L’ultimo giorno del cane Duke

Decidere di praticare l’eutanasia al proprio animale da compagnia è sempre una scelta ardua e triste. È inevitabile chiedersi se sia la decisione migliore, e bisogna combattere contro il nostro desiderio egoistico di non lasciare andare l’animale. Oggi vi raccontiamo la storia dell’ultimo giorno del cane Duke.

Chi era Duke

labrador-cucciolo

Duke era un labrador nero, che viveva con la sua famiglia umana in un casa del Texas, negli Stati Uniti. 

Qualche anno fa gli era stato diagnosticato un osteosarcoma, un tumore ad elevata malignità che, purtroppo, è molto frequente nei cani.

Per cercare di frenare il decorso la malattia, i medici decisero di amputargli una zampa anteriore. Purtroppo però il tumore aveva attaccato anche le costole.

Il migliore degli addii

Ormai non c’era più nulla da fare e i veterinari spiegarono a Jordan Roberts, la proprietaria di Duke, che era giunto il momento di lasciar andare l’animale e di “dargli la dolce morte”.

Un accanimento terapeutico sarebbe stato inutile e avrebbe solamente causato altre sofferenze all’animale. La famiglia Roberts si fece coraggio e decise di dare a Duke il migliore degli addii, rendendo l’ultimo giorno del cane in questo mondo, un giorno davvero speciale.

Gli prepararono il suo cibo preferito: Duke andava matto per gli hamburger. Lo portano in un parco, nel quale Duke potette giocare con l’acqua (tutti sanno che i Labrador adprano l’accqua), e lo coccolarono.

Cronaca dell’ultimo giorno del cane Duke

L’ultimo giorno di Duke fu immortalato dalla fotografa Robyn Arouty, amica dei Roberts, che successivamente pubblicò le foto nel suo blog.

La storia fu raccontata anche dal sito web BuzzFeed e divenne immediatamente virale: moltissime persone cominciarono a raccontare la loro storia e quella dell’ultimo giorno dei loro fedeli amici.

Riportiamo il link del blog di Robyn Arouty. Qui potete vedere le immagini dell’addio speciale al cane Duke.

“Se non ci sono cani in paradiso, allora quando muoio voglio andare dove sono loro.”
-Will Rogers-

Che cos’è l’osteosarcoma?

L’osteosarcoma è il tumore alle ossa più frequente nei cani. Colpisce soprattutto gli arti, in particolare gli arti anteriori, ma può anche interessare lo scheletro assile.

Di solito questo tipo di tumore aggredisce anche i tessuti vicini e si propaga rapidamente attraverso il sangue. La metastasi si impianta negli altri organi, in special modo nei polmoni.

Per il trattamento si ricorre all’amputazione degli arti e alla chemioterapia, per cercare di ridurre la sofferenza dell’animale e di offrirgli una qualità di vita migliore.

Questa malattia colpisce principalmente i cani di grande stazza. Secondo le statistiche, le razze più predispose a soffrire di osteosarcoma sono

  • Alano
  • San Bernardo
  • Pastore tedesco
  • Setter Irlandese

Alcune riflessioni sulla cosiddetta dolce morte

Anche se razionalmente sappiamo che mediante l’eutanasia risparmieremmo all’animale molte sofferenze, non è facile decidersi. I veterinari consigliano di ricorrere all’eutanasia nei seguenti casi:

  • Stato avanzato di malattie dolorose, croniche ed irreversibili, come per esempio il cancro.
  • Malattie degenerative, come la mielopatia.
  • Collasso di qualche organo
  • Eccessivi danni causati da incidenti
  • Grande deterioramento fisico e mentale dovuto all’età avanzata dell’animale

Come dev’essere praticata l’eutanasia agli animali

Per la World Society for the Protection on Animals (WSPA), la Società Mondiale di Protezione Animali, il protocollo dell’eutanasia deve rispettare delle norme ben precise: 

  • Dev’essere indolore
  • I medicinali somministrati devono servire a far perdere conoscenza all’animale prima che sopraggiunga la morte
  • I farmaci utilizzati devono produrre effetti irreversibili

Lasciar andare l’animale

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In tutti i modi, anche se razionalmente disponiamo di tutte le informazioni che ci fanno capire che sarebbe un atto assolutamente egoistico non lasciare andare l’animale e che allungheremmo soltanto la sofferenza, emotivamente è una situazione difficile da assimilare.

È arduo per gli adulti, immaginiamoci per i bambini. Bisogna che tutta la famiglia si faccia forza, che si armi di coraggio per lasciar andare in pace l’animale. 

Rimarranno sempre i ricordi dei bei momenti passati insiemi e la consolazione che è stato un animale amato e coccolato fino alla fine, come il cane Duke.