Chi è Jane Goodall? E di cosa si occupa?

· 4 gennaio 2018

Jane Goodall è, senza dubbio, una delle donne più influenti della storia, e una delle maggiori attiviste per la conservazione e per la protezione degli animali. Tuttavia, la sua vita privata è meno nota del suo lavoro.

Jane Goodall, una donna nella foresta

La Goodall nacque nella laboriosa Londra, una città molto lontana dall’Africa. Nonostante ciò, durante la sua infanzia sviluppò un profondo amore per gli animali e un’enorme curiosità per l’Africa, ed è questo che la condusse lì.

Così, una giovane Jane senza alcun tipo di specializzazione sugli animali, arrivò in Africa come aiutante del paleontologo Louis Leakey. Presto, l’uomo si rese conto che la Goodall era molto portata per lo studio degli animali selvatici, quindi la mandò in Tanzania insieme a sua madre.

orangotango con cucciolo nella foresta

Jane divenne una delle prime studiose in questo campo, vivendo in luoghi ostili non adatti ad una donna. Riuscì a dimostrare a tutti che si sbagliavano, anche ai ricercatori dell’epoca.

Una primatologa diversa

Jane Goodall iniziò a studiare gli scimpanzé senza avere molta esperienza sull’argomento. Ciò le permise di non dare ascolto alle convinzioni della corrente scientifica di quel periodo, che considerava gli animali degli esseri incapaci di provare emozioni.

Il suo mentore, Louis Lakey, è riuscito a farle ottenere il dottorato in etologia senza avere una laurea. La Goodall presentò la sua tesi sui cinque anni di studi sugli scimpanzé del Parco Nazionale del Gombe, ancora oggi in attivo dopo 55 anni dalla sua apertura.

Le 3 donne chiamate “angeli di Lakey” (Galdikas, Goodall e Fossey), fecero delle importanti scoperte sulle tre rispettive specie che studiarono; orangotango, scimpanzé e gorilla. Grazie a loro, la primatologia venne vista da una prospettiva più empatica, rigorosa e femminista. 

La rivoluzione del comportamento animale

Le ricerche di Jane continuarono, non accettando le varie teorie della comunità scientifica dell’epoca. Per esempio, la donna ha dimostrato che gli scimpanzé utilizzano delle tecniche incredibili per cacciare, e che non sono completamente vegetariani.

Inoltre, trasformò il concetto di essere umano. Prima delle ricerche della Goodall, si pensava che gli umani fossero gli unici a poter creare degli utensili.

Tuttavia, Jane vide uno scimpanzé usare degli stecchini per prendere le termiti che si trovavano nel loro nido. Questa fu una scoperta completamente nuova nel campo dell’etologia animale, ed è grazie a Jane Goodall se l’uso di utensili da parte degli animali è diventato un concetto molto più esteso.

scimpanzé nella foresta

Fonte: Carlos Octavio Uranga

Le ricerche di Jane hanno dimostrato che gli scimpanzé hanno delle personalità molto diverse, e ciò attirò molta attenzione all’epoca. La Goodall era convinta che gli animali provassero delle emozionipoiché lei stessa aveva potuto constatare che anche i cani le percepissero, grazie al suo amico a 4 zampe.

Jane Goodall, l’attivista

Jane iniziò a notare la devastazione forestale all’interno delle riserve naturali. Si rese conto che gli scimpanzé e gli altri animali soffrivano per l’intervento dell’essere umano, niente a che vedere con il luogo idilliaco in cui studiava questi animali.

Ciò la portò a visitare i laboratori dove si svolgono gli esperimenti sui primati, i circhi e le riserve naturali. Notò come gli scimpanzé che tanto amava venivano catturati per essere usati come animali domestici, per essere venduti nei circhi o per essere usati come cavie. Pertanto, decise di convertirsi nell’attivista che è tutt’ora.

La Goodall lascia quindi il Parco Nazionale del Gombe in mano ai suoi collaboratori, ed inizia a girare il mondo per combattere il maltrattamento degli animali e per favorire la loro conservazione. Passa la maggior parte del tempo ad organizzare conferenze sull’argomento.

Infatti, fonda il Jane Goodall Institute e il progetto Roots & shoots (radici e germogli), che permette ai giovani di tutto il mondo di promuovere idee ed azioni per la difesa degli animali. Oggi, la Goodall ripone fiducia nelle nuove generazioni per evitare il disastro ecologico globale.

Fonte dell’immagine principale: Mark Schierbecker