Un re che adotta cani

Da alcuni anni il re della Thailandia Bhumibol Adulyadej è diventato molto popolare in tutto il mondo, sia per l’enorme fortuna che possiede che per essere uno dei capi di stato da più tempo al potere.

Ciò ha trasformato il monarca in uno dei leader mondiali più importanti che ci siano, sebbene, come per molte altre figure dello stesso tipo, ci siano persone che lo appoggiano e altre che lo contrastano.

Negli ultimi tempi però il re è tornato sulla bocca di tutti non per una delle iniziative che, nel bene o nel male, rendono noti i politici, ma per una cosa che ha a che fare con il migliore amico dell’uomo.

Il re e la sua principessa

Fonte: www.diariodehuelva.es

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Nel 1998 il capo di stato thailandese aveva infatti adottato un bella cagnolina meticcia, presa dalla strada quando era soltanto un cucciolo, dopo averla trovata a vagare tra le strade di Bangkok.

Da quel momento Thong Daeng, questo il nome della cagnolina color rame, era diventata una vera e propria principessa. Non solo accompagnava il suo padrone in quasi tutti gli eventi pubblici, ma veniva anche considerata da molti analisti come un’autentica icona della Casa Reale thailandese.

L’innegabile amore del re per la sua piccola amica a quattro zampe ha raggiunto l’apice in seguito alla pubblicazione di un libro a lei dedicato, intitolato “La storia di Thong Daeng”, che ha avuto talmente successo da arrivare a vendere più di 100 mila copie nelle prime ore di pubblicazione, rendendolo un autentico bestseller in Thailandia.

Tuttavia, la cagnolina ha fatto sorgere anche innumerevoli polemiche, perché alla fine dello scorso anno un giovane ventisettenne è stato arrestato dopo aver pubblicato sul suo account Facebook alcuni commenti sarcastici su Thong Daeng che hanno fatto storcere il naso alla Casa Reale.

Sfortunatamente la cagnolina è morta lo scorso anno in seguito ad una terribile malattia che la affliggeva già da qualche tempo, lasciando un grande vuoto nel cuore del re e in quello della popolazione thailandese.

Adozione di cani randagi

Oltre a Thong Daeng, il capo di stato ha adottato altri cani randagi e ha anche fatto in modo di incentivare l’adozione dei cani che vivono nelle strade del paese.

Questa è una cosa che lo ha portato a guadagnarsi il rispetto di molte persone in tutto il mondo. Il monarca ha promosso questa nobile azione per scoraggiare l’acquisto di cani di razza, che lo stesso considera qualcosa di non necessario, essendoci in Thailandia quasi 9 milioni di cani, moltissimi di questi senza una casa.

Secondo quanto affermato dal re nel suo libro, i cani randagi sono molto più affettuosi e amorevoli degli altri, manifestano un’umiltà e fedeltà assoluta ai loro padroni, in quanto gli sono grati per avergli fornito una casa e una famiglia. 

Il contrabbando di cani in Thailandia

rifugio-cani

Come abbiamo già visto in un articolo precedente, la Thailandia è uno dei paesi in cui i migliori amici dell’uomo vivono in condizioni peggiori. Oltre al grande numero di randagi presenti nelle strade, essi diventano infatti merce di un business terribile e disumano.

Si tratta del contrabbando di cani per la vendita di carne e pelli, molto ricercate in Thailandia e in altri paesi come il Vietnam e la Cina.

Numerosi attivisti per i diritti degli animali hanno rivelato che, solo nel paese in cui ha vissuto Thong Daeng, vengono mangiati molto più di un milione di cani all’anno. Ciò sta a indicare che, nonostante si tratti di un business illegale, esso è in costante espansione.

Questa è una delle cose maggiormente rimproverate a Bhumibol Adulyadej. Infatti il re, nonostante tutte le iniziative portate avanti in favore dell’adozione dei cani e il suo affetto verso l’amata cagnolina, non ha preso misure adeguate contro questa terribile situazione di maltrattamento animale.