento e torture ai danni degli animali. Nel nostro paese fino a poco tempo fa i responsabili di questi gravi atti di maltrattamento e di abbandono non erano perseguibili per legge, ma dal 2004, con la riforma del Codice penale, maltrattare gli animali è diventato un vero e proprio reato.