Scopriamo di cosa si occupa un etologo

Forse in più di una occasione vi sarà capitato di sforzarvi per capire i vostri animali domestici e, nonostante ciò. non avete trovato una spiegazione al loro comportamento. Non preoccupatevi, è proprio di questo che si occupa l'etologo.
 

Vi siete mai chiesti di cosa si occupa un etologo? Si tratta di uno specialista, dentro il campo della zoologia, che analizza e prova a capire i motivi che si celano dietro il comportamento delle specie animali. Lo fa tramite lo studio della base evolutiva e lo sviluppo delle condotte innate degli animali.

Questa figura esercita la sua professione ben oltre un posto di ricerca in uno zoo. Può lavorare, di fatto, per governi, grandi aziende e altre industrie. Bisogna sottolineare che in genere è richiesto un titolo di laurea specialistica per lavorare in questo campo.

Di cosa si occupa un etologo?

Prima di tutto, un etologo esamina le interazioni sociali tra gli animali, come sono per esempio l’aggressione animale e le abitudini di accoppiamento.

In aggiunta a ciò, studia le distinte forme di comunicazione animale (fisica, chimica, visiva). Per affrontare queste aree della conoscenza, ricorre a metodologie di laboratorio e sul campo.

Nella maggior parte dei casi, le persone dedite all’etologia nutrono un forte interesse anche per le discipline a essa relazionate, tra cui l’ecologia e l’evoluzione. Per lavorare in questo campo, in genere si richiede una laurea specialistica o un master, sebbene sarebbe possibile ottenere un impiego anche con la laurea triennale.

 

Capire il comportamento degli animali è fondamentale per determinare se gli esemplari si riprodurranno e sopravvivranno. L’etologia è una disciplina indispensabile in tal senso.

Capre che brucano

Su cosa si basa l’etologia?

L’etologia tiene conto sia di un approccio evolutivo sia di un approccio più meccanicista. Studia il comportamento animale da questa doppia prospettiva:

  1. La prima si occupa dei meccanismi di motivazione e dell’esperienza degli animali come fattori scatenanti del comportamento, intesi come spiegazioni prossime o immediate.
    • Questo approccio riflette la vita individuale di un animale. Le spiegazioni immediate rispondono a domande su come si verifica un determinato comportamento.

2. La seconda si occupa delle pressioni di selezione naturale e dei fattori filogenetici che determinano l’evoluzione del comportamento, intese come spiegazioni ultime o finali.

    • Questo approccio riflette il processo evolutivo di una specie. Le spiegazioni finali rispondono a domande sul perché si verifica un comportamento.

Questi due livelli di studio dell’etologia si completano tra loro e aiutano a ottenere una comprensione più completa del comportamento e dell’evoluzione degli animali.

 

Di quali aspetti specifici della condotta animale si occupa un etologo?

Non vi sorprenderà sapere che l’etologia è un campo eccezionalmente ampio e che include lo studio di:

  • Strategie di difesa.
  • Comunicazione tra gli animali.
  • Meccanismi di apprendimento e memoria.
  • Caratteristiche di corteggiamento, riproduzione e allevamento.
  • Abitudini migratorie ed esigenze di habitat.
  • Identificazione di geni che influiscono sulla condotta.
  • Dinamiche di competenza e cooperazione durante l’alimentazione e l’accoppiamento.
  • Tratti anatomici e funzionali del cervello che determinano il comportamento animale.
  • Definizione degli elementi che distinguono gli animali in quanto a personalità e strutture sociali.

Come potete osservare, la figura dell’etologo non è importante solo per via del suo apporto scientifico, bensì il suo lavoro ha anche diverse conseguenze pratiche.

Oltre a ciò, capire il comportamento degli animali è essenziale anche in tutte le altre attività nelle quali interagiamo in quanto animali vivi. Ne sono un esempio le cure che dedichiamo ai nostri animali domestici, la conservazione delle specie marine e terrestri o il miglioramento della salute animale.

Konrad Lorenz è conosciuto come uno dei padri fondatori del campo dell’etologia, lo studio del comportamento animale. Questo scienziato è diventato famoso per la sua scoperta del “principio di attaccamento” o “imprinting“, tramite cui in alcune specie si instaura un vincolo tra un esemplare appena nato e la madre o chi ne fa le veci.

 

Cucciolata di cani con la mamma

Come è sorto il campo dell’etologia?

Il lavoro pionieristico di Konrad Lorenz e di Niko Tinbergen, nel decennio del 1930, è considerato la base teoria dell’etologia. Questa disciplina ha senz’altro avuto un effetto su vaste branche come la genetica, l’antropologia e le scienze politiche, ma anche la psicologia.

La premessa su cui si basano gli etologi è che un animale deve essere studiato a partire dalle sue motivazioni individuali e non in relazione agli esseri umani. Questo approccio consente di osservare i suoi comportamenti e il suo contesto naturali.

Per esempio, possiamo pensare all’esperimento, ormai divenuto un classico, di Lorenz in cui pur sostituendosi a mamma oca, i “suoi piccoli” lo seguivano in fila ovunque andasse.

In un altro esperimento ben noto, Tinbergen studiò i gabbiani dalla testa nera che costruiscono i nidi a terra. Cercava di spiegare perché le mamme eliminavano tutte le tracce di guscio d’uovo dal nido dopo la nascita dei pulcini.

Avanzò l’ipotesi secondo cui i gabbiani rimuovevano i gusci d’uovo per prevenire lesioni e malattie o per ridurre l’attenzione di altri uccelli predatori. Dimostrò tramite prove su campo che effettivamente la parte interna dei gusci, di colore bianco, era visibile dall’alto e, di fatto, attirava i predatori.

Di cosa si occupa un etologo e nidi di gabbiani

Di cosa si occupa un etologo: applicazione dell’etologia alla specie umana

La ricerca nell’ambito dell’etologia umana analizza le origini evolutive del comportamento umano e mette a confronto i comportamenti tra le diverse culture.

Altri studi sulla condotta animale si basano sulla psicologia, concentrandosi in aspetti quali il comportamento appreso e l’insegnamento di condotte agli animali e ne applica i risultati agli umani.

  • McFarland, D. (1993). Animal behaviour: psychobiology, ethology, and evolution. John Wiley & Sons. ISBN : 0582067219
  • Hughes, B. O., & Duncan, I. J. H. (1988). The notion of ethological ‘need’, models of motivation and animal welfare. Animal Behaviour, 36(6), 1696-1707.
  • Beer, C. (1973). Species-typical behavior and ethology, p. 21-77. En D. A. Dewsbury and D. A. Rethlingshafer [ed.], Comparative psychology: a modern survey. McGraw-Hill, New York.
  • Gadbois, S., Sievert, O., Reeve, C., Harrington, F. H., & Fentress, J. C. (2015). Revisiting the concept of behavior patterns in animal behavior with an example from food-caching sequences in Wolves (Canis lupus), Coyotes (Canis latrans), and Red Foxes (Vulpes vulpes). Behavioural processes, 110, 3-14.