Cosa sono le specie invasive o aliene?

· 21 maggio 2018

Spesso sui giornali, su Internet o in televisione, si sente parlare delle cosiddette specie invasive. Ma solamente poche persone sanno davvero a cosa ci si riferisce, con questo termine. Per poter capire meglio di cosa si tratta, ecco un articolo in cui faremo luce su questi particolari animali che, anche per colpa nostra, rischiano di mettere in pericolo l’equilibrio naturale dei diversi ecosistemi.

Cosa significa “specie invasive”?

Quando parliamo di specie invasive, ci riferiamo a specie di animali, piante o altri organismi che sono stati rilasciati in un habitat che non è loro. Per secoli, questo succedeva a causa dell’apogeo del traffico di animali a livello mondiale. Oggi, questa invasione di specie aliene si deve al fatto che molte persone scelgono esemplari esotici, come animali domestici.

In molte occasioni, i proprietari si accorgono che non è semplice mantenere e convivere con animali esotici. Quindi, decidono di abbandonarli, liberandoli senza pensare alle conseguenze che possono avere sull’ambiente locale. Questo può avere diverse conseguenze. Quando si rilascia un animale domestico nell’ambiente naturale, di solito muore, se non è abituato a procurarsi da mangiare da solo o a difendersi dai predatori.

Tuttavia, in altre occasioni questi animali sono in grado di sopravvivere nel nuovo ecosistema. Quindi, finiscono per causare squilibri che possono portare al collasso della specie autoctone. Ciò  si deve al fatto che nessun altro organismo è preparato per contrastare la loro presenza.

È in questo caso che parliamo di “specie invasive”.

un castoro taglia il legno

Quando si rimette in libertà un animale domestico, di solito muore perché non è adatto a procurarsi da mangiare o difendersi dai predatori. Altre volte, se resiste, può diventare una vera minaccia per la fauna locale, creando uno squilibrio nell’ecosistema autoctono.

Quali animali appartengono alle specie invasive?

Attualmente, ogni paese decide come legiferare riguardo alle specie invasive e al possesso di animali esotici. Viene creato un elenco ufficiale con i tipi di animali che sono permessi ed esistono sanzioni anche gravi per chi trasgredisce.

In Italia, per esempio, esistono misure restrittive assai dure. Ciò però non basta a fermare l’egoismo e la curiosità di chi vuole avere, a tutti i costi, un animale esotico in casa. Spesso Carabinieri e Polizia sequestrano serpenti, scimmie e altri animali indebitamente entrati nel nostro paese. Immaginate che tipo di conseguenze potrebbe avere la messa in libertà di questi animali in una fauna come quella italiana.

Con il Decreto del 19 aprile del 1996, il Ministero dell’Ambiente italiano ha stabilito tutta una serie di limiti alla detenzione di animali pericolosi o esotici. Proprio con l’obiettivo di tutelare gli esseri viventi autoconti, già sufficientemente messi in pericolo da elementi come l’inquinamento, la distruzione dell’habitat e il bracconaggio.

Esempi di specie invasive

Ma ci sono migliaia di altre specie invasive sul pianeta. Per esempio, in Australia uno di questi è il coniglio europeo, che è una vera piaga e si è resa responsabile della distruzione di decine di ettari coltivati. E ancora, negli Stati Uniti sono state introdotte molte specie di serpenti asiatici, alcuni anche molto pericolosi per l’uomo e altri mammiferi.

un coati dalla coda striata cerca insetti da mangiare

Nel caso dell’Italia, attualmente il Parlamento Europeo ha individuato le seguenti 18 specie aliene:

  • Mammiferi: Scoiattolo di Pallas, Nutria, Procione, Topo muschiato, Scoiattolo grigio americano, Tamia siberiano.
  • Uccelli: Oca egiziana, Gobbo della Giamaica, Ibis sacro.
  • Rettili: Tartaruga dalle orecchie rosse, Tartaruga palustre americana.
  • Pesci: Pseudorasbora.
  • Invertebrati: Granchio cinese, Gambero americano, Gambero della California, Gambero rosso della Louisiana, Gambero marmorato, Calabrone asiatico.

Tra tutti questi animali, sicuramente il procione è un esempio della minaccia per la salute rappresentata dalle specie invasive. Questi esseri viventi sono portatori della rabbia e possono infettare gli esseri umani, perché sono meno timidi di altri animali selvatici.

Ci sono altre specie curiose, come i parrocchetti monaci dell’America meridionale e i parrocchetti dal collare di origine africana, che sono sempre più frequenti nelle città italiane. I motivi della loro diffusione così repentina sono principalmente legati al clima mite, la mancanza di predatori e la facilità di procurarsi del cibo

In Europa vale la pena citare il visone americano. Liberato anni fa da diversi allevamenti di animali, per via dell’intervento di alcuni animalisti, questo mustelide sta portando all’estinzione il suo cugino autoctono, il visone europeo. Rettili come la tartaruga dalle orecchie rosse vengono spesso liberate dai proprietari, per il fatto che le loro dimensioni possono aumentare di molto. Ebbene, stanno rimpiazzando le tartarughe d’acqua dolce del Vecchio Continente.

Queste specie invasive sono un altro esempio del fatto che occorre informarsi bene prima di accogliere e tenere in casa un animale esotico. Si tratta di una grande responsabilità che non può essere motivata da un capriccio o dalla moda. Altrimenti, il risultato è decidere di liberarsene, creando, come avete visto, gravissimi problemi all’ambiente.