Cane rifiuta di abbandonare la sua casa distrutta dal terremoto

Di fronte a crisi umanitarie come quelle che ha provocato il terremoto in Ecuador, a volte passa in secondo piano il dramma degli animali che sono morti o che hanno perso la loro casa a causa di questa stessa tragedia. Nonostante sia riconosciuta la fedeltà dei cani verso i loro padroni, in situazioni estreme questa condizione viene evidenziata con più forza. Per questo leggere la notizia di un cane che si è rifiutato di abbandonare la sua casa distrutta dal terremoto, non ci ha sorpreso più di tanto.

La storia di Max, il cane che non voleva abbandonare la sua casa distrutta dal terremoto

Su Facebook è diventato virale il video di un cagnolino che è rimasto tra le rovine di ciò che era stata la sua casa, a Guayas, una delle province più colpite dal terremoto.

Cane rifiuta di abbandonare la sua casa

Fonte dell’immagine: pagina facebook di Camilo Cevallos Parra

Dato che tutta la sua famiglia umana – composta da tre membri – era morta a causa del terremoto, molta gente del vicinato accorse per occuparsi di questo cane. Tuttavia, l’animale si rifiutava di mangiare e persino di bere e ritornava continuamente tra le rovine della sua casa.

Nonostante l’immane disgrazia, si può dire che questa storia ha avuto un finale tutto sommato felice perché Max è stato accolto dai familiari delle vittime e ha ricevuto l’assistenza sanitaria di cui aveva bisogno. 

Quando capitano situazioni estreme, come quella del terremoto in Ecuador, non deve risultare strano che emergano storie in cui un cane rifiuta di abbandonare la sua casa ridotta in rovine. 

Altro cane che si rifiuta di abbandonare la sua casa: il caso di Negro

Tuttavia, quella di Max non è l’unica storia in cui un cane si è rifiutato di abbandonare le rovine della sua casa distrutta dal terremoto. 

Ancora una volta, Facebook è stato lo strumento che ha reso noto Negro, un cane ritrovato da un fotografo tra le rovine di quella che era stata la sua casa nel quartiere di San Martín de Porres, nella capitale ecuadoriana. Infatti, anche se in misura minore, il terremoto ha generato gravi conseguenze anche a Quito.

L’uomo aveva cercato di dare da mangiare al cane, ma l’animale si rifiutava. Anche i tentativi di fargli abbandonare la zona in cui si ergeva la sua casa si dimostrarono vani. Quando il fotografo ritornò sul luogo, alcuni giorni dopo, Negro era ancora lì e, quella volta, accettò il cibo.

La buona notizia in questo caso è che il cane è riuscito a ricongiungersi con il suo padrone e, nonostante abbiano perso tutti i loro effetti personali, possono ancora contare l’uno sull’altro.

Gli animali: le vittime silenziose del terremoto in Ecuador

Anche se in questi casi non sono al centro dell’informazione, molti cani sono morti a causa del terremoto in Ecuador, altri sono stati salvati e alcuni si sono persi e vagano tra le rovine del disastro. E ovviamente ci sono anche quelli che si rifiutano di abbandonare le loro case distrutte.

Per tale ragione, il Centro Regionale di Addestramento Canino (CRAC), ha adibito due ostelli a rifugio per gli animali colpiti dalla catastrofe. I rifugi si trovano a Manta e Pedernales, due delle città più colpite dal sisma. Lì lavora volontariamente un gruppo di veterinari e vengono inviate donazioni da diverse parti del mondo per assistere gli animali.

Cane tra rovine del terremoto

Fonte dell’immagine: pagina facebook di Camilo Cevallos Parra

Ecco alcuni compiti che svolge il CRAC nel prendersi cura degli animali vittime del sisma:

  • Procurare agli animali l’assistenza veterinaria, il cibo e l’acqua non appena vengono trovati.
  • Cercare di individuare i loro padroni.
  • Cercare nuove famiglie disposte ad adottarli.

La solidarietà si palesa in situazioni estreme

È lodevole vedere come, ancora una volta, la solidarietà e l’amore si palesino in situazioni estreme. Nel caso degli animali domestici vittime della catastrofe, risulta davvero commovente vedere come le persone che sono sopravvissute cerchino di proteggere gli animali che hanno perso le loro famiglie umane. 

Non bisogna nemmeno dimenticare il lavoro disinteressato di soccorritori e volontari che, in tali circostanze, danno il meglio di sé per salvare una vita, sia che si tratti di una persona, di un cane, di un gatto o di qualsiasi altro essere vivente che abbia bisogno di aiuto.