Babesiosi canina: cos’è, sintomi e trattamento

Negli ultimi anni, la babesiosi canina ha cessato di essere una malattia esotica. È diventata motivo di preoccupazione in quasi tutti i continenti. Pertanto, gli studenti di medicina veterinaria sottolineano la necessità di saperne di più su questo malattia infettiva. L’obiettivo è ovviamente quello di proteggere la salute del vostro amico a quattro zampe.

L’aumento dei casi di babesiosi canina nell’ultimo decennio è fondamentalmente dovuto alla proliferazione delle zecche. Soprattutto per la sottospecie Rhipicephalus sanguineus, un parassita ematofago di animali che veicola la malattia, trasportando il protozoo Babesia canis.

Nonostante si sviluppi più facilmente nelle specie canine, i batteri possono colpire anche i gatti e gli esseri umani, causando gravi danni alla loro salute.

Cos’è la babesiosi canina e come viene trasmessa?

La babesiosi canina è un processo infettivo generalizzato. È causato da un esemplare della famiglia dei protozoi: il Babesia canis. I microrganismi di questa famiglia possono causare anche innumerevoli malattie meno gravi rispetto alla babesiosi.

un cagnolino dagli occhi tristi
Autore: Soggydan Benenovitch

Gli ultimi studi hanno determinato che ci sono 3 genotipi della babesiosi: Babesia canis vogeli, Babesia canis canisBabesia canis rossi (o malattia di Lahler).

Fino ad ora, solo il primo tipo è stato correlato alla babesiosi canina. È stato trovato nel sangue degli animali infetti e delle zecche portatrici del bacillo.

Si tratta di un protozoo intracellulare del ciclo indiretto. Pertanto, ha bisogno di un ospite intermedio per sviluppare le sue larve. Di solito colonizza l’intestino, le ovaie e principalmente le ghiandole salivari di varie zecche. Soprattutto della famiglia Rhipicephalus sanguineus.

Questo piccolo parassita esterno ha un’enorme capacità di sopravvivenza, ma il suo sviluppo ottimale si verifica nei climi più caldi o temperati. Questo è il motivo per cui è particolarmente diffuso in paesi tropicali e subtropicali. In Europa, la popolazione cresce e tende a proliferare con l’arrivo dell’estate.

La forma più comune di trasmissione della babesiosi canina è attraverso il morso delle zecche. Pertanto, la migliore prevenzione è quella di evitare la proliferazione di questi parassiti.

Quali sono i sintomi e i trattamenti della babesiosi canina?

Una volta punto dalla zecca infetta, il periodo di incubazione nei cani di solito dura da 2 a 4 settimane. I primi sintomi evidenti della babesiosi canina possono richiedere da 1 a 2 mesi prima di apparire in modo evidente.

Il più preoccupante di questa malattia è la velocità di espansione dei protozoi che portano all’ematochezia (l’emissione di feci miste a sangue di colore rosso vivo). Una volta raggiunto il flusso sanguigno, essi agiscono rapidamente sui globuli rossi, sugli istociti e sui tessuti di polmoni e fegato.

E’ possibile notare un declino generale della salute dell’animale durante le 24 ore successive all’identificazione dei primi sintomi. La maggior parte dei cani con babesiosi canina viene posto in terapia intensiva per controllare l’evoluzione della malattia infettiva.

I sintomi più frequenti prevedono febbre accompagnata da:

  • Mancanza di appetito e perdita di peso.
  • Prostrazione e sonno eccessivo.
  • Aumento della produzione di bilirubina.
  • Emoglobina bassa.

Una diagnosi precoce

È importante che la malattia venga trattata correttamente dopo la comparsa dei primi sintomi. Altrimenti, può evolvere rapidamente e causare danni irreversibili al fegato e ai polmoni.

L’intensità dei sintomi varia in ciascun animale. Se il vostro cane è immunosoppresso o anziano, evidentemente, soffrirà maggiormente e avrà bisogno di particolari attenzioni. Discorso analogo per quanto riguarda cani malnutriti, con un sistema immunitario più vulnerabile a questa ed altre malattie.

La diagnosi precoce è essenziale per consentire la cura integrale della babesiosi canina. L’animale deve essere ricoverato in ospedale rapidamente.

Casi complicati di babesiosi canina

Nei casi più gravi, il trattamento consiste nella somministrazione di glucocorticoidi, eparina e trasfusioni di sangue.

cane dal veterinario soffre di babesiosi canina

Spesso è difficile riconoscere i sintomi della babesiosi canina. Possono essere confusi con sintomi di disturbi minori o benigni. Pertanto, il modo migliore per evitarla è quello di portare periodicamente il proprio animale dal veterinario per consultazioni e analisi di routine.

È essenziale impedire ai parassiti di proliferare nel corpo dell’animale. E’ consigliabile eseguire periodicamente trattamenti contro pulci, zecche e vermi, sia a livello interno che esterno. Saponi o collari anti-pulci possono anche essere utilizzati, sia come rimedi naturali o per tenere lontani i parassiti.

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