Gli ultimi pastori di renne

· 14 agosto 2018

I Sami (noti anche come lapponi) sono un popolo del nord Europa noto per essere gli ultimi pastori di renne. Ogni anno, da secoli, rivolgono lo sguardo al cielo per sapere quando è il momento giusto per iniziare il lungo viaggio con le loro mandrie di renne. Oggi vi parliamo degli ultimi pastori di renne.

I lapponi, gli ultimi pastori di renne

Questi pastori di renne furono tra i primi a prendere coscienza dei cambiamenti climatici. A partire dagli anni ’80 iniziarono a modificare le loro pratiche di pascolo per affrontare il problema, dato che sono sempre stati un popolo capace di adattarsi a qualsiasi situazione.

I Sami sono i proprietari di centinaia di migliaia di renne e, sebbene siano persone normali che si sono adattate allo stile di vita europeo, sono anche gli ultimi indigeni in Europa. Parliamo di circa 100.000 indigeni che vivono tra Norvegia, Svezia, Finlandia e persino in Russia.

Pastori di renne nel XXI secolo

La caccia, la pesca e la pastorizia sono ancora le attività principali di una civiltà che occupa il 40% della Norvegia e la cui rotta di transumanza attraversa diversi paesi confinanti, cosa che sembra preoccupare le autorità europee.

Sebbene il contributo economico del popolo Sami sia marginale, la verità è che, insieme ad altri gruppi etnici in tutto il mondo, sono stati i guardiani dell’Artico per decenni.

Ultimi pastori di renne

Sfortunatamente, il cambiamento climatico sta aumentando i limiti abitabili del pianeta, almeno per quanto riguarda la popolazione urbana. Dal momento che i Sami e altri popoli indigeni hanno vissuto per secoli a contatto con la natura. Questa nuova realtà minaccia un popolo che cerca ancora di vivere in armonia con la flora e la fauna selvatica.

Le renne, animali davvero straordinari

È difficile parlare dei Sami senza parlare delle renne, perché anche se questo gruppo etnico ha lasciato gli accampamenti per vivere in case convenzionali, molte delle loro abitudini non sono cambiate. Proprio come il loro lavoro come pastori di renne.

I lapponi si occupano di allevare e guidare intere mandrie di renne. Si tratta di un cervide artiodattile (dotato di zoccoli) che vive nella tundra e nella taiga dell’emisfero settentrionale e che presenta numerose sottospecie.

Sebbene sia ancora un animale selvatico, i Sami sono stati in grado di eseguire la domesticazione di questa specie in seguito al considerevole aumento della popolazione di renne, che ebbe luogo tra il XVI e il XVIII secolo.

Il fatto è che in Svezia, Finlandia e Norvegia, praticamente tutte le renne sono tenute dai Sami. Sono solo loro che si occupano della transumanza. Al contrario, le renne di Groenlandia, Islanda e Nord America vivono allo stato brado.

Una renna legata a un albero nella neve

Una curiosità di questi animali è che possiedono una visione ultravioletta. In questo modo possono avvistare i predatori e trovare licheni persino sotto alti strati di ghiaccio e neve.

I pastori di renne e il cambiamento climatico

Anche se i pastori di renne sembrano disposti ad adattarsi ai cambiamenti, non è detto che gli animali possano fare lo stesso. Tra il 2013 e il 2014, 30.000 renne sono morte nella Penisola Jamal a causa di una gelata. Era la metà della popolazione presente in questa zona della Russia.

Il pascolo comincia a essere più complicato a causa del cambiamento climatico. Ad esempio, molte vie utilizzate dai Sami per la transumanza includevano il passaggio su grandi strati di ghiaccio, che cominciano ad essere fragili e insicuri.

Nel frattempo l’ecosistema della tundra, fondamentale per i Sami, si riduce ogni anno, spostandosi sempre più a nord. Ovviamente con conseguenze che interessano tutte le specie vegetali e animali che qui vivono.

La politica e il futuro dei pastori di renne

Tuttavia, il peggior nemico dei Sami sono i governi dei paesi. I politici stanno creando sempre più infrastrutture che bloccano il pascolo, aumentano il disboscamento delle foreste e modificano l’utilizzo dei terreni senza considerare le necessità degli abitanti della Lapponia.

Questa è la conseguenza del fatto che i poli stanno diventando più accessibili e, quindi, più facili da sfruttare. Le industrie estrattive puntano ora ai territori dei Sami, un tempo dedicati solo al pascolo di renne.

Nonostante tutto, gli ultimi pastori di renne hanno ancora la speranza di continuare a controllare le loro terre. Ciò che chiedono è solamente che venga salvaguardato l’accesso libero ai territori per poter adattare il loro pascolo agli ormai inevitabili cambiamenti climatici.