Un’incredibile storia d’amore che potrebbe salvare il giaguaro dall’estinzione

Il termine giaguaro deriva dal nome attribuitogli dagli indios guaraní: yaguareté. Si tratta di un carnivoro della famiglia dei felidi ed è considerato il più grande d’America e il terzo nel mondo, dopo il leone e la tigre. Nonostante originalmente fosse distribuito su tutta l’area degli Stati Uniti, l’America Centrale e il Sudamerica, compresa l’Argentina, in alcune zone, come nel caso degli USA, la specie si è praticamente estinta.

Il giaguaro assomiglia fisicamente al leopardo, anche se è di dimensioni maggiori, gode di una costituzione più robusta ed ha un comportamento più simile a quello delle tigri. Si adatta bene alle selve dense e umide, con una grande varietà di terreni boscosi e frondosi. Proprio come la tigre, è un animale a cui piace nuotare.

Il giaguaro è solitario, tende a cacciare tramite imboscate ed è selettivo con le sue prede, pur trattandosi di un superpredatore; ciò è fondamentale per non squilibrare gli ecosistemi in cui vive. Gli individui adulti dispongono di una dentatura e un morso più potenti, tanto da permetter loro di trafiggere i carapaci di rettili dalla corazza dura, come le tartarughe. Inoltre, tendono a infierire il colpo mortale sulla testa, tra le orecchie della preda, con un morso fatale che trapassa il cranio delle vittime.

Giaguari a rischio di estinzione

Nel linguaggio guaraní la parola yaguareté significa “vera belva”, termine che fa riferimento al giaguaro come al re delle selve tropicali e subtropicali d’America. È un animale dal forte spirito di adattamento, il che gli permette di vivere nelle zone più varie, dalle selve folte e fitte a spazi più aperti come la savana, pur restando una specie solitaria. Nonostante la sua capacità di adattamento, il giaguaro è, insieme ad altre 500, una specie in pericolo di estinzione, conseguenza della distruzione degli habitat in cui è solito vivere.

Si dice che attualmente ne rimangano in vita soltanto 15.000 esemplari in tutto il continente americano, numero destinato a diminuire a causa dello smantellamento e della trasformazione degli habitat naturali a favore di agricoltura e dell’allevamento, oltre che a causa degli incontri con l’uomo che la maggior parte delle volte costano la vita a questi animali.

Anche l’Argentina era uno degli habitat naturali degli yaguareté, ma secondo gli ultimi conteggi ne rimangono all’incirca 200 esemplari, distribuiti nelle province di Chaco, Formosa, Jujuy, Misiones, Salta e Santiago del Estero.

Oltre a diffondere questi dati allarmanti, svariate associazioni pubbliche o private stanno portando avanti importanti azioni che mirano alla salvaguardia del giaguaro.

Una bella storia d’amore

giaguaro femmina

Fonte: www.diariochaco.com

Era maggio 2015 quando Tobuna, una femmina di giaguaro proveniente dal parco zoologico del Mar de Plata, è arrivata al CECY, un centro sperimentale per l’allevamento dei giaguari. Un gruppo di specialisti si è subito attivato per trovare un partner alla nuova arrivata, così da farli riprodurre e riconsegnare la futura cucciolata alla natura.

Il secondo esemplare ad arrivare al centro è stato Nahuel, un maschio di 12 anni di età e 75 kg di peso. La storia d’amore fra i due yaguareté è di fondamentale importanza poiché si tratta della prima volta che si cerca di far riprodurre la specie al fine di reinserire la prole in ambienti selvatici, tentativo avvenuto con successo.

Il CECY è un centro pioniere in questo campo, situato nell’area protetta Esteros del Iberá in provincia di Corrientes, Argentina. Si spera che Nahuel e Tobuna si accoppino presto e che Tobuna dia alla luce la prima cucciolata di giaguari nati in quest’area. Inoltre, gli operatori del CECY stanno lavorando per far sì che quest’anno il centro ospiti una nuova coppia di giaguari, con la collaborazione dei centri situati in Paraguay e Brasile.

Un ambizioso progetto

Il progetto per reintegrare gli yaguareté è il programma di reintroduzione di una specie a rischio più ambizioso mai realizzato in tutto il continente americano, e conta dell’appoggio di numerose istituzione governative e non governative (tra cui spicca il governo di Corrientes). Tra gli animali recuperati grazie a simili progetti, si trovano il formichiere gigante, il cervo delle Pampas, il pecari dal collare e l’ara rossa e verde; inoltre, si spera di arrivare presto alla reintroduzione del tapiro.

Per permettere a questi progetti di crescere, la provincia di Corrientes sta lavorando all’ampliamento dell’attuale Parco Provinciale, con l’obiettivo di creare un Parco Nazionale che favorisca altri importanti passi avanti per la conservazione di specie a rischio di estinzione.

Fonte delle immagini: www.diariochaco.com