I cani vanno in paradiso?

Se siete cristiani, al momento della morte del vostro cane probabilmente vi chiederete se i cani vanno in paradiso. In questo articolo rispondiamo a questa domanda analizzando il punto di vista delle diverse religioni.
I cani vanno in paradiso?

Ultimo aggiornamento: 29 novembre, 2021

Perdere un cane significa di dire addio a un membro della famiglia. A livello cerebrale, il lutto che segue la morte di un animale è lo stesso che si prova quando una persona a noi cara ci lascia. Pertanto, non è strano che gli umani cerchino conforto attraverso gli stessi meccanismi e riti di addio che appartengono alla loro specie; questo a sua volta potrebbe far sì che si chiedano se i cani vadano in paradiso dopo la morte.

Alle persone che fanno parte di una società occidentale questa idea di cristianesimo è familiare: gli animali vanno in un posto migliore dopo la morte perché sono innocenti e privi di malvagità. Ma cosa succede secondo le altre religioni e culture? Come viene concepito il passaggio all’aldilà in altre parti del mondo? In questo articolo vi mostreremo una panoramica generale delle diverse credenze al riguardo, quindi non perdetevelo.

I cani vanno in paradiso?

La parola animale deriva dal latino, e significa “dotato di respiro o soffio vitale, anima”. Pertanto, da tempo immemorabile si ritiene che gli animali abbiano un’anima o un’energia vitale che li dota di movimento e coscienza.

Secondo questo principio, la religione cristiana ritiene che gli animali posseggano un soffio vitale ricevuto da Dio, così come tutte le creature viventi del pianeta. Per questo motivo, i cani vanno in paradiso, perché il loro spirito è separato dal corpo quando muoiono e non possono andare all’inferno perché sono creature completamente innocenti.

Esiste una tesi storica secondo la quale Gesù Cristo non accettava sacrifici animali perché apparteneva alla comunità degli Esseni, che erano vegetariani.

Se vi interessa questo argomento, di seguito vi mostriamo una panoramica delle teorie intorno agli animali e la morte provenienti da altre religioni. Continuate a leggere, perché vedrete che i cani, così come gli altri animali, sono importanti per noi quanto qualsiasi altro essere vivente.

Un cane guarda il cielo.

La zoolatria

Il culto degli animali o zoolatria è presente in una moltitudine di culture e credi, sia antichi che attuali. Di seguito scoprirete cosa succede agli animali quando muoiono secondo le diverse religioni. Non perdetevelo.

Antico Egitto

Gli animali sono creature chiave nella mitologia dell’antico Egitto, a tal punto che alcuni di loro erano considerati incarnazioni degli dei sulla Terra. Gli esempi più famosi sono i gatti di Bastet, il falco di Horus e gli sciacalli di Anubi, tra gli altri.

Quando un animale moriva, gli antichi egizi credevano che facesse lo stesso percorso degli umani verso l’altro mondo. Nei momenti in cui un animale sacro moriva o veniva offerto in sacrificio al dio che rappresentava, veniva imbalsamato e mummificato proprio come una persona.

Buddismo e Induismo

Anche queste 2 religioni usano immagini animali come rappresentazioni delle loro divinità. Il dio indù Ganesha, ad esempio, ha la testa di un elefante ed è venerato come colui che rimuove degli ostacoli, simbolo di abbondanza, buona fortuna e delle scienze.

Sia secondo il buddismo che l’induismo, gli esseri umani e gli animali fanno parte della stessa famiglia, quindi far loro del male infrange il loro principio di non violenza esattamente come se un essere umano venisse aggredito. I monaci buddisti non mangiano carne e devono agire con misericordia verso qualsiasi essere vivente.

In queste religioni si crede che gli animali siano esseri umani reincarnati. Questa trasmigrazione risponde ad azioni che sono state intraprese nella vita precedente: paradossalmente, reincarnarsi nel corpo di un animale costituisce un passo indietro sulla via del Nirvana, poiché avviene quando si commettono degli errori.

La leggenda del ponte arcobaleno

Infine, in questa sezione parleremo di una maniera “neutra” di interpretare ciò che accade ai cani e agli altri animali quando muoiono. È una leggenda anonima scritta sotto forma di poesia che è stata raccontata dagli amanti degli animali per molti anni.

Secondo questa leggenda, ogni volta che muore un animale domestico, il suo spirito attraversa l’arcobaleno come se fosse un ponte per raggiungere un luogo etereo dove può riposare. In quel luogo vi sono prati e colline su cui correre, e cibo e acqua in abbondanza. Lì ogni animale può aspettare in pace che il suo umano si ricongiunga a lui quando morirà.

Inoltre, ogni volta che muore una persona che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli animali, andrà al ponte dell’arcobaleno per guidare gli spiriti di quegli animali che hanno subito terribili abusi nel corso della loro vita. Questo spirito umano guarirà le loro ferite fisiche (ed emotive) e li accompagnerà nel luogo in cui si trovano tutti gli altri animali.

Cane davanti alla tomba del padrone.

I cani vanno in paradiso, si reincarnano o attraversano l’arcobaleno? Si tratta di convinzioni individuali e valide di ogni persona. Questa necessità di immaginare uno spazio in cui gli animali riposano e trovano pace dopo la morte è un chiaro riflesso del legame degli esseri umani con loro e del valore che le loro vite hanno per noi.

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