I cani del maharaja

Tutti conoscono le tendenze più che mai eccentriche di alcuni personaggi famosi o potenti, poco cambia che facciano parte del governo o appartengano alla nobiltà. Tali usanze sono particolarmente note in India, il cui popolo, al raggiungimento dell’indipendenza che pose fine all’era dei maharaja, provò sollievo a causa dello stile di vita notoriamente ostentoso dei sovrani indiani, la cui eccentricità talvolta sfiorava il limite della demenza.

Non furono pochi i maharaja che spiccarono per la loro eccentricità, alcuni dei quali crudeli e spietati; questo è il caso del sovrano che utilizzava bambini appena nati come esche per la caccia alle tigri, o quello che si faceva trasportare cibo, bevande, servitori e persino i suoi ospiti tramite un treno elettrico all’interno del proprio palazzo.

Il premio per l’eccentricità va sicuramente assegnato al maharaja Muhammad Mahabat Khan III, il quale regnò nello stato di Junagadh, a nord di Mumbai.

Muhammad era noto per la sua smisurata passione per i cani, talmente forte che arrivò a possederne 800. Tutti conosciamo l’espressione “vivere una vita da maharaja”. Anche i suoi cani vissero in maniera tale?

L’eccentricità fatta uomo, o meglio, cane

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Autore: Juanedc

Degli 800 cani in suo possesso, soltanto alcuni erano i prediletti di questo eccentrico maharaja. Questi, in altre parole, vivevano tra il lusso e le comodità di appartamenti dotati di aria condizionata, elettricità, bagni lussuosi, manicure, pedicure e persino un’equipe di servitù che dava anche la vita per il loro benessere, come se si trattasse del maharaja in persona.

Spinto dalla sua eccentricità, il sovrano arrivò a contrattare un famoso veterinario inglese, le cui giornate lavorative sarebbero passate interamente fra le mura dell’ospedale veterinario; la clinica, dalle caratteristiche simili agli ospedali per umani, disponeva di numerose stanze, oltre alle più avanzate tecnologie dell’epoca.

In caso di decesso di uno dei suoi cani, che ciò avvenisse nell’ospedale o all’esterno della casa – per meglio dire, del palazzo –, l’usanza era quella di organizzare un funerale di Stato come se si trattasse di un principe. Le cerimonie si svolgevano al suono della musica di Chopin, e i sudditi avevano l’obbligo di stare in lutto per il “figlio” del maharaja.

Un modo di divertirsi un po’ particolare

Il maharajà in questione sembrava divertirsi dando fastidio agli altri. È per questo motivo che, ogni volta che si celebrava una cerimonia, a prescindere dal calibro, amava liberare dozzine e dozzine di cani per recare fastidio ai suoi ospiti inglesi.

Le grandi nozze!

Il colmo delle eccentricità fu però la decisione di sposare una delle sue cagnoline – anzi, la sua cagnolina preferita, chiamata Roshnara –, con un labrador di nome Bobby. Il maharaja non si accontentò di una cerimonia simbolica, ma si dedicò alla preparazione di un vero rito musulmano, scelta che non tutti apprezzarono: in molti declinarono gentilmente l’invito ad assistere all’unione.

Il matrimonio organizzato dal maharaja

L’immensa cerimonia venne a costare 22000 rupie. Se si considera l’epoca anteriore al XX secolo, è una quantità esorbitante. Ben 50.000 personaggi della nobiltà e dell’aristocrazia assistettero al rituale, componendo insieme ad altre migliaia di persone il corteo che acclamò gli “sposi”. Il maharaja aveva ordinato che lo sposo fosse vestito di seta e che indossasse molteplici braccialetti, alcuni dei quali intarsiati in oro.

Il trattamento dedicato alla sposa non fu diverso: fu vestita in maniera lussuosa, profumata con carissime essenze, abbellita con adorni in oro e trasportata su una portantina d’argento. Vi sembra abbastanza eccentrico? Ma c’è di più!

Non mancò la luna di miele

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Durante il banchetto di nozze, gli “sposi” sedettero accanto al maharaja, come fossero suoi figli. Al termine della cena, la coppia di cani fu accompagnata verso una lussuosa suite. affinché si godessero la loro sfarzosa ed eccentrica luna di miele.

Il matrimonio servì da stimolo ad altri maharaja in tutta l’India, che copiarono la bizzarra pratica. Evidentemente non ne avevano avuto abbastanza…

Immagino che anche voi siate rimasti senza parole durante la lettura dell’articolo. Se siete degli assidui lettori del nostro blog, certamente saprete che siamo amanti degli animali e che sosteniamo ogni loro giusto diritto. Talvolta però l’uomo esagera.

È triste vedere come un paese da sempre afflitto dalla povertà non fu in grado di sovvenire al problema neanche durante l’epoca dei maharaja, incapaci di trovare un equilibrio tra il giusto trattamento agli animali, ed una distribuzione equa di ricchezza tra le persone.

Tutto questo ho visto riflettendo su ogni azione che si compie sotto il sole, quando l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno.

-Salomone, Re d’Israele A.C-