La sofferenza di una tartaruga per colpa dell’inquinamento dei mari

Anche oggi una triste notizia, legata all’inquinamento, ci porta a riflettere sugli effetti nefasti che la mano dell’uomo lascia sull’ambiente: parliamo ancora una volta della quantità di rifiuti che viene gettata di continuo in mare.

Un gruppo di ricercatori, i biologi marini Nathan Robinson e Christine Figgener, hanno mostrato alla società intera le immagini allarmanti, dolorose e dure che ritraggono una tartaruga bastarda olivacea riscattata in maretra atroci sofferenze causate da un corpo estraneo conficcato nelle sue narici. L’oggetto in questione era una cannuccia di plastica che si era infilata nel naso del povero animale, rimanendovi incastrato.

Tali immagini mostrano senza alcun dubbio l’enorme sforzo che è stato compiuto dai due biologi per poter estrarre il corpo estraneo dal naso della tartaruga, motivati dalla volontà di porre fine al dolore dell’animale, oltre al desiderio di tranquillizzarla.

A fatica, finalmente, la cannuccia è stata rimossa, per la soddisfazione e il sollievo di tutti. Va sottolineato che la cannuccia era lunga 10 centimetri.

Dov’è successo

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Il luogo dove si sono svolti i fatti si trova nella zona di Guanacaste, una provincia marittima della costa Rica, anche se in realtà la questione del posto è superflua perché il problema è molto più esteso e purtroppo la storia si ripete costantemente, in ogni angolo della terra, per colpa dell’inquinamento idrico causato dall’immensa mole di rifiuti prodotti dall’uomo.

Le immagini del video che mostrano tutto il processo di asportazione della cannuccia, e che evidenziano la penosa situazione in cui si trovava la tartaruga sono state girate proprio dai due biologi che hanno poi deciso di caricare il video su Youtube, dove è stato visto da più di 2 milioni di usuari.

Nonostante tutto, vogliamo sottolineare che si tratta di immagini forti che potrebbero ledere la sensibilità delle persone.

Purtroppo non è l’unico esempio delle conseguenze terribili che sta provocando l’inquinamento provocato dall’uomo sull’ambiente: non molto tempo fa un caso simile mostrava un’altra tartaruga ferita in modo terribile da un separatore in plastica per lattine, che le ha causato una serie di danni irreversibili.

Preoccupati per l’inquinamento dei mari

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I dati che si conoscono riguardo all’inquinamento dei mari sono sconcertanti e molto allarmanti.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Science, solo nel 2010 sono stati riversati in mare una media di 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici.

Come spiega una delle autrici dello studio, Jenna Jambeck, se disponessimo tutta questa spazzatura (che sarebbe l’equivalente del carico di più di 10mila camion) lungo le coste di tutto il pianeta, ci troveremmo davanti a file di cinque borse piene di plastica ogni 30 centimetri.

Se queste notizie appaiono tristi e deprimenti, le prospettive per il futuro non sono da meno: lo scenario che si prospetta è desolante.

Entro il 2015, infatti, si prevede che vengano riversati in mare più di 9 milioni di tonnellate di plastica, raggiungendo nello stesso anno la quantità totale accumulata di 155 milioni di tonnellate di residui plastici nei mari e negli oceani del nostro pianeta.

È per questa ragione che dal blog I Miei animali vogliamo fare un appello alla coscienza dei nostri lettori e invitare tutti a riflettere sull’importanza di lottare e trovare il modo per riuscire a risolvere, o almeno a ridurre, questo terribile problema che grava sull’intero pianeta, colpendo tutti i suoi abitanti, siano essi umani, animali o vegetali.