I cicli di vita più brevi e più lunghi del regno animale

05 novembre, 2020
Alcuni animali non raggiungono le 24 ore di vita, mentre altre specie superano i 1000 anni.

Nel regno animale i cicli di vita hanno una durata diversa quanto diverse sono le specie esistenti sul pianeta. Il fattore determinante è quello genetico. In questo articolo vi faremo una serie di esempi.

Animali con i cicli di vita brevi

  • Effimere. Sono degli insetti appartenenti all’ordine degli Efemerotteri che comprendono anche le libellule (Anisoptera) e le damigelle (Zygoptera). Sono caratterizzati dal vivere meno di 24 ore nella loro età adulta. Nonostante questa brevità, subiscono importanti cambiamenti morfologici e fisiologici suddivisi in tre stadi: ninfa (forma acquatica), subimago (forma terrestre) e imago, un adulto sessualmente maturo la cui durata di vita può raggiungere anche i cinque minuti come avviene con la Dolania americana.
  • Phylum Gastrotricha. Invertebrati microscopici che vivono in ambienti marini interstiziali. Hanno uno sviluppo fugace in base al quale raggiungono la maturità sessuale il terzo giorno di vita e muoiono podo dopo.
  • Formiche drone. Sono gli esemplari maschi di una colonia di formiche la cui aspettativa di vita raggiunge a malapena le tre settimane. La loro unica funzione è limitata alla riproduzione con la formica regina, che, data la sua importanza per la sopravvivenza del gruppo, vive fino ai trenta giorni.
  • Mosche. Insetti volanti appartenenti all’ordine dei Ditteri. I loro cicli di vita oscillano tra i 15 e i 30 giorni, durante i quali subiscono quattro diverse fasi morfologiche: uovo, larva, pupa e imago, una fase adulta e sessualmente matura in cui possono deporre fino a 1000 uova.
Mosca poggiata su un fiore.

Animali con i cicli di vita lunghi

  • Meduse immortali. Conosciute con il nome scientifico di Turritopsis nutricola, sono un tipo di idromedusa in grado di invertire indefinitamente il loro ciclo vitale. In situazioni di minaccia, questi organismi hanno delle speciali cellule totipotenti, diverse dalle cellule staminali, con la capacità di originare cellule diverse da quelle che a loro corrisponderebbero geneticamente.
  • Poriferi o spugne marine (phylum Poriferphera). Sebbene i loro cicli di vita varino a seconda della specie, in genere si caratterizzano per una vita di lunga durata. Possono raggiungere anche i 1.500 anni, come accade con alcuni esemplari dell’Antartide.
  • Vongole oceaniche. Molluschi marini endemici del Nord Atlantico con una longevità in grado di superare i cinque secoli. Per la loro datazione, si contano i cerchi che compaiono sul guscio, che sono considerati come dei “record biografici”.
  • Balene della Groenlandia o balene artiche (Balaena mysticetus). Sono i mammiferi più longevi e tra i più grandi del pianeta. Possono raggiungere i 18 metri di lunghezza e le 1.000 tonnellate di peso.
  • Tartarughe giganti delle Galapagos (Chelonoidis niger). Questi rettili sono gli animali terrestri con l’aspettativa di vita più lunga. Infatti, possono vivere in media 150 anni. Tuttavia, alcuni esemplari hanno superato di gran lunga questa cifra, come è accaduto alla tartaruga soprannominata Adwaita che ha raggiunto i 250 anni.
Tartaruga delle Galapagos.

Alcune considerazioni

La longevità degli esseri viventi è il risultato di un compendio di fattori tra i quali la genetica, sia a livello di specie che dell’organismo stesso, è fondamentale. Alcune delle condizioni che influenzano di più la durata della vita dell’animale sono:

  • Le condizioni in cui vive l’animale: la disponibilità di risorse alimentari e la presenza di minacce da parte dei predatori sono fondamentali.
  • L’alterazione della nicchia ecologica. Tutti quei cambiamenti, ambientali o di origine antropica, capaci di alterare lo stato naturale dell’habitat dell’animale aumentano quei rischi che possono abbreviare o porre fine alla sua vita.
  • Condizioni naturali e condizioni artificiali. In relazione ai due fattori precedenti, in genere gli animali studiati in condizioni artificiali hanno un’aspettativa di vita superiore rispetto a quelli che vivono in un ambiente naturale, perché i fattori biotici e abiotici che li circondano favoriscono una maggiore stabilità.