Come si deve trattare un cane maltrattato?

Come si deve trattare un cane maltrattato?

Ultimo aggiornamento: 21 dicembre, 2017

Il maltrattamento contro gli animali esiste da sempre. Grazie ad internet e ai social network ormai veniamo a conoscenza di moltissimi più casi di animali maltrattati o abbandonati rispetto al passato.

La nostra prima reazione al riguardo è quella di provare pena per quelle creature che hanno avuto un’esistenza sfortunata. Tuttavia, la pena è un sentimento inutile che non aiuta in alcun modo l’animale. Nell’articolo di oggi vi proponiamo una riflessione su come trattare un cane maltrattato.

La pena: un sentimento inutile

Le emozioni sono involontarie e non possono essere represse. Tuttavia, in quanto esseri umani e razionali abbiamo la capacità di cambiare il nostro modo di pensare così da modificare come ci sentiamo.

cane maltrattato seduto per terra
Fonte: José María Pérez Nuñez

È naturale e normale provare pena per i disgraziati, specialmente quando sono animali: esseri indifesi che non meritano assolutamente tutto il male che gli capita. Gli animali sono da sempre vittime delle circostanze, e noi umani possiamo essere molto crudeli.

Insistiamo però sul fatto che la pena è un sentimento che paralizza. Provandolo non stiamo facendo nulla per cambiare o prevenire le sofferenze di un animale. La pena è un’emozione che ci spinge a sentirci male e nient’altro. È un sentimento del tutto inutile per coloro che richiedono aiuto.

È anche bene segnalare che la pena può trasformarsi in autocompassione, il che non farà altro che pregiudicare le vere vittime, in questi casi i nostri cari amici animali.

Come trattare un cane maltrattato: cosa provare nei suoi confronti?

È possibile provare molte altre sensazioni oltre alla pena. Qualsiasi sentimento che ci porti a cambiare la situazione di un animale maltrattato o abbandonato sarà molto più utile.

Per riformulare i nostri sentimenti, dobbiamo innanzitutto cambiare il nostro modo di pensare. Per esempio, anziché pensare “poverino”, proviamo a formulare il seguente pensiero: “Cosa posso fare per proteggere chi sta soffrendo?” o “Cosa posso fare per aiutarlo?”.

Trasformiamo la pena in determinazione, solo così faremo qualcosa di realmente utile per un animale in concreto o in una situazione simile. Passeremo dal restare immobili al fare qualcosa di produttivo per chi ne ha bisogno.

Potremo scegliere di aiutare chi si sta prendendo cura dell’animale, proteggere un altro animale affinché non soffra in futuro o persino farcene carico e occuparcene personalmente affinché non si trovi mai a vivere una simile situazione.

È possibile anche tramutare la pena in compassione, ottenendo un risultato simile a quello della determinazione: faremo un passo avanti e ci renderemo utili o necessari. La compassione ci porta ad alleviare una sofferenza, ci aiuta a farci responsabili del cambiamento di una brutta situazione.

Se vediamo un animale malato sul ciglio della strada e proviamo pena, sospireremo per lui ma proseguiremo dritti. Al contrario, se in quel momento attiveremo la compassione, avremo la spinta per occuparci di lui, portarlo da un veterinario e ridurre la sua sofferenza.

Grazie alla determinazione, cambieremo il presente e il futuro di quell’animale: prima di tutto ci occuperemo di lui, poi non ci fermeremo finché non gli avremo trovato una famiglia definitiva che si prenda cura di lui per il resto della sua vita.

Dalla pena all’orgoglio il passaggio è breve. Anziché lamentarci per tutto il male per cui è passato quel cane abbandonato, ammireremo la sua capacità di recupero e ci sentiremo orgogliosi perché ha superato una situazione così difficile.

Perché se c’è una caratteristica forte nei cani è la loro tenacità, la loro volontà e la disposizione innata per superare i problemi. L’orgoglio ci aiuta a comprendere gli animali, specialmente i cani con questa immensa capacità insita in loro.

Come abbiamo visto, i cani beneficiano molto di più del nostro orgoglio che della nostra pena. Da esseri maltrattati si trasformeranno così in sopravvissuti, in eroi capaci di superare un inferno. Aumenteremo la nostra fiducia in loro e daremo loro più fiducia in se stessi.

Non lo guardiamo con pena

Quando abbiamo davanti ai nostri occhi un cane maltrattato o abbandonato, tendiamo a provare la paura e l’ansia che sente l’animale. Sono moltissime le cose che possiamo fare per aiutarlo a superare la paura, ma il minimo che dobbiamo fare è non guardarlo con pena.

Il nostro sguardo di pena trasmette preoccupazione e paura: se noi, che siamo il punto di riferimento principale del cane, lo guardiamo con uno sguardo preoccupato, trasmetteremo a lui la stessa sensazione. Non potrà smettere di sentire paura. Il modo in cui tratteremo un cane maltrattato sarà dunque fondamentale per il suo recupero.

cucciolo dietro ad una rete

Al contrario, sentendoci orgogliosi perché abbiamo davanti un sopravvissuto, apprezzeremo meglio tutti i suoi miglioramenti, e lui stesso si sentirà orgoglioso e fiducioso. Il mondo si priverà di tutti quegli sguardi preoccupati che non fanno che trasmettere paura: accompagneremo l’animale e lo appoggeremo nella fase di recupero.

Agire a favore dei maltrattati

Quando leggiamo una notizia sul maltrattamento animale, possiamo fare moltissime cose che non siano provare pena. Possiamo aiutare le persone che hanno raccolto quell’animale abbandonato contribuendo al pagamento del veterinario o del cibo.

Possiamo anche collaborare nella ricerca di una famiglia adottiva definitiva per quando tornerà a stare bene. Possiamo persino diventare membri delle associazioni per la protezione animale che si occupano di prevenzione e che contribuiscono alla riduzione dei casi di maltrattamento.

Possiamo anche essere coloro che denunciano, raccolgono e si prendono cura degli animali maltrattati. Ogni singolo volontario, ogni mano che aiuta in un canile, è fondamentale per il funzionamento delle associazioni e dei rifugi per cani. Con il suo aiuto salva, letteralmente, vite.

Con la pena non potremmo fare nulla di tutto questo. La pena ci paralizza e ci impedisce di agire, mentre un cane maltrattato o abbandonato ha bisogno di qualcuno che si metta in moto per lui.

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