Biopsia nei cani? In che modo viene eseguita?

· 21 Febbraio 2019
Grazie alla biopsia è possibile determinare ciò di cui soffre un cane, per poi procedere ad un trattamento posteriore o ad un intervento chirurgico

La biopsia è una tecnica che consiste nel prelevare una parte di tessuto per poi analizzarla al microscopio.

Quando un cane è malato, il veterinario può realizzare, se necessario, oltre ad alcune analisi, una biopsia. Come viene fatta? E’ necessaria l’anestesia totale?

Di seguito, ecco alcuni dati che vi aiuteranno a capire meglio questo procedimento, che può preoccupare i padroni dei cani.

Prima della biopsia

Quando un cane è malato, la prima cosa che farà il veterinario sarà stilare una storia clinica il più completa possibile, per analizzare la progressione della patologia. Questa includerà l’età dell’animale, le informazioni sull’origine del problema, i trattamenti che sono stati somministrati e la loro efficacia.

Inoltre, realizzerà un esame fisico che includerà la misurazione della temperatura dell’animale, la palpazione dell’addome e l’auscultazione dei battiti del cuore e dei polmoni.

In base ai sintomi, potrebbero essere necessari alcuni esami per determinare la causa del problema. Potranno essere fatti: analisi del sangue, radiografie, ultrasuoni, tomografie, ecc.

Lastra osso cane

I risultati di questi test possono indicare la necessità di realizzare una biopsia per poter avere una diagnosi definitiva. 

Questa situazione si presenta principalmente nel caso in cui il medico sospetti di una neoplasia.

Tipi di biopsia nei cani 

Ci sono diversi tipi di biopsia nei cani. I più noti sono:

  • In base all’organo e al tessuto di cui si deve prendere un campione per essere analizzato, la tecnica sarà diversa. Se si ha bisogno di una piccola parte di massa, si può svolgere una biopsia incisionale.
  • Quando si procede a rimuovere un tumore per intero, la tecnica si definisce biopsia escissionale. In questo caso, si dovranno togliere i margini esterni della massa con il fine di analizzarli per confermare che sia stato eliminato del tutto.
  • Quella più frequente nei cani è la biopsia cutanea. Questo procedimento è abbastanza semplice, non è invasivo e implica pochi rischi per l’animale.

Si realizza nei casi in cui la diagnosi non sia chiara o quando i trattamenti applicati non hanno avuto effetti positivi. Ad eccezione di questa, tutte le altre vengono svolte sotto anestesia totale.

Cane che viene operato

Come realizzare una biopsia nei cani?

La tecnica che si utilizzerà per estrarre il campione di tessuto o il tumore dipenderà da vari fattori, come il tipo di organo coinvolto e la sua posizione. Esistono 4 tipi di biopsia nei cani, considerando il criterio della classificazione della pratica usata:

  • La prima è la chirurgia addominale esplorativa. Questa tecnica è molto invasiva, però è indispensabile in certi casi; permette di poter prendere dei campioni – biopsia incisionale – di vari organi allo stesso tempo.
  • La seconda tecnica è quella che si realizza attraverso un’endoscopia. Tramite questo metodo si possono prelevare piccoli frammenti di tessuto nasale, dello stomaco, dell’intestino o del colon. Anche se richiede l’anestesia totale, questo tipo di biopsia non implica alcuna incisione chirurgica.
  • Il terzo metodo è una biopsia cutanea. In questo caso, in base alla lesione, si utilizzeranno diversi tipi di aghi e di strumenti. E’ poco invasiva e, in base all’animale e al procedimento, si può svolgere senza anestesia totale.
  • Infine, per quanto riguarda le ossa e il midollo osseo, è possibile realizzare la biopsia con l’aiuto di aghi speciali.

Manipolazione del campione

Un dei passi più importanti è la manipolazione del campione ottenuto. Se viene fatto in maniera corretta, i risultati delle analisi saranno più affidabili e, pertanto, anche la diagnosi più certa.

Il campione deve essere trattato con delicatezza estrema finché non viene collocato nel liquido di fissaggio. Il volume di questo, generalmente diluito al 10 %, deve essere quello adeguato.

Normalmente, si raccomanda una quantità di liquido equivalente a 10 volte il volume del campione. Il tempo di fissaggio dovrà essere rigorosamente rispettato, e varierà in base al tessuto estratto.

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