Radamenes: il gatto che si prende cura degli altri animali

Il suo nome è Radamenes ed è un gatto che ama curare gli altri animali, come un buon veterinario.

Vive in Polonia e con il suo atteggiamento solidale verso gli altri amici a quattro zampe malati ha attirato l’attenzione su di sé. Il nostro premuroso infermiere vive in un rifugio per animali.

Chi lavora al rifugio sostiene che il suo istinto protettivo è nato in seguito ad un lungo e complicato periodo di malattia, durante il quale il gatto ha rischiato di morire. I suoi vecchi proprietari lo avevano consegnato al rifugio in pessime condizioni di salute, con una grave infezione alle vie respiratorie.

La sua situazione era tanto disperata che i veterinari avevano deciso di metterlo in isolamento, per evitare un ulteriore aggravarsi della malattia.

Una volta guarito, il gatto ha mostrato una grande voglia di collaborare con il resto dello staff e di prendersi cura degli animali del centro a dir poco stupefacente.

In particolare, a Radamenes piace prendersi cura degli animali convalescenti, quelli che hanno appena subito un’operazione. In che modo lo fa? Si sdraia sull’animale indebolito per riscaldarlo e confortarlo, lo massaggia e lo pulisce leccandolo e dorme vicino a lui per fargli compagnia.

A qualcuno ha fatto venire in mente un’antica credenza, ben nota agli amanti dei gatti, che considera questi animali in grado di trasformare o assorbire l’energia negativa.

La solidarietà nel mondo animale

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È nota l’esistenza del reciproco aiuto tra animali della stessa specie e non: i lupi, durante la caccia, si dividono in due gruppi: mentre uno insegue la preda, l’altro tenta di sbarrarle il passo. Questo lavoro di squadra obbedisce a un istinto di coordinamento pianificato e di mutuo aiuto.

I pellicani, quando pescano in acque molto profonde, formano un cerchio che gradualmente si restringe; in questo modo conducono i pesci al centro del cerchio e, alla fine, ogni pellicano ne cattura uno.

Invece, tra specie diverse, le zebre e le gazzelle spesso si uniscono con gli struzzi per una forma di difesa congiunta. Il reciproco aiuto è chiaro: lo struzzo ha un’ottima vista e la gazzella contribuisce con il suo olfatto e udito fine.

Ancora, quando i passeri comuni si imbattono in una civetta, gridano spaventati allo scopo di allertare gli altri uccelli. Questi, invece di fuggire, accorrono sul posto e la cacciatrice si vede circondata da uccelli che rivelano la sua presenza, impedendogli di cacciare.

Aiuto per i compagni in difficoltà

Proprio come fa il gatto veterinario Radamenes, anche gli elefanti e le scimmie stanno vicini ai propri compagni feriti. Molti cacciatori hanno osservato più volte come gli elefanti incoraggino i compagni che sono stati colpiti, proteggendoli e cercando di farli rialzare con la proboscide.

Le scimmie, quando per qualsiasi ragione sono costrette a fuggire, cercano sempre di portare via le altre scimmie ferite.

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Nel caso delle scimmie, la solidarietà è ancora più forte. Si prendono cura l’una dell’altra, si tolgono le spine e le schegge reciprocamente. A questo proposito è stato condotto un esperimento: sono stati introdotti due scimpanzé all’interno di due gabbie separate. Il cibo veniva somministrato soltanto a uno dei due. Lo scimpanzé senza cibo ha cominciato a “mendicare”, porgendo la mano al vicino.

Lo scimpanzé più fortunato ha assunto vari atteggiamenti. Spesso condivideva il cibo con il suo vicino di gabbia, a volte mostrava indifferenza, in alcuni casi si sentiva perfino minacciato.

Tuttavia, statisticamente, più della metà delle volte in cui lo scimpanzé mendicava, ha ricevuto quello che chiedeva. In diversi casi lo scimpanzé a cui veniva somministrato il cibo, lo offriva spontaneamente, senza che gli venisse chiesto.

I delfini, infine, vivono in branchi estesi ed è nota la loro propensione per i rapporti sociali. Quando nasce un piccolo, le altre femmine circondano la madre, al fine di proteggerla dagli squali e il cucciolo viene portato rapidamente alla superficie perché possa respirare.

Fonte delle immagini: tn.com.ar