Inquinamento acustico, acerrimo nemico degli uccelli

03 novembre, 2020
Per gli uccelli che vivono in città, l'inquinamento acustico causa danni che vanno al di là della perdita dell'udito. Secondo nuovi studi, si ritiene che potrebbe ridurne l'aspettativa di vita.

L’inquinamento acustico è una realtà in tutte le città in rapida crescita ed espansione. Senza dubbio, con l’avanzata di ogni nuovo progetto di pianificazione urbana, arriva anche un nuovo mal di testa, soprattutto per gli uccelli.

Infatti, la pianificazione urbana e l’industrializzazione non solo modificano il paesaggio e le fonti di cibo, ma influenzano anche la nidificazione degli uccelli e molti altri parametri vitali. Scopriamo perché l’inquinamento acustico è un acerrimo nemico degli uccelli.

Studiare gli effetti dell’inquinamento acustico sugli uccelli è difficile

Oggi studiare l’effetto dell’inquinamento acustico sugli uccelli è piuttosto difficile. Questo perché è necessario distinguere qual è il fattore di stress più dannoso per gli uccelli in mezzo a tutto il trambusto della vita urbana.

Inoltre, le reazioni degli uccelli al rumore dipendono dal tipo di rumore prodotto, inclusi frequenza, volume, consistenza e durata.

Alcune specie di uccelli reagiscono più negativamente al rumore rispetto ad altre. Ad esempio, gli uccelli che formano colonie sono altamente sensibili al rumore: quando un uccello reagisce, i suoi compagni seguono l’esempio.

L’inquinamento acustico provoca dei cambiamenti nel sistema riproduttivo

Il rumore può influenzare la produzione di uova, l’incubazione, l’allevamento e la risposta al volo ai predatori del nido. Inoltre, influenza anche la capacità di trovare o attrarre un coniuge e l’efficacia dei genitori nell’ascoltare e rispondere alle chiamate imploranti dei loro piccoli.

Tutti questi fattori provocano dei sostanziali cambiamenti nel sistema riproduttivo e contribuiscono a ridurre il numero di esemplari.

Uccelli sui cavi elettrici.


Il rumore interferisce con la comunicazione tra gli uccelli

Le relazioni sociali della maggior parte degli uccelli si basano su una buona comunicazione. Di solito, la vocalizzazione domina gran parte del contatto che avviene all’interno della specie.

In particolare, il rumore di fondo può nascondere o interferire con la comunicazione o il rilevamento delle minacce, producendo ciò che gli scienziati definiscono “mascheramento”.

Il mascheramento ostacola la comunicazione vocale degli uccelli per attirare i loro compagni, difendere il territorio e fuggire dalle minacce: infatti il rumore “nasconde” le richieste di aiuto e allarme.

Inoltre, è importante notare che le chiamate di contatto aiutano a mantenere la coesione di gruppo. Per questo motivo, il mascheramento può potenzialmente provocare lo smarrimento degli esemplari dallo stormo e la rottura della coesione di gruppo.

Come se non bastasse, il “coro dell’alba” dell’uccello avviene a una delle ore di punta più trafficate. Per tutti questi motivi, il rumore determina sia la qualità dell’habitat che il successo riproduttivo.

L’inquinamento acustico modifica il canto di alcuni uccelli

Secondo recenti studi sul campo, i fringuelli maschi che abitano in aree rumorose cantano alcune parti della canzone più a lungo rispetto ai loro simili che vivono in aree più tranquille. Inoltre, questi fringuelli emettono dei rapidi trilli ad intervalli più brevi.

I ricercatori suggeriscono che questi cambiamenti potrebbero essere un compromesso per attrarre le femmine con i trilli riducendo l’affaticamento neuromuscolare.

Il forte rumore induce dei cambiamenti negli intervalli di canto

In città gli usignoli comuni possono regolare il tempo del loro massimo canto per evitare le interferenze acustiche. Un’altra indagine ha dimostrato che gli Empidonax minimus e il vireo dagli occhi rossi (Vireo olivaceus) variano l’intervallo di canto per evitare di sovrapporsi con i rumori circostanti.

In alcune città, l’inquinamento acustico sembra essere un fattore che influenza i cambiamenti dal canto diurno a quello notturno tra i pettirossi europei (Erithacus rubecula). Sono stati segnalati anche dei cambiamenti nell’orario di canto delle rane, sempre a causa dei forti rumori.

Gli uccelli stressati dall’inquinamento acustico vivono di meno

Secondo un recente rapporto, l’esposizione all’inquinamento acustico induce un forte stress nel diamante mandarino o diamantino (Taeniopygia guttata), che può essere correlato al rapido invecchiamento e ad un’aspettativa di vita più breve.

Gabbiano in città.

Gli scienziati usano le dimensioni di parti di DNA chiamate telomeri come indicatore della longevità. Questa porzione di DNA costituisce l’estremità dei cromosomi, simile alla plastica che protegge l’estremità di una corda.

Quando i telomeri si accorciano e alla fine scompaiono, le cellule iniziano ad invecchiare.

In questo rapporto, gli autori hanno riscontrato un sostanziale accorciamento dei telomeri negli uccelli giovani sottoposti a 100 giorni di esposizione acustica. Non è ancora noto se questi uccelli vivranno effettivamente di meno tempo rispetto a quelli del gruppo che non è stato sottoposto a rumore.

Oltre la perdita dell’udito

L’inquinamento acustico colpisce gli uccelli in diversi modi, compresi i danni fisici alle orecchie. Induce anche dei cambiamenti nelle risposte allo stress, alla fuga e alla riproduzione.

Inoltre, sono stati osservati dei cambiamenti nella comunicazione vocale, nell’approvvigionamento di cibo e nel successo riproduttivo. In generale, tutte queste variazioni possono provocare la morte.

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