I cani a Gaza hanno finalmente un rifugio

Nelle regioni colpite dai conflitti armati, dove la vita umana molte volte perde di valore, sembrano restare poche possibilità che qualcuno si occupi della sorte degli animali. Tuttavia, brilla sempre una barlume di speranza. E oggi possiamo raccontarvi che i cani di Gaza (Palestina) dispongono già di un rifugio.

I cani, vittime dei conflitti armati e di interpretazioni religiose estremiste

Ma oltre a subire – al pari delle persone – le conseguenze delle aggressioni dello stato di Israele, i cani che abitano nella Striscia di Gaza hanno a che fare con un “nemico interno”. Alcune interpretazioni estremiste del Corano considerano i cani “impuri” e li accettano solo come animali da guardia o per la caccia. È per questo motivo che ad alcuni palestinesi, nel mezzo della loro tragedia quotidiana, poco importa della sorte dei loro pelosi.

Ma non tutti la pensano così. È il caso di Said al Ar, che ha aperto il primo rifugio per cani randagi. Si tratta dell’Associazione Al Sulala, per la protezione, la riabilitazione e l’addestramento. Ciò ha suscitato nei palestinesi, come era prevedibile, reazioni di incomprensione, ma anche di solidarietà.

Così, in un sobborgo a sud della città di Gaza, in un rifugio di 2.700 metri quadrati, risiedono circa 75 cani, e anche alcuni gatti.

Vittime dei conflitti armati e di interpretazioni religiose estremiste, i cani di Gaza sembrano aver trovato un barlume di speranza. È già funzionante il primo rifugio per animali randagi. È l’associazione Al Sulala, per la protezione, la riabilitazione e l’addestramento di questi animali.

Alcuni dati sul primo rifugio per cani a Gaza

Said al Ar, 45 anni, è un appassionato di cani. Tempo fa ha diretto un’unità cinofila della polizia, specializzata nella ricerca di droga ed esplosivi. Sollevato dal suo incarico nel 2007, quando Hamas prese il controllo della zona, decise di utilizzare il suo tempo e le sue conoscenze per aiutare gli animali abbandonati.

Per fare ciò, investe buona parte dello stipendio che ancora riceve dall’Autorità palestinese, oltre a ricorrere a campagne di donazione a livello internazionale.

I principali obiettivi dell’Associazione Al Sulala sono:

  • Recuperare gli animali dalla strada.
  • Fornire loro assistenza veterinaria e alimentazione adeguata.
  • Addestrarli.
  • Darli in adozione, assicurandosi che vengano curati e trattati bene.
  • Aumentare la consapevolezza della popolazione riguardo al rispetto che gli animali meritano.

Umani e cani a Gaza, un rapporto che cambia a poco a poco

Fonte: www.nacion.com

Fonte: www.nacion.com

Il compito dell’Associazione non sembra facile in una società che diffida dei cani randagi, li avvelena e addirittura spara loro quando si avvicinano ai bambini o agli orti.

Inoltre, pare che le autorità, che non hanno una politica definita sul tema – soprattutto per la mancanza di mezzi – siano arrivate ad utilizzare sostanze tossiche per eliminarli. Ma la pratica ha dovuto essere interrotta per non rischiare di avvelenare le persone.

Tuttavia, sembra che a poco a poco la situazione stia cambiando e al rifugio arriva sempre più gente, soprattutto bambini, che cercano l’amicizia di un cane. Inoltre, si ricevono continue telefonate di persone che riferiscono dove si trovano gli animali abbandonati, così da poter andare a recuperarli.

Associazione Al Sulala, un progetto che cerca di espandersi

L’associazione dispone di volontari che, tra le altre cose, si presentano ogni giorno nei ristoranti e in altri negozi che donano avanzi di carne per poter nutrire cani e gatti.

Inoltre, le autorità si sono impegnate a mettere a disposizione un terreno di cinque ettari per ampliare il rifugio e ospitare così tutti gli animali che si trovano per strada.

Lì, Said al Ar sogna di installare un grande alloggio per cani, accanto ad una fabbrica di alimenti per animali e una clinica veterinaria in modo che possano essere curati tutti gli animali abbandonati. Che Allah e gli uomini lo accompagnino in questo splendido obiettivo.

Fonte delle foto: www.nacion.com