Curiosità sul mulo: metà asino e metà cavallo

Sicuramente conoscete bene l’espressione “sei testardo come un mulo!”. Vi siete mai chiesti da cosa deriva? Ci sono molte curiosità sul mulo che vale la pena conoscere, dato che si tratta di un animale molto particolare e interessante.

Per esempio, tanto per anticiparvi qualcosina, è importante ricordare che è il risultato dell’incrocio tra un maschio di asino e una femmina di cavallo. Proprio perché sono due animali diversi, il mulo che nascerà sarà sterile e, per averne un altro, occorrerà ripetere la monta incrociata. Se volete conoscere le principali curiosità sul mulo, continuate a leggere!

Sapevate che il mulo è sterile?

Come abbiamo anticipato, l’incrocio realizzato per procreare un mulo produce un’anomalia generica interessante. L’asino maschio contribuisce con 31 coppie di cromosomi e la cavalla con 32 coppie. Questa somma cromosomica “dispari” lo rende dunque sterile.

In fondo, è il risultato dell’unione di due specie diverse ed è chiamato “ibrido”. Questa è la ragione principale dell’incapacità del mulo di riprodursi. Il problema sta nell’accoppiamento dei cromosomi, che è “difettoso”.

A questa incompatibilità si aggiunge anche il fatto che i geni non sono distribuiti nello stesso modo in entrambe le specie. Ciò significa che non è possibile determinare aspetti fondamentali come la misura delle orecchie, il colore della pelliccia o la lunghezza della coda.

un mulo legato mentre bruca erba

Se i muli potessero procreare, tra loro o con altre specie, il risultato sarebbero esemplari difettosi, malati e senza possibilità di sopravvivenza. Per il momento, questi problemi non sono stati superati e i muli continuano a vivere senza la possibilità di generare una progenie pura.

Dovete sapere che solo i maschi sono completamente sterili, a causa di una malformazione della ghiandola seminale. La femmina, in alcune occasioni, può produrre ovuli fertili che possono essere fecondati da un cavallo o un asino. Il risultato sarà o un puledro o un asinello.

Caratteristiche dei muli

Per quanto riguarda il loro aspetto, il mulo è simile all’asino: testa corta, zampe allungate e sottili, orecchie lunghe girate all’indietro, pelo corto e zoccoli stretti e piccoli. La coda non ha peli alla radice.

Tuttavia, presenta anche alcune caratteristiche dei cavalli, come la forma del collo, i denti, l’altezza, la groppa, l’uniformità del mantello e la robustezza del corpo. Inoltre, il suono che emette può essere un misto di quello dei due progenitori: inizia come un raglio – come l’asino – e finisce come un nitrito (tipico del cavallo).

due muli in un terreno sterrato in campagna

Il mulo e il suo rapporto con l’uomo

Grazie alla sua grande forza e resistenza, i muli sono stati usati dall’uomo per secoli, sia per trasportare merci o oggetti che per arare i campi, per attingere acqua dai pozzi, ecc.

Fin dall’antichità si dice che siano testardi. Non è affatto un difetto ma, al contrario, è anche legato al fatto che riescono a superare e resistere a certe malattie tipiche dei cavalli. Quindi, se vi dicono che siete “testardi come un mulo”, invece di arrabbiarvi, prendetelo come un grande complimento.

Gli agricoltori li usavano su terreni sabbiosi e argillosi sfruttando i loro durissimi zoccoli. Ebbero un grande sviluppo fino alla seconda metà del XX secolo. Poi, con lo sviluppo dei veicoli a motore, persero il loro ruolo cruciale nelle attività agricole. In Italia furono spesso usati anche nei conflitti bellici. Durante la II Guerra Mondiale ben 500.000 muli furono usati dai nostri Alpini.

Non vanno troppo d’accordo con i cani, se sono troppo rumorosi o attivi e possono provare a difendere i loro cavalieri contro di loro. Ci sono stati anche casi di protezione contro leoni e altri animali feroci. Insomma, tra le tante curiosità sul mulo va sottolineato che sono animali ostinati ma molto coraggiosi. Possono scalciare in qualsiasi direzione con le loro quattro zampe e, con la loro forza, spostano facilmente diverse persone.

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