Muore Attila, uno dei migliori cani salvavita in Europa

Sono molti i cani che hanno lasciato il segno e che hanno fatto la storia per diversi motivi. Alcuni ci hanno fatto ridere in film divertenti, altri sono stati coraggiosi cani poliziotto e altri ancora hanno salvato molte vite. Quest’ultimo è il caso del nostro protagonista di oggi: Attila. 

Attila era un pastore belga di dieci anni, morto nel marzo del 2016 a causa di un cancro linfatico. Un grande cane, un grande amico e un grande professionista che ci ha detto addio per sempre. Volete conoscere la sua storia?

Attila, il cane salvavita

Autore: Ana Fuentes

Autore: Ana Fuentes

La famiglia di Attila era originaria della Francia. Suo nonno era un cane salvavita esattamente come lui.

Attila arrivò tra le braccia di José Manuel Pérez Zarza quando aveva appena 6 mesi. Da quel momento divenne per l’uomo più che un animale domestico: era un amico, un leale compagno, un membro della famiglia e, soprattutto, il suo miglior partner di lavoro.

Attila cominciò con il suo padrone dal basso, nel gruppo dei Cani Salvavita delle Canarie. Poco a poco, grazie alla sua abilità, riuscì ad addentrarsi nell’Associazione Nazionale di Spagna e Germania, ed entrò anche nella Scuola Nazionale di protezione Civile del Ministero degli Interni spagnolo. In questo modo riuscì a guadagnarsi un posto tra i migliori.

Grazie a duri addestramenti, entrò a far parte del Gruppo di Intervento in Catastrofi. Era inoltre accreditato e riconosciuto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per la ricerca e il salvataggio di persone in caso di catastrofi naturali e non.

Parte del suo addestramento si svolse nella ricerca di Yeremi Vargas, un bambino delle Canarie sparito 9 anni fa. Anche se il bimbo non è stato ritrovato, Attila fu di grande aiuto nell’eliminare o rendere più chiare certe piste investigative.

Questo cane salvò la vita di decine di persone quando sembrava non ci fossero più speranze per loro e divenne uno dei cani più apprezzati per quanto riguarda il salvataggio delle persone. 

Il dolore del padrone di Attila

Per dieci anni, Attila e il suo padrone si svegliarono e andarono a lavorare insieme, ogni giorno. Senza dubbio, questa non è stata una perdita facile per José Manuel, che assicura che Attila non era solo un cane da lavoro, ma un membro della sua famiglia e anche uno dei suoi migliori amici.

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Ecco le sue parole: “Attila è insostituibile, non troverò mai un altro cane con cui condividere la stessa complicità. Nessuno potrà prendere il suo posto, anche se devo continuare a fare il mio lavoro e addestrare un altro cane con grande impegno e dando sempre il meglio di me. Tutto ciò che ho vissuto e imparato da Attila, mi aiuterà a rendere migliore il prossimo cane, anche se non potrà mai essere la stessa cosa”.

Tutti coloro che conoscevano Attila, dalle istituzioni pubbliche agli amici, hanno fatto sentire il proprio appoggio a José Manuel, che non ha potuto contenere le lacrime e il dolore che provava per la morte del suo amico e compagno.

Un grande esempio di amore per il lavoro: è questo che Attila ci ha lasciato. Perché il suo non era semplicemente un lavoro che gli piaceva, era motivato dall’affetto verso le persone che salvava, per questo era diventato il migliore di tutti. Sappiamo che nessuno sarà mai come Attila e gli siamo infinitamente grati per tutto ciò che ha fatto e per tutti coloro che ha aiutato.

Ringraziamo e omaggiamo tutti i cani salvavita e anche i loro padroni che, giorno dopo giorno, si sforzano per aiutare gli altri, rischiando la loro stessa vita. Cosa saremmo noi senza di loro? Grazie, mille volte grazie.