Gigantismo e nanismo insulari: che cosa sono?

6 Ottobre 2019
Il gigantismo e il nanismo insulari sono due fenomeni evolutivi presentati da animali e piante che vivono esclusivamente in un'isola o un arcipelago, isolati dal continente. In questa maniera, cercano di sopravvivere alle condizioni esterne.

Questi due meccanismi biologici, noti come gigantismo e nanismo insulari, si manifestano in alcune specie endemiche delle isole di tutto il pianeta. In questo articolo vi spieghiamo tutto ciò che dovete sapere su questo argomento.

Che cosa sono il gigantismo e il nanismo insulari?

Per prima cosa, è importante specificare a che cosa ci stiamo riferendo, quando parliamo di gigantismo e nanismo insulari. In entrambi i casi, si tratta della risposta evolutiva delle specie animali, ma anche di alcune vegetali, che vivono su isole, separate dal continente. Nel gigantismo insulare, gli esemplari crescono più dei propri antenati. Le principali cause di questo fenomeno sono tre:

1. L’assenza di predatori è una possibile causa di gigantismo insulare

Quando un animale è piccolo, è maggiormente predisposto a essere divorato da uno più grande, ma riesce anche a nascondersi più facilmente. Se nell’isola in cui vive non ne esiste nessuno che gli dia la caccia, non avrà alcun problema a crescere più del normale.

2. Mancanza di rivali

Un’altra causa dei gigantismo insulare consiste nell’assenza di specie concorrenti, in lotta per le stesse risorse. Essendo unici, questi animali possono mangiare di più e meglio e, di conseguenza, crescere di più.

3. Presenza di grandi prede

Quando il cibo è troppo grande, gli animali devono adattarsi. Un modo per farlo consiste nel crescere a loro volta.

Il nanismo insulare, invece, è il processo evolutivo opposto al precedente, e si verifica più spesso di quanto crediamo. Trovandosi “rinchiusi” in un habitat piccolo come quello di un’isola, gli animali riducono le proprie dimensioni, per potersi adattare alla penuria di risorse.

Esempi di gigantismo insulare

I roditori e gli uccelli rappresentano evidenti esempi di gigantismo insulare, ma non sono gli unici. Anche se la maggior parte delle specie che, nel corso del proprio processo evolutivo, sono cresciute più del normale si sono estinte, ne sopravvivono alcune anche al giorno d’oggi. Tra queste, possiamo riconoscere le seguenti:

1. Un esempio di gigantismo insulare: la tartaruga delle Galapagos

In totale sono 10 le specie comprese nella denominazione di “tartaruga delle Galapagos” (nella foto che apre il presente articolo), le quali sono imparentate tra loro. Abitano quest’isola dell’oceano Pacifico che appartiene all’Ecuador, e sono le più grandi del mondo.

Il complesso Chelonoidis Nigra comprende esemplari che possono misurare più di due metri di lunghezza e pesare mezza tonnellata. In quanto alla speranza di vita… possono raggiungere i 170 anni!

2. Weta

Sono alcuni degli insetti più grandi e pesanti del mondo, e il loro habitat è costituito dall’isola della Nuova Zelanda. Il weta gigante può misurare 10 centimetri di lunghezza e pesare circa 30 grammi. I maschi sono più grandi delle femmine, oltre che più aggressivi.

Il weta gigante è un esempio di gigantismo insulare

Durante il giorno rimangono nascosti all’interno di buchi o sugli alberi, mentre di notte escono per cacciare, grazie alle poderose mandibole che consentono loro di cibarsi di scarabei o tarme.

3. Fossa

Si tratta di un mammifero carnivoro endemico del Madagascar, considerato l’unico predatore del suo territorio. Rispetto a esemplari più antichi, l’attuale fossa (o fosa) misura e pesa il doppio che in passato.

Gigantismo insulare: il fossa del Madagascar

Al giorno d’oggi è possibile riscontrare esemplari maschi di 80 centimetri di lunghezza (più 90 centimetri di coda) e circa 10 chilogrammi di peso.

Esempi di nanismo insulare

Il meccanismo noto come nanismo insulare è più comune nei mammiferi, anche se può verificarsi anche in alcuni rettili. Tra i suoi esempi possiamo evidenziare:

1. Urocione delle Channel Islands

Si tratta di un piccolo canide in pericolo di estinzione, che abita le isole di Santa Barbara, di fronte alla costa della California. È la volpe più piccola dell’America del Nord, dal corpo simile a quello di un gatto domestico: 50 centimetri di lunghezza (più 20 centimetri di coda) e circa due chili di peso.

L'urocione delle Channel Islands è un esempio di nanismo insulare

2. Coccodrillo cubano

Questo rettile è il più piccolo della famiglia dei sauri (non supera i tre metri di lunghezza) e, come suggerisce il suo nome, vive sull’isola di Cuba (il suo habitat è molto circoscritto). Si nutre di uccelli, pesci e mammiferi e, nonostante le sue dimensioni, è uno dei più pericolosi del mondo.

Il coccodrillo cubano è il più piccolo al mondo

Il gigantismo e il nanismo insulari rappresentano senza dubbio una forma di evoluzione che gli animali presentano per adattarsi al proprio habitat, anche se in molti casi (a cui vanno aggiunti fattori esterni, come la comparsa dell’uomo) non riescono a sopravvivere e sono destinati a estinguersi.

  • Lomolino, M. V. (2005). Body size evolution in insular vertebrates: Generality of the island rule. Journal of Biogeography. https://doi.org/10.1111/j.1365-2699.2005.01314.x