Encefalitozoonosi nei conigli

L'agente patogeno Encephalitozoon cuniculi causa l'encefalitozoonosi nei conigli domestici e selvatici. È una condizione pericolosa, poiché può colpire anche gli esseri umani.
Encefalitozoonosi nei conigli

Ultimo aggiornamento: 18 dicembre, 2021

Ci sono molte strane malattie di cui i padroni degli animali domestici non sono a conoscenza, sia a causa della loro bassa prevalenza, sia a causa della complessa terminologia necessaria per comprendere il quadro clinico. Quest’ultimo caso trova un esempio nell’encefalitozoonosi, una condizione tipica dei conigli causata dal patogeno Encephalitozoon cuniculi.

La presenza di questo parassita obbligato può manifestarsi nel coniglio in modo silenzioso o sintomatico. Il tasso di mortalità è molto più alto tra i cuccioli (fino al 12,3%) rispetto agli adulti, ma è una malattia piuttosto difficile da trattare in generale. Continuate a leggere se volete saperne di più.

Che cos’è l’encefalitozoonosi?

L’encefalitozoonosi è una malattia infettiva, cronica e sistemica causata dal microrganismo Encephalitozoon cuniculi. Questo è un microsporidio, ossia uno dei parassiti unicellulari che hanno la capacità di formare spore. E. cuniculi ha bisogno di introdursi nelle cellule del suo ospite per sopravvivere, poiché manca di mitocondri, perossisomi e altre strutture vitali.

L’ospite principale di questo parassita è il coniglio, ma può colpire anche ratti, criceti, cani, gatti, porcellini d’India e umani. Ciò significa che la malattia provocata è una zoonosi in grado di infettare la nostra specie (soprattutto le persone immunocompromesse con patologie sottostanti).

Si stima che fino al 100% degli allevamenti di conigli abbia esemplari con anticorpi circolanti contro questo microrganismo, cioè che hanno o hanno avuto la malattia.

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Encephalitozoon cuniculi: ciclo vitale e contagio

La forma biologicamente attiva del parassita può vivere solo all’interno delle cellule di coniglio, ma genera anche spore altamente resistenti agli agenti atmosferici. È un microrganismo a forma di mezzaluna e assomiglia (tutto sommato) al Toxoplasma gondii, l’agente eziologico della toxoplasmosi.

Dopo avervi fornito queste informazioni, vi presentiamo di seguito a grandi linee il ciclo di vita del parassita:

  1. La maggior parte dei conigli si infetta mangiando cibo contaminato da spore del parassita. La fase di allattamento è uno dei periodi più sensibili per il contagio, poiché i cuccioli sono a stretto contatto con la madre e le sue urine (che possono essere infette o meno).
  2. Le spore che non vengono ingerite possono resistere a temperatura ambiente sul terreno fino a 4 settimane.
  3. Le spore ingerite per via orale viaggiano attraverso l’apparato digerente del coniglio fino a quando non entrano in contatto con la mucosa intestinale. Lì si introducono negli enterociti, le cellule speciali di questa parte di tessuto. In essi il microrganismo si moltiplica e forma un vacuolo parassitoforo che, una volta rotto, rilascia una grande quantità di agenti patogeni e uccide la cellula ospite.
  4. Una volta moltiplicato, il parassita entra nel tessuto linfoide e si distribuisce in tutto l’organismo, viaggiando in appositi corpi cellulari.
  5. I parassiti di solito si depositano nel sistema nervoso e nei reni. Le nuove spore vengono rilasciate attraverso l’urina dell’animale infetto, riavviando così il ciclo.

Come potete vedere, la stragrande maggioranza delle infezioni si verifica quando un coniglio sano entra in contatto con l’urina di un altro esemplare e ingerisce le spore involontariamente. Tuttavia, fonti professionali affermano anche che la madre può infettare i piccoli ancora prima che nascano, per via uterina.

Sintomi causati dall’Encephalitozoon cuniculi

La maggior parte dei conigli infettati dall’Encephalitozoon cuniculi non mostra segni clinici fino a quando non invecchiano, contraggono un’altra malattia contemporaneamente, sono sotto stress o diventano immunodepressi. Alcuni animali infetti potrebbero non manifestare sintomi evidenti, ma sezionandoli dopo la morte vengono sempre rilevate lesioni interne.

I conigli affetti da encefalitozoonosi mostrano un’ampia gamma di segni clinici, inclusi i seguenti:

  • Cataratta biancastra in uno o entrambi gli occhi.
  • Testa inclinata (sindrome vestibolare) a causa del coinvolgimento del sistema nervoso.
  • Movimento involontario ed irregolare degli occhi (nistagmo).
  • Anoressia e perdita di peso.
  • Problemi locomotori e perdita di equilibrio.
  • Tremori e convulsioni.
  • Ipersensibilità alla luce.

Se i reni del coniglio finiscono per essere danneggiati dall’azione del parassita, presenterà una serie di segni clinici molto aspecifici condivisi con altre malattie. Pertanto, sarà necessario andare dal veterinario nel momento in cui avrete anche un minimo dubbio.

Diagnosi

Il veterinario può tentare di fare una diagnosi preventiva osservando i segni clinici dell’animale colpito. Sfortunatamente, i sintomi esterni sono molto simili a quelli causati da altre condizioni parassitarie (come la toxoplasmosi) e non è possibile stabilire un criterio differenziale completo fino a quando l’animale non è già morto.

Un metodo inequivocabile per rilevare la malattia è la sierologia, ossia vedere se nel sangue dell’animale sono presenti anticorpi contro il patogeno. Tuttavia, un risultato positivo indica solo che l’E. cuniculi ha utilizzato l’esemplare come ospite ad un certo punto della sua vita, ma non che l’infezione sia tutt’ora in atto. Pertanto, saranno necessari ulteriori test neurologici.

Trattamento

Ad oggi, non esiste un trattamento standardizzato per combattere l’infezione causata dall’Encephalitozoon cuniculi. Il veterinario può provare un’ampia gamma di farmaci e rimuovere la cataratta (se presente), ma nulla garantisce che la malattia sia guarita del tutto.

Il miglior trattamento per evitare la diffusione di questa condizione in una popolazione dei conigli è mettere in quarantena l’animale malato e igienizzare il più possibile ogni superficie su cui potrebbe aver urinato. Se i sintomi sono troppo aggressivi e l’esemplare soffre troppo, l’eutanasia è solitamente l’unica via d’uscita.

L’albendazolo è un farmaco che sembra contrastare in una certa misure l’infezione. Purtroppo la distruzione di spore e parassiti non sempre si traduce in un miglioramento sintomatico, in quanto il danno è già stato fatto.

Alcuni coniglietti in una foto.

Anche l’uomo può essere infettato dall’Encephalitozoon cuniculi?

Nelle righe precedenti abbiamo detto che l’encefalitozoonosi nei conigli è una zoonosi che può essere trasmessa all’uomo. Questo è vero, ma finora sono stati rilevati pochissimi casi e quasi tutti si verificano in persone molto giovani, molto anziane o immunocompromesse. È particolarmente comune nei pazienti affetti da AIDS e in coloro che sono stati recentemente sottoposti a un trapianto.

Comunque sia, vi consigliamo di maneggiare i vostri conigli con la massima cautela se avete rilevato un focolaio di encefalitozoonosi. Indossate sempre i guanti (e una mascherina se possibile), lavatevi le mani e fatevi guidare nei passi successivi da un veterinario.

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