4 tipi di filtri per l’acquario che dovreste usare

· 16 novembre 2018
Scegliere i filtri più adatti per il vostro acquario può essere un compito alquanto difficile. Quindi, non perdetevi questi importanti consigli.

Ammirare un acquario pieno di pesci è una delle cose più piacevoli e rilassanti che si possano fare. Ma per allestirne uno, come si deve, è necessario che le sue pareti siano perfettamente trasparenti. Per riuscirci, in questo articolo vi mostreremo 4 tipi di filtri per l’acquario che dovreste usare.

I filtri per l’acquario sono dei pezzi fondamentali. E’ ciò che mantiene il bioma equilibrato e in forma in modo che i pesci possano vivere sani e felici.

L’acquario ideale

Si passa molto tempo a pensare alla forma dell’acquario e alla decorazione da inserirvi dentro. Questi elementi sono importanti, ma pochi sanno che la scelta del filtro ideale è molto più importante. Da questo, infatti, dipenderà il fatto che l’acquario diventi una casa accogliente per i pesci.

Sul mercato oggi sono disponibili diversi tipi di filtri che sono regolati in base alle esigenze dell’acquario che state creando.

Sapere come scegliere questi accessori vi permetterà di allestire un acquario perfetto. Sono fondamentali per regolare la pulizia dell’acqua, garantendo il corretto assorbimento delle impurità e l’eliminazione dei resti organici.

Quando parliamo delle impurità presenti nell’acquario, parliamo di tutto ciò che può rimanere sospeso e rendere torbida l’acqua.

Resti che possono appiccicarsi sulle pareti di cristallo e rimanervici, diventando difficilissimi da eliminare.

Per esempio, le feci dei pesci e i rifiuti alimentari. Inoltre, il filtro è anche responsabile del mantenimento della flora batterica al fine di prevenire eventuali malattie.

Pesci rossi in un acquario

Il filtro permette anche che si verifichi correttamente il ciclo dell’azoto. Aiuta l’ossigeno a rimanere stabile dappertutto.

Se questo ciclo non viene realizzato in modo costante e corretto, gli effetti derivanti dall’avvelenamento da nitrato di azoto, possono essere gravissimi e persino letali.

Differenze tra i filtri

I filtri sono disponibili in diverse forme. Alcuni sono interni mentre altri possono essere agganciati dall’esterno. Nei piccoli acquari è comune utilizzare i primi, mentre in spazi più grandi è consigliabile sfruttare la maggiore potenza di quelli esterni.

In realtà, ogni filtro funziona in modo diverso per quanto riguarda il processo di purificazione.

Questi oggetti possono funzionare in due modi: chimicamente o meccanicamente. Ognuno funziona in modo diverso dall’altro, ed è per questo che la struttura del filtro può variare.

  • I filtri meccanici aspirano l’acqua che viene fatta passare attraverso una superficie porosa o una griglia speciale, elaborata in modo da bloccare lo sporco.
  • Quelli chimici eliminano la presenza di elementi tossici nell’acqua e assicurano il mantenimento del PH giusto per i pesci, in modo che possano vivere sani.

Esiste poi un terzo tipo di filtri per acquari:

  • I filtri biologici, che consistono nella creazione di batteri che garantiscono il ciclo dell’azoto e servono per mantenere l’acqua perfettamente pulita.

Nel caso dei filtri biologici, questi vengono creati naturalmente durante il processo di controllo climatico dell’acquario.

Una volta che questo piccolo ecosistema è in condizioni ideali (tra tre e quattro settimane), nel bioma verranno creati almeno due tipi di batteri benefici, che saranno fondamentali per il ciclo dell’azoto.

Durante il ciclo dell’azoto, questo gas si sposta tra atmosfera, terreno (o acqua) e gli esseri viventi. Gli organismi viventi hanno bisogno di assimilare azoto per la formazione di proteine e acidi nucleici

Acquario tropicale con pesci e piante

Dopo questa lunga ma necessaria introduzione, vediamo finalmente i 4 tipi di filtri per l’acquario che dovreste usare. Tenete presente che ognuno di essi funziona in modo diverso:

Tipi di filtri ideali per l’acquario

Filtro esterno a contenitore

Progettati per acquari di grandi dimensioni, questi filtri sono composti da un contenitore di dimensioni variabili a seconda delle necessità.

Funzionano per lo più meccanicamente: succhiano l’acqua che attraverserà diverse griglie di filtraggio, prima di tornare nell’acquario, chimicamente pulita e libera da eventuali rifiuti biologici.

I problemi che questi filtri possono avere sono la quantità di spazio che occupano a causa del container, oltre alla spesa, dato che tendono ad essere i più costosi.

Tuttavia, sono più facili da pulire e gestibili dall’esterno, senza doversi bagnare le mani.

Filtro appeso

Questo tipo di filtri vengono attaccati e sospesi su un lato dell’acquario.

Lavorano succhiando acqua attraverso un tubo dal contenitore per poi espellerla attraverso un altro condotto, verso l’acquario.

È la scelta ideale per acquari di medie dimensioni.

Questi filtri di solito hanno tre strati interni che sono responsabili della pulizia dei rifiuti e delle tossine presenti nell’acqua.

Molti di questi filtri sono di alta qualità e con un costo accessibile, ma presentano tempi e una difficoltà maggiore per pulirli.

Filtro interno

Come suggerisce il nome, i filtri di questa categoria si trovano all’interno dell’acquario. Sono di medie o piccole dimensioni, progettati per piccoli acquari o come soluzione extra per quelli di grandi dimensioni.

Molti di questi filtri producono bolle d’aria che aiutano a mantenere l’ossigenazione dell’acquario e permettono al pesce di giocare.

Sono tra i meno costosi e occupano poco spazio. L’unico problema è che hanno ancora bisogno di più manutenzione rispetto ai due tipi di filtri precedenti.

Filtro a spugna

Chiudiamo la nostra rassegna dedicata ai filtri per l’acquario con un ultimo tipo che, in teoria, potrebbe rientrare tra quelli interni.

Ciò che li differenzia è la dimensione, il costo e il modo in cui funzionano. Consistono in una spugna che intrappola i detriti presenti nell’acqua, inviata verso il filtro da una bolla d’aria.

Sono i meno costosi quando sono piccoli ma, a seconda del tipo, possono arrivare ad avere dimensioni considerevoli.

Inoltre, la spugna crea uno strato batterico benefico per l’ecosistema. Sono ideali per piccoli acquari, poiché la loro efficacia aumenta in spazi ridotti.