Gli animali possono percepire la paura attraverso l'olfatto?

16 giugno, 2020
Spesso si dice che i cani sono in grado di percepire quando una persona ha paura di loro attraverso il suo odore. Ma è vero? Sveliamo il mistero.
 

La capacità di percepire la paura attraverso l’olfatto è molto ben documentata in quegli animali che possiedono anche la capacità di provare stress e paura.

Queste specie producono segnali chimici di avvertimento, che possono provocare cambiamenti nel comportamento, attraverso variazioni endocrine o immunologiche. Questi cambiamenti possono verificarsi sia nell’animale stesso che in un ricevente che appartenga alla stessa specie.

Un predatore potrebbe quindi sentire l’odore della paura della sua preda? Se ci limitiamo a prendere in considerazione l’affermazione del paragrafo precedente, potremmo dire che nessun animale è in grado di percepire la paura provata da un individuo di un’altra specie.

Tuttavia, i cambiamenti comportamentali che un animale attraversa quando sente paura possono essere identificati da altri individui di un’altra specie, a patto che questi ultimi sappiano come si comporta questa specie di fronte alla paura.

I sistemi olfattivi

Negli animali vertebrati (anche se non in tutti) esistono due differenti sistemi olfattivi. Da una parte, ci troviamo di fronte a un sistema olfattivo principale, che ha il compito di identificare, consapevolmente, molecole volatili presenti nell’aria. Per esempio, il profumo di un fiore, del caffè, di spezie, l’odore corporeo degli animali, ecc.

Quando odoriamo queste particelle direttamente, le stiamo respirando. Queste particelle si uniscono ai recettori olfattivi collocati nelle fosse nasali: in questo modo l’informazione raggiunge il cervello. Generalmente si ritiene che gli stati emotivi, come la paura, non siano in grado di generare molecole portatrici di odore.

 

Dall’altra parte, disponiamo del sistema olfattivo accessorio, chiamato “organo vomeronasale“. Questa struttura si trova sopra al palato molle della bocca, al di sotto della cavità nasale. Qui vengono localizzate alcune molecole dell’odore altamente specifiche: in questo modo l’informazione passa attraverso il bulbo olfattivo.

la percezione della paura attraverso l'olfatto può avvenire tra membri della stessa specie

I nervi olfattivi, sia quelli del sistema principale che quelli appartenenti a quello accessorio, conducono l’informazione fino al sistema limbico, che è la parte del cervello dedicata alla percezione e che ha il compito di produrre la risposta emotiva.

Questo sistema olfattivo accessorio non identifica le molecole presenti nell’aria. In realtà, è progettato per “leggere” i messaggi dei feromoni non volatili.

I feromoni sono delle sostanze chimiche comunicative che trasmettono informazioni sul territorio, l’aggressione e la riproduzione.

È possibile percepire la paura attraverso l’olfatto?

Il ruolo giocato dal sistema olfattivo accessorio nella comunicazione sociale potrebbe suggerire che la paura possa essere comunicata attraverso l’olfatto. Questo fenomeno è dovuto al fatto che le sostanze identificate vengono elaborate e interpretate nel sistema limbico, il cui organo primario è costituito dall’amigdala. Questa struttura ha il compito di percepire e produrre una risposta di fronte alla paura.

 

D’altra parte, secondo gli studi condotti in merito, la comunicazione attraverso i feromoni si verifica esclusivamente tra membri della stessa specie. Questo fatto rende impossibile per qualunque animale percepire la paura del rappresentante di un’altra specie attraverso il sistema olfattivo accessorio.

Per questa ragione, si ritiene che la sensazione di paura che un animale può percepire dipenderà più dai modelli comportamentali che dai segnali olfattivi ricevuti.

Per esempio, nei cavalli gli stimoli visivi e uditivi ricoprono un ruolo primario nell’attivazione della risposta comportamentale, nonostante si tratti di uno degli animali dotati dell’olfatto migliore.

Quando una persona timorosa monta un cavallo, quest’ultimo sa già che ha paura, a causa della sua postura corporea. Inoltre, è molto probabile che, in base all’esperienza acquisita in precedenza, il cavallo non risponda agli ordini, che di solito sono piuttosto bruschi, quando vengono pronunciati da persone che hanno paura.

leggendo comportamenti specifici, gli animali sono in grado di percepire la paura

Gli animali possono annusare la paura dei loro simili

In seguito a numerosi studi condotti su uccelli, molluschi o artropodi, è stata raggiunta la conclusione secondo la quale la paura può manifestarsi dopo che sono state percepite determinate sostanze chimiche.

 

In alcune specie di chiocciole marine, quando un individuo viene attaccato o ferito, quest’ultimo libera sostanze per allertare i membri della sua stessa specie, che possono così fuggire o nascondersi. Lo stesso accade in varie specie di granchi.

In una specie di uccello, per quanto si dibatta ancora se siano capaci o meno di sentire gli odori, è stato scoperto che, quando i pulcini hanno paura, vomitano una sostanza molto odorosa che mette in allarme i genitori, i quali, a loro volta, evitano di avvicinarsi al nido per non diventare oggetto di preda.

Quindi, gli animali possono percepire la paura attraverso l’olfatto?

Esiste una percezione della paura che si manifesta tra gli individui. Ciononostante, è improbabile che questa percezione si sviluppi attraverso l’odorato, ma, piuttosto, mediante comportamenti specifici.

Altri studi hanno cercato di dimostrare la percezione olfattiva del cortisolo, l’ormone dello stress che viene liberato in situazioni di paura. Ciononostante, non sono stati raggiunti risultati conclusivi né si è riusciti a dimostrare la capacità di identificare il cortisolo attraverso l’olfatto.

 
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  • Chen, D., Katdare, A., & Lucas, N. (2006). Chemosignals of fear enhance cognitive performance in humans. Chemical senses, 31(5), 415-423.
  • Knight, K. (2012). CRABS SMELL FEAR THROUGH ANTENNULES. Journal of Experimental Biology
  • Parejo, D., Amo, L., Rodríguez, J., & Avilés, J. M. (2012). Rollers smell the fear of nestlings. Biology letters, 8(4), 502-504.