Consigli per contrastare la toxoplasmosi

Chi ha un animale da compagnia ha molto a cuore la salute dell’animale. Per questa ragione ci si rivolge così spesso al veterinario, magari per le vaccinazioni di routine o perché l’animale è malato. Tuttavia, la maggior parte delle persone sa poco o nulla sulle malattie degli animali. In quest’articolo parleremo di una delle infezioni più conosciute: la toxoplasmosi felina. Qui di seguito troverete anche degli utili consigli su come contrastarla.

Che cos’è la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una malattia provocata da un parassita unicellulare: il Toxoplasma gondii. L’essere umano, e molti animali a sangue caldo, sono ricettivi al parassita della toxoplasmosi. Questa malattia è una zoonosi: trasmissibile, cioè, dall’animale, all’uomo. Tuttavia, solo il gatto è un “ospite definitivo”. Questo significa che solo nei felini il parassita può realizzare tutto il ciclo biologico per poi infettare altri animali, o l’uomo, una volta eliminato con le feci.  I gatti più a rischio sono quelli che non vivono esclusivamente in un appartamento, e che possono cibarsi di piccoli animali, e quelli che sono affetti da immunodeficienza virale felina. L’immunodeficienza virale felina, infatti, debilita l’apparato immunitario esponendo l’animale agli attacchi delle infezioni parassitarie.

Come si trasmette la toxoplasmosi ai gatti

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Nel paragrafo predente abbiamo parlato a grandi linee della trasmissione dell’agente patogeno della toxoplasmosi. Per capire meglio il meccanismo di trasmissione del parassita, riassumiamo il ciclo vitale del Toxoplasma gondii. Dovete sapere che il parassita si riproduce con un ciclo intestinale e con un ciclo extra-intestinale.

  • Intestinale. Quando il gatto ingerisce parti di animali infetti, piccoli roditori o volatili, o le uova del parassita, il virus arriva all’intestino. Qui comincia il suo ciclo riproduttivo. Nel ciclo intestinale il parassita produce delle “uova”, chiamate oocisti, che successivamente il gatto eliminerà attraverso le feci. Quando le oocisti contenute nelle feci si schiudono, diventano infettanti per l’uomo, e per qualsiasi ospite intermedio,  nel giro di 4-5 giorni. Le oocisti sono escrete dal gatto per sole 1 o 2 settimane.
  • Extra-intestinale. In questa fase il microrganismo si diffonde a livello organico: si stabilisce negli organi vitali e forma delle cisti all’interno delle quali vive in una specie di letargo. Nei soggetti immunocompetenti l’infezione ha un decorso estremamente blando ed è autolimitante. Questo significa che la malattia tende a risolversi spontaneamente perché l’organismo riesce a bloccare l’infezione grazie agli anticorpi. Ci sarebbe uno sviluppo della malattia solo se il portatore ha le difese immunitarie basse. Quando l’uomo ingerisce carni crude o poco cotte di altre specie parassitate, tipo suini, ovini, caprini, può contrarre l’infezione.

La toxoplasmosi nei gatti

Generalmente il contagio avviene quando il gatto ha tra i 2 e i 4 mesi, quando cioè comincia ad alimentarsi di carne.  Dovete sapere che i sintomi della toxoplasmosi sono generici (diarrea, febbre, infiammazione dei linfonodi, polmonite, anemia, encefalite, retinite e uveite) e fare una diagnosi esatta della malattia è abbastanza complicato. Come abbiamo detto, la malattia prende il sopravvento solo se il gatto ha le difese immunitarie basse.

Trattamento della toxoplasmosi

Se sospettate che il vostro gatto possa aver contratto la toxoplasmosi, dovete rivolgervi al veterinario affinché possa fare una diagnosi esatta. La terapia di solito è antibiotica, e, pur non distruggendo il parassita, ne impedisce la riproduzione. La terapia dura un mese, e a volte  è necessario utilizzare due antibiotici diversi. Dovete seguire scrupolosamente tutte le raccomandazioni del veterinario per non somministrare al vostro animale delle dosi eccessive di farmaco.

Come prevenire la toxoplasmosi

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  • Fate in modo che il gatto non ingerisca carne cruda né animali vivi. Per allontanare le possibili prede, potete mettere una campanellino sul collare del vostro gatto.
  • Controllate che il gatto non entri mai a contatto con le feci di altri animali.
  • Pulite la lettiera tutti i giorni.
  • Non lasciategli fare i suoi bisogni in giro.
  • Disinfettate con ammoniaca le zone in cui ha defecato.
  • Recatevi al veterinario almeno due volte all’anno. Soprattutto se il vostro gatto vive all’aperto.

Non dimenticate che le donne in gravidanza sono più a rischio. La toxoplasmosi può provocare aborti e gravi malformazioni fetali. Le donne in dolce attesa che convivono con un gatto, devono essere più scrupolose con le pulizie.

Adesso sapete qualcosa in più sulla toxoplasmosi e soprattutto sapete come ridurre il rischio di contagio.