Progetto fotografico per la sensibilizzazione contro l’abbandono dei cani

Milioni di cani randagi deambulano tutti i giorni per le strade del mondo. La situazione di questi animali è veramente preoccupante, molti vengono sacrificati e molti altri sterilizzati o castrati. Solo un numero ridotto di essi finisce in centri di accoglienza per essere poi dati in adozione.

Anche se negli ultimi anni il numero di rifugi per cani è aumentato notevolmente e anche se le organizzazioni per la difesa dei diritti degli animali si sono moltiplicate, molto altro ancora può essere fatto. Di fatti, è stato provato che gli animali che finiscono nei centri di accoglienza hanno un 50% di possibilità di sopravvivere, e, secondo le statistiche, più della metà di questi cani vengono abbattuti, mentre solo una percentuale minima trova una nuova casa.

In Spagna, per esempio, la situazione è allarmante. Secondo diversi studi si tratta del paese con il maggior numero di abbandoni di animali domestici in Europa, e i cani occupano il primo posto in questa classifica.

Non tutto è però perduto e, come abbiamo detto, esistono migliaia di organizzazioni in tutto il mondo e altrettante persone preoccupate per questo fenomeno, che cercano di trovare una soluzione a questa situazione. Un esempio di questo impegno è il progetto del fotografo ungherese Saroltan Bán, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare e aiutare i cani a trovare una nuova casa.

L’iniziativa

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Non c’è dubbio sul fatto che a volte un’immagine vale più di mille parole. Questa premessa è ben nota all’artista Saroltan Bán, ragion per cui un paio di anni fa il fotografo ungherese ha iniziato una campagna per promuovere l’adozione dei cani abbandonati. Per il suo progetto denominato “Help dogs with images”, Bán ha ricercato fotografie di cani abbandonati e le ha trasformate in una vera e propria opera d’arte.

Attraverso la sua fan page, l’artista riceve ogni giorno centinaia di immagini di cani randagi. Modificando le foto digitalmente, trasforma lo sfondo collocando diversi scenari o dotando gli animali di personalità. In seguito l’immagine viene di nuovo pubblicata per far sì che il cane venga adottato e trovi una nuova casa.

La bella notizia è che a seguito di questo progetto centinaia di cani sono stati adottati. Ma non è tutto. Attualmente si è sparsa la voce di questa iniziativa in altre parti del mondo, e centinaia di artisti o appassionati della fotografia digitale hanno cominciato a mettere in pratica l’idea di Bán.

A Cipro per esempio, il fotografo Stuart Holroyd ha cominciato a lavorare dall’anno scorso su fotografie di cani in adozione. Le immagini ritraggono cani che sono stati recuperati da un piccolo rifugio chiamato “Bay Tree Rescate”.

Holroyd si è calato a picco nel progetto, decidendo di utilizzare le fotografie che ritraggono i cani e modificarle ricreando scenari fantastici e originali. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di riscuotere fondi, incitare le adozioni e sensibilizzare le persone.

Secondo quanto detto da Holroyd, “la situazione dei cani randagi a Cipro è molto negativa” e “il tasso di crudeltà nei confronti degli animali è altissimo”. L’artista ha affermato che nel suo paese gli animali vengono colpiti e torturati senza alcun motivo, semplicemente per “divertimento”. Aggiunge inoltre che la situazione si fa sempre più grave visto che nel suo paese non esistono leggi contro gli abusi sugli animali, cosa che rende gli animali ancora più vulnerabili.

Non dimenticatevi…

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L’abbandono di animali si combatte attraverso l’informazione, la prevenzione e la conoscenza.

Solo uno su dieci cani riesce a trovare una casa permanente.

Ogni anno, circa 2,7 milioni di cani e gatti muoiono a causa di una sovrappopolazione all’interno dei rifugi o per mancanza di centri di accoglienza adeguati.

Ogni anno nel mondo 7,6 milioni di animali da compagnia finiscono nei rifugi per animali, e fra loro circa 3,9 milioni sono cani e 3,4 milioni gatti.

Solo il 10% delle creature che raggiungono questi centri sono stati castrati o sterilizzati. Questa cifra è preoccupante se si tiene in considerazione il fatto che una cagna non sterilizzata e la sua discendenza possono arrivare a generare fino a 67 mila cani. Per quanto riguarda i gatti, la cifra è ancora più impressionante in quanto una gatta non sterilizzata può arrivare a causare la nascita di 420 mila gattini.

In generale, gli animali finiscono nei rifugi per svariati motivi: sono stati portati dai loro stessi proprietari, si sono persi o sono stati raccolti dalla strada dagli agenti municipali.

La metà dei cani che finiscono nei centri per animali viene abbattuta.