Conigli di Angora: un orrore nascosto

· 16 giugno 2015

Il maltrattamento ai danni di animali è una problematica che non solo continua ad essere presente, ma anzi va aumentando. Molte volte questo fenomeno si riscontra associato a qualche tipo di industria, come quella tessile o alimentaria. Riguardo alla prima, è di dominio pubblico che gli animali utilizzati in questo settore sono spesso vittime di maltrattamenti che eventualmente li conducono alla morte. Un esempio è l’aberrante situazione in alcune industrie cinesi che si dedicano alla produzione di fibra di Angora.

Fortunatamente, grazie alle pressioni di diversi gruppi in difesa dei diritti degli animali, alcune firme hanno proibito l’utilizzo di fibre provenienti da questo tipo di commercio. Però questo non è risultato sufficiente. E, ancora oggi, in moltissimi stabilimenti cinesi viene perpetrato questo orribile abuso nei confronti dei conigli di Angora.

La crudele industria cinese della fibra di Angora

coniglio
La produzione di fibra di Angora è estremamente crudele. In molte fabbriche la peluria dei conigli viene estratta utilizzando metodi molto violenti. Senza avere alcun tipo di precauzione, si rimuove il pelo degli animali semplicemente tirandolo. E questo non è tutto: infatti, oltre a morire spesso di morti terribili, vengono tenuti in vita in piccole gabbie, senza alcun tipo di pulizia e vengono alimentati solo se fortunati.

Bisogna precisare che è in Cina dove questo tipo di abuso si concentra. Il paese asiatico è infatti il maggior produttore di fibra di angora, la quale è molto pregiata, poiché risulta molto morbida e spugnosa. Inoltre queste fibre sono più calde della lana e molto più soavi del cachemire.

Per mostrare al mondo cosa succede in questi stabilimenti cinesi,  associazioni in difesa dei diritti degli animali hanno viaggiato fino in Cina, con l’ obbiettivo di registrare, con camere nascoste, le disgraziate manovre che vengono compiute in questi stabilimenti.

Nel materiale audio visivo pubblicato da queste organizzazioni si può vedere come i conigli siano terrorizzati . In alcune terribili immagini i conigli vengono agganciati e distesi su una tavola di legno, vengono sostenuti dal collo e viene strappato loro il pelo tutto d’ un colpo.

Diciamo no al maltrattamento degli animali

bimba-con-coniglio

Perché quindi l’industria cinese continua ad utilizzare metodi così brutali? Naturalmente per denaro e convenienza. Il pelo dei conigli di Angora ha un valore commerciale tra le 22 e le 28 sterline per chilo, però la pelliccia col pelo più lungo che si ottiene con la decorticazione, a differenza del taglio, può esser venduto per più del doppio.

In quanto alla velocità, bisogna solo dare un’ occhiata a quanto sono rapidi i lavoratori cinesi nel maneggiare questi poveri conigli di Angora e nel strappare via loro il pelo con questo metodo assolutamente brutale. Secondo gli allevatori di Angora per togliere la peluria a un coniglio, senza causare lui alcun danno, ci possono volere fino a due settimane, non 3 o 4 minuti, come si può vedere nei video girati nelle fabbriche cinesi.

Il tortuoso processo utilizzato nelle ditte cinesi si ripete circa ogni tre mesi, per tutta la durata della vita dell’animale, che può essere dai due ai tre anni.

I conigli di Angora, nel caso in cui vengano allevati con cura, possono arrivare a vivere da cinque fino a dieci anni. Senza dubbio i conigli utilizzati nell’ industria tessile hanno una speranza di vita molto più corta, che non supera i due anni. Sono infatti obbligati a passare tutta la loro vita miserabile in piccole gabbie. Non hanno mai la possibilità di scavare, saltare, correre o effettuare altre attività per loro istintive e le attenzioni nei riguardi della loro igiene e delle loro condizioni di salute sono pressoché inesistenti.

In accordo con i difensori dei diritti degli animali, i pochi conigli che sopravvivono in queste condizioni brutali, finiscono sgozzati e la loro carne venduta nei mercati locali.

In Cina si contano più di 50 milioni di conigli utilizzati per la produzione di fibra di Angora, che producono circa 4.000 tonnellate di pelo all’ anno.

Altri paesi che producono questa fibra sono l’ Argentina, il Cile, la Repubblica Ceca e l’ Ungheria. Nonostante ciò, da questi paesi non proviene più del 10% della produzione totale.

Inoltre, i metodi utilizzati per estrarre la fibra sono profondamente diversi in questi paesi. Però in Cina questi metodi abusivi sono all’ ordine del giorno e vengono adoperati sempre più frequentemente, giacché non esiste alcuna legislazione rispetto al maltrattamento degli animali.

Per evitare questo tipo di abuso, non dimenticate: evitate di comprare merci la cui materia prima provenga da questi produttori. Con questo piccolo gesto, magari un giorno si riuscirà a ridurre o a porre fine a queste pratiche abominevoli.