Ecco come i gatti hanno conquistato il mondo

27 gennaio, 2021
Nel corso della storia, i gatti sono stati amati e allo stesso tempo temuti; ecco come sono riusciti a conquistare il mondo intero, arrivando in tutti i continenti abitati.

I gatti sono feroci cacciatori e allo stesso tempo compagni che fanno le fusa, oltre che protagonisti di pitture antichissime e di moderne caricature. Per secoli i gatti sono stati venerati e, in alcune occasioni, anche vilipesi. Ma in che modo i gatti hanno colonizzato il mondo, diventando gli animali domestici più diffusi? Ne parliamo qui.

Oggi, gli esperti in materia di felini affermano che la loro popolazione ha superato quella dei cani. Di conseguenza, è possibile che il gatto sia diventato l’animale domestico più diffuso al mondo.

In che modo, però, si è sviluppata la loro evoluzione, dai giorni in cui erano predatori selvatici fino a quando sono diventati dei viziati animali domestici? Esistono degli studi, condotti da antropologi e genetisti, che ricostruiscono le tracce della curiosa evoluzione del gatto.

La domesticazione dei gatti

Forse, quando osservate il vostro animale domestico, vi accade di domandarvi da dove provengono i gatti. Gli scienziati suppongono che derivino da un animale estinto molto tempo fa. Si tratta del piccolo miacide (Miacis), esistito tra 40 e 50 milioni di anni fa, che, probabilmente, fu l’antenato comune dell’orso, della donnola, della volpe, del coyote, del procione, del cane e del gatto.

Per molto tempo si è creduto che gli antichi Egizi siano stati i pionieri della domesticazione dei gatti, circa 4.000 anni fa. Compatibilmente con questa convinzione, le evidenze fornite dal DNA suggeriscono che gli odierni gatti domestici condividano il loro antenato comune con il gatto selvatico africano.

Statuetta di dea egizia con testa di gatto.

Tuttavia, nel 2004, a Cipro, fu scoperta una tomba neolitica risalente a 9.500 anni fa. La tomba svelò i resti di un gatto che era stato seppellito in compagnia di un essere umano, cosa che suggerirebbe come gli esseri umani avessero stabilito uno stretto rapporto con questi felini molto tempo prima degli Egizi.

Altri studi suggeriscono che la domesticazione dei gatti potrebbe aver avuto inizio circa 12.000 anni fa, con la diffusione dell’agricoltura nella Mezzaluna Fertile (una regione che comprende gli attuali territori di Egitto, Turchia, Irak e Iran occidentale) del Medio Oriente.

Si ritiene che lo sviluppo dell’agricoltura abbia attratto una notevole varietà di animaletti, grazie ai quali prosperò la popolazione di gatti cacciatori. Questa teoria appare sensata, dal momento che anche al giorno d’oggi i gatti selvatici si riuniscono e prosperano in zone che offrono abbondanza di cibo.

I gatti alla conquista del Vecchio Mondo

Esiste la convinzione secondo la quale i gatti domestici siano stati condotti in Europa da parte di mercanti greci e fenici, circa 3.000 anni fa. I Romani attribuivano un grande valore ai gatti, grazie al controllo che esercitavano sugli animali infestanti.

Indubbiamente, le legioni dell’impero romano che avanzavano da invasori sul territorio straniero portavano con sé dei gatti. In questo modo favorirono la diffusione dei felini a mano a mano che avanzavano attraverso la Gallia (la moderna Francia) e la Gran Bretagna.

1.600 anni fa, i Romani abbandonarono la Gran Bretagna, lasciandosi dietro molti dei loro gatti. Si ritiene che i Vichinghi, dopo aver invaso la Gran Bretagna (circa 1.000 anni fa), abbiano poi fatto ritorno in Norvegia portando con sé i discendenti dei gatti addomesticati.

Vittime di superstizione e persecuzione

Circa 700 anni fa, in Gran Bretagna la situazione assunse un risvolto decisamente spiacevole per i gatti. Durante il Medio Evo, dopo la nascita dei tribunali della Santa Inquisizione, nacque il sospetto che i gatti fossero coinvolti nella stregoneria.

Cavaliere che accarezza un gatto.

Questo sfortunato sospetto trovò terreno fertile grazie a diversi fattori, ma soprattutto perché la lucentezza degli occhi dei felini veniva considerata strana e interessante.

I gatti, infatti, presentano nel globo oculare uno strato riflettente che, nell’oscurità, conferisce loro uno sguardo drammatico. Inoltre, alla diffusione di questa convinzione contribuirono il loro carattere riservato e la loro capacità di sopravvivere in circostanze straordinarie.

Come conseguenza della superstizione, in Europa ebbe luogo un massacro di gatti, nel corso del quale vennero sterminati centinaia di migliaia di felini.

Alcuni esperti hanno avanzato l’ipotesi secondo la quale questa carneficina di gatti abbia consentito l’incremento esponenziale della popolazione dei roditori in Europa, una delle cause della diffusione della peste bubbonica verificatasi dal 1346 al 1353.

I gatti scoprono il Nuovo Mondo

Per l’anno 1500, i gatti avevano ormai recuperato la propria popolarità e si trovavano in procinto di compiere un grande balzo. I nuovi commercianti ed esploratori del mondo abbandonarono la Gran Bretagna e la Spagna nel periodo compreso tra il 1600 e il 1700, portando con sé i propri gatti. Ecco come avvenne che i gatti domestici entrarono negli Stati Uniti.

Anche se nel continente americano sono presenti fossili di piccoli felini, le evidenze genetiche indicano che in America il gatto domestico si sia evoluto a partire dal gatto selvatico del Medio Oriente, probabilmente dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica). Di conseguenza, possiamo affermare che anche l’antenato del gatto raggiunse l’America a bordo di una nave.

Gatti mondo. Gatto selvatico africano: l'antenato dei gatti domestici americani.

Storia di un successo

Quando gli esseri umani erano principalmente cacciatori, i cani risultavano loro di grande utilità. Per questa ragione, vennero addomesticati molto prima dei gatti.

D’altra parte, i gatti si rivelarono utili per le persone quando queste ultime iniziarono a creare degli insediamenti. Da quando l’attività agricola iniziò a comportare la necessità di immagazzinare e conservare frumento e cereali, i felini trovarono un proprio posto accanto agli esseri umani.

In questo modo vennero gettate le basi per quello che gli scienziati definiscono “uno degli esperimenti biologici di più grande successo mai realizzati”: i gatti apprezzavano moltissimo l’abbondanza di prede presenti nei magazzini di frumento.

Allo stesso tempo, le persone erano molto contente del controllo sugli animali infestanti che i felini esercitavano. Fu così che ebbe origine il rapporto simbiotico che sopravvive ancora oggi.