Gavel, il cucciolo troppo buono per essere cane poliziotto

5 Settembre 2017

Per poter servire la comunità, come cane poliziotto, gli animali selezionati devono avere determinate caratteristiche. Per questo motivo il cucciolo Gavel non ha potuto realizzare il suo sogno… E’ troppo buono e dolce per correre dietro ai criminali, finirebbe per giocarci assieme… Una storia curiosa e simpatica che arriva dall’Australia e che vi raccontiamo in questo articolo.

Gavel, troppo buono per inseguire i criminali

Quando Gavel era ancora un cucciolo, fu selezionato per diventare cane poliziotto nella città di Queensland, in Australia. L’obiettivo era addestrarlo per poter servire la legge nelle differenti mansioni richieste dal governo centrale. Era il mese di maggio del 2016 quando questo piccolo esemplare di pastore tedesco apparve in foto con i suoi colleghi aspiranti e i conduttori umani, durante una premiazione organizzata dall’ufficio del governatore, Paul de Jersey.

Le giornate sarebbero trascorse con normalità, con le sedute di addestramento che avrebbero trasformato Gavel in un efficiente e valoroso cane poliziotto. Al contrario, gli ufficiali si resero conto che, in caserma, questo nuovo cucciolo non era del tutto felice.

Preferiva di gran lunga salutare e giocare con gli altri, piuttosto che imparare ed eseguire ordini. Essendo così socievole, estroverso e simpatico, ben presto divenne famoso in tutta l’accademia. Essendo però così gioviale e docile, evidentemente, il suo futuro come cane poliziotto non era del tutto chiaro.

Dopo qualche ulteriore tentativo, alla fine si decise di assegnare a Gavel una missione più congeniale al suo carattere. Nel mese di febbraio del 2017 fu nominato cane per le cerimonie di Stato. A partire da quel momento, il suo lavoro consiste nel salutare e accogliere chiunque visiti la Casa del Governatore di Queensland. Una mansione perfetta per un cane che ama dispensare allegria, affetto e felicità.

Come si addestra un cane poliziotto?

Già da diversi secoli, i cani vengono impiegati in ambiti di vario tipo. Per esempio come supporto per la caccia e persino in operazioni di tipo militare. La prima istituzione che decise di avvalersi dell’uso dei nostri amici a quattro zampe fu l’esercito americano, durante la guerra contro gli Indiani Seminole (1835-1842).

La prima unità cinofila di polizia fu invece creata a principio del XX secolo. I cani venivano addestrati in un centro specializzato presso Gante, in Belgio. Il successo di questo nuovo impiego spinse altri paesi a seguire lo stesso esempio. Ungheria, Francia, Germania e Austria iniziarono a fornire cani poliziotto alle unità di sorveglianza e controllo, nonché ai propri eserciti.

Nel 1911, in territorio tedesco si contavano oltre 400 stazioni di polizia dotate di cani. Un impiego che divenne ancora più evidente durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante questo periodo, le unità cinofile venivano indicate con il nome “unità K9” che, da un punto di vista onomatopeico (ka, nein), richiamavano proprio la parola ‘canina’.

Pastore Tedesco, il cane poliziotto per antonomasia

Gli esemplari di pastore tedesco sono considerati una razza d’elite quando si parla di cani poliziotti. Le caratteristiche fisiche e la personalità di questi cani li rendono perfetti per svolgere mansioni di controllo e ricerca. In caso di intervento diretto, poi, la conformazione di denti e mandibola trasformano questo animale, intelligente e ubbidiente, in un’arma pressoché letale.

Il conduttore è un poliziotto specializzato che si incarica dell’addestramento dell’animali sin dai primi mesi. La vita in simbiosi e la costante collaborazione tra uomo e cane è la chiave dell’efficacia del cane poliziotto. Tra le tantissime operazioni che un animale addestrato può svolgere, ricordiamo missioni antidroga, per la ricerca e individuazione di armi o esplosivi, fino al ritrovamento di persone durante grandi calamità.

Il primo elemento discriminante, per poter creare un cane poliziotto, è la dimensione dell’animale. Le razze maggiormente impiegate, in questo senso, sono il pastore tedesco e il dobermann. I cani devono possedere un olfatto impeccabile, sono per lo più di sesso maschile e sterilizzati. La personalità dell’animale dev’essere spiccatamente energica e socievole.

Gavel, il cucciolo troppo buono per essere cane poliziotto
Fonte: cnnespanol2.files.wordpress.com

Cani poliziotto, cani speciali

Fondamentale è il grado di ubbidienza dell’animale. Ogni cane poliziotto dev’essere in grado di rispondere immediatamente ad ogni comando, senza errori. Ordini come sedersi, stare fermo, spostarsi, mollare un oggetto o cercare qualcosa, devono essere corrisposti all’istante. La fiducia nel conduttore dev’essere totale per poter agire senza esitazione.

Da non sottovalutare, poi, la prestanza fisica. Un buon cane poliziotto deve dimostrare grande agilità. Nella sua attività, spesso sarà chiamato a correre, sprintare, saltare e cercare oggetti il più velocemente possibile. Salire e scendere le scale rapidamente non dev’essere un problema. Durante le diverse fasi di allenamento, il cane viene abituato a convivere con una serie di elementi esterni. Per esempio rumori forti, esplosioni, traffico, veicoli… Viene addestrato con scrupolosità per rilevare droga, sostanze illegali o esplosivi. Ogni volta che raggiunge l’obiettivo, il cane viene premiato. Grazie a questo rinforzo positivo, i progressi nell’apprendimento sono costanti e sicuri.

Ovviamente, vi ricordiamo che solamente il personale delle Forze dell’Ordine può addestrare cani poliziotto. Certamente è giusto insegnare al vostro cane a ubbidirvi e ad eseguire tutta una serie di comandi basici. Ma non è compito dei semplici cittadini, quello di ricercare sostanze illegali o perseguire criminali.