Conosciamo le isole dei gatti in Giappone

19 maggio, 2018
 

Sulla costa del Giappone ci sono delle isole con molti più abitanti felini che umani: sono le cosiddette isole dei gatti, delle mete turistiche molto importanti, ma non così felici come sembrano. Oggi vi parleremo di Aoshima e Tashirojima, due delle isole dei gatti in Giappone.

Dove sono situate le isole dei gatti in Giappone?

Aoshima è una delle isole dei gatti più note del Giappone. In questa vivono circa 15 persone, ma i felini sono più di 100. Si trova nella prefettura di Ehime, a sud del paese.

Un’altra delle isole dei gatti è Tashirojima, che ospita circa 10.000 visitatori all’anno. E’ situata nella prefettura di Miyagi, nella parte orientale e molto più vicina alla costa rispetto ad Aoshima.

In entrambi i casi è necessario spostarsi in barca dall’isola principale del paese. I tragitti dipendono da molti fattori, però entrambe vengono raggiunte in mezz’ora di tempo. Gli orari variano in base ai porti e all’affluenza dei turisti, però si limitano a due corse al giorno.

Come mai ci abitano così tanti gatti?

Ciò che attira le persone sono i numerosi gatti che vivono su queste isole. Nel caso di Aoshima, si calcola che ci siano 6 felini per ogni abitante. Questi animali dipendono dalle persone per sfamarsi, poiché non ci sono prede sufficienti da cacciare. Sono anche molto docili ed amichevoli, interagendo con le persone.

Sono abituati alla presenza di sconosciuti sull’isola. Si mettono in posa per farsi fare le foto e accettano il cibo dai turisti, quindi non sono dei comuni gatti randagi.

 
gatti che vivono su isola giapponese

Tuttavia, in queste isole c’è un grande dilemma da risolvere: la presenza dei turisti che danno da mangiare ai gatti, ha permesso alla loro popolazione di crescere senza controllo. Tuttavia, i visitatori non lasciano delle donazioni in denaro, e non ci sono neanche persone che si occupano di questi felini.

Come prendersi cura dei gatti che vivono sulle isole?

Molti gatti che vivono in queste isole vengono colpiti da malattie comuni e facilmente trattabili. Le più frequenti sono infezioni oculari, ferite, problemi cutanei, etc.

Inoltre, nessuno si occupa di sterilizzarli, visto che aumentano di anno in anno. 

Da pochi anni, gruppi di volontari che non risiedono su queste isole si spostano per prendersi cura di questi animali, e stanno cercando di far partire una campagna simile al progetto CES esistente in Spagna (Cattura, Sterilizzazione, Rilascio). Nonostante gli sforzi, non si hanno abbastanza fondi per occuparsi di tutti i gatti che vivono in questi luoghi.

gatti che mangiano su isola del Giappone
 

Per rispondere alla domanda su come migliorare la qualità di vita di questi felini, uno dei visitatori di queste isole ha dichiarato in un’intervista:

E’ un tema complesso che non deve avere un’unica soluzione. Nel corso della vita impariamo ad essere coscienti dell’impatto della nostra presenza nei luoghi turistici nei quali ci sono gli animali.

L’impatto del turismo

Di fatto, in queste isole la presenza di stranieri che portano il cibo ha permesso di far crescere la popolazione dei gatti fino a farli diventare un richiamo turistico. Più persone visitano l’isola, più alimenti i felini hanno a disposizione, continuando a riprodursi. 

La presenza di persone sulle isole non assicura la salute di questi animali, né il controllo sanitario dei luoghi nei quali vivono senza essere visitati. Si tratta di un circolo vizioso nel quale, se il turismo cessa di esistere, i gatti smetteranno di mangiarema che se questo non viene controllato, continueranno a moltiplicarsi.

Aoshima e Tashirojima non sono gli unici luoghi nei quali ciò accade: sono state contate più di una dozzina di isole nella stessa situazione di queste in Giappone. In alcune mete turistiche la popolazione di scimmie e di gabbiani, per esempio, cresce in modo incontrollato grazie all’abbondanza degli alimenti.

I viaggiatori che visitano questi posti devono essere coscienti dell’impatto che hanno in qualsiasi luogo del mondo. E’ possibile fare del turismo responsabile e godere delle meraviglie della flora e della fauna del pianeta senza colpirlo negativamente.