Come dormono gli squali?

Alcune specie di squali hanno bisogno di muoversi costantemente per far sì che l'acqua fluisca attraverso le branchie, consentendogli di respirare. Come fanno a dormire senza avere problemi?
Come dormono gli squali?

Ultimo aggiornamento: 25 novembre, 2021

Gli squali sono animali affascinanti da un punto di vista biologico. Non solo sono i re dei mari e si trovano in cima alla catena alimentare negli ambienti di acqua salata, ma sono presenti negli ecosistemi da oltre 420 milioni di anni. Queste creature primitive si sono adattate in modo ottimale alla caccia alle loro prede e non abbassano mai la guardia.

Dopo aver scoperto alcune delle caratteristiche biologiche di queste specie, vi chiederete come dormono gli squali. Questa domanda non è a caso, poiché alcuni di loro devono muoversi costantemente in acqua per non morire soffocati. Come se non bastasse, non sono dotati di palpebre, per cui non possono chiudere gli occhi. In questo articolo vi mostriamo come questi affascinanti animali riescono a riposarsi senza mostrarsi mai vulnerabili.

Come sono fatti gli squali?

Il nome squalo viene utilizzato per designare un gruppo di pesci elasmobranchi, che presentano le seguenti caratteristiche: uno scheletro cartilagineo, da 5 a 7 fessure branchiali e pinne pettorali non fuse alla testa. Gli squali appartengono all’infraclasse Euselachii (la stessa delle razze) e al superordine Selachimorpha. Rappresentano più di 500 specie.

Una delle caratteristiche più sorprendenti degli squali è che mancano di uno scheletro osseo, poiché la loro struttura di supporto è costituita da cartilagine e tessuto connettivo. Questo materiale ha circa metà della densità dell’osso calcificato, motivo per cui l’animale può muoversi senza che ciò comporti un eccessivo dispendio di energia. Si distinguono anche per avere un grandissimo numero di denti che cambiano periodicamente.

Uno squalo può perdere fino a 30.000 denti (o più) nel corso della sua vita.

Molti di questi pesci sono predatori sanguinari, ma altri sono di piccole dimensioni e trascorrono gran parte del loro tempo alla ricerca di cibo nella sabbia. Ne sono un esempio i membri del genere Cephaloscyllium: non sono particolarmente aggressivi, le loro dimensioni non superano generalmente il metro di lunghezza e si nutrono di molluschi e altri invertebrati che vivono nei fondali marini.

Non tutti gli squali sono assassini.

Il dilemma della respirazione

Come con altri animali acquatici, gli squali hanno bisogno di aspirare l’acqua e farla passare attraverso le branchie. Queste strutture sono altamente vascolarizzate e possiedono una superficie molto ampia, che permette loro di ricavare ossigeno dall’acqua senza grossi problemi. Tuttavia, a volte questo metodo di respirazione ha delle complicazioni.

Le branchie dello squalo non hanno un rivestimento protettivo e alcune specie non sono in grado di pomparvi acqua attivamente. Per questo motivo devono nuotare costantemente per poter respirare. Se si fermassero, soffocherebbero per mancanza di ossigeno.

Questo disadattamento è comune negli squali pelagici, cioè quelli che abitano gli strati più superficiali del mare. D’altra parte, gli squali abissali hanno una struttura specifica chiamata spiracolo, che pompa l’acqua nella cavità orale senza che l’animale si muova. Pertanto, possono mettersi sotto la sabbia e rimanere immobili senza morire.

Gli squali che vivono nei fondali marini, grazie agli spiracoli, possono smettere di nuotare senza che ciò gli impedisca di respirare. Al contrario, alcuni esemplari pelagici per poter respirare devono nuotare costantemente.

Se devono muoversi costantemente, come dormono gli squali?

Spiegare il funzionamento della respirazione degli squali è essenziale, poiché questo meccanismo costituisce un problema per molti di loro quando devono riposare. Come riportato dall’enciclopedia Britannica, gli squali sì dormono, ma non come fanno gli umani (a intervalli costanti di 8 ore).

Gli squali dotati di spiracoli possono riposare sotto la sabbia o tra le rocce, anche se non in profondità. Tengono gli occhi aperti e seguono i movimenti intorno a loro, cosa che dimostra come rimangano attivi anche in questo stato.

D’altra parte, gli squali pelagici che devono continuare a muoversi per respirare hanno un modo più intricato di dormire. Si ritiene che, mentre dormono, i loro movimenti siano controllati per la maggior parte dal midollo spinale (e non dal cervello), perciò sono in grado di dormire mentre si muovono in uno stato quasi catatonico.

Nonostante questo sia stato descritto più volte in letteratura, la prima volta in cui si è potuto osservare un esemplare grande di squalo bianco (Carcharodon carcharias) che dormiva è stato nel 2016. Un gruppo di ricercatori ha descritto una femmina al largo della costa della Bassa California con la bocca aperta, che nuotava a monte in una specie di trance. Fortunatamente, sono riusciti a riprenderla.

Si ritiene che alcuni squali dormano con la bocca aperta per facilitare il passaggio dell’acqua attraverso le branchie in modo che possano respirare in modo inconscio.

Nonostante sia già stato possibile osservare un esemplare grande che dormiva, rimangono molte incognite per quanto riguarda le altre specie di squali. Solo il tempo e la scienza possono darci risposte a lungo termine, ma sembra che gli squali pelagici controllino il movimento al di “fuori” del proprio cervello e riescano a riposarsi mentre si muovono senza rendersene conto.

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