L'allevamento domestico del cinghiale

A volte l'uomo è così abituato a cacciare una specie selvatica che non si rende conto dei vantaggi dell'allevamento in cattività. Questo è il caso del cinghiale.
L'allevamento domestico del cinghiale

Ultimo aggiornamento: 02 gennaio, 2021

Il cinghiale (Sus scrofa) è una delle 16 specie che appartengono alla famiglia dei Suidi, e oggi è anche oggetto di allevamento. La sua distribuzione geografica originaria era l’Eurasia e il Nord Africa ma, da allora, è stata introdotta dall’uomo sia in America che in Oceania. È considerato uno dei mammiferi terrestri con la maggiore dispersione geografica.

Il maiale, dopo secoli di addomesticamento, è diventato uno degli animali da fattoria per eccellenza, ma oggi lo è anche il cinghiale. Potrebbe non essere una specie di prima scelta, ma il suo addomesticamento ha mostrato una serie di vantaggi che altre specie non hanno.

Dall’altro lato, abbiamo la spinosa questione della caccia al cinghiale, un’attività che presenta numerosi dilemmi dal punto di vista etico. In questo articolo vi mostriamo le peculiarità dell’allevamento domestico del cinghiale.

Il cinghiale allo stato brado

Per comprendere come avviene l’allevamento di questa specie in cattività, bisogna prima conoscere come si comporta in natura. Il comportamento sociale e le abitudini alimentari del cinghiale sono sicuramente fattori da non sottovalutare quando si tratta di addomesticarlo.

Branco di cinghiali.

Comportamento

Il cinghiale è un animale notturno che inizia ad essere attivo poco prima del tramonto. Infatti, una volta che il sole tramonta, questi animali intraprendono dei lunghi viaggi che possono estendersi fino a oltre 15 chilometri. Queste passeggiate sono un po’ meno comuni nelle femmine, soprattutto se sono accompagnate dai loro piccoli.

Nonostante sia abile agli spostamenti notturni, la vista del cinghiale non è molto buona. Forse proprio per questo ha gli altri sensi più sviluppati, come l’udito e l’olfatto,

Vita di branco

I cinghiali vivono in gruppi matriarcali di un massimo di 20 individui, con due o tre femmine mature e i loro piccoli. Questi branchi sono regolati da una gerarchia, dove c’è sempre una femmina dominante. Gli unici maschi ammessi nel gruppo sono i giovani immaturi.

I maschi adulti, una volta raggiunta la maturità sessuale, dovranno lasciare la mandria e creare i propri gruppi di “single”.

La dieta del cinghiale allo stato brado

Si tratta di un animale onnivoro che mangia un’ampia varietà di cibi. La loro dieta è per il 90% di origine vegetale e per il restante 10% di origine animale. Le verdure includono radici, bulbi, tuberi, frutta e bacche. Per quanto riguarda gli animali, il cinghiale mangia piccoli roditori, uova di uccelli, serpenti, lucertole, vermi e tutti i tipi di larve.

Sapevate che il cinghiale modifica le proprie abitudini alimentari per adattarsi alle stagioni dell’anno? In autunno, mangia frutti come ghiande, castagne o olive, che sono ricchi di proteine ​​e grassi sani. Questo aiuta soprattutto le femmine a mantenere le condizioni fisiche ottimali per la stagione riproduttiva.

L’allevamento domestico del cinghiale

Dal punto di vista dell’allevamento, i cinghiali sono animali molto rustici che si adattano facilmente al loro ambiente. Grazie a questo, tra le altre cose, si ammalano raramente. Quando partoriscono non hanno bisogno di assistenza, e ancora più di rado avranno bisogno di una visita veterinaria.

D’altra parte, i cinghiali sono animali che consumano più foraggio che concentrato. Cosa significa questo? Significa che la loro dieta è più economica e che la loro crescita è più lenta e più naturale rispetto al maiale. Inoltre, è possibile allevarlo in zone marginali o di qualità inferiore, dove non è possibile allevare altre specie animali.

Sfortunatamente, i cinghiali possono anche agire come importanti vettori per alcune malattie. Per questo motivo, la caccia e altre pratiche non regolamentate sono fortemente sconsigliate.

Cinghiale europeo adulto.


Regolamentare l’allevamento del cinghiale

Quando i cinghiali vengono catturati, in teoria bisogna portali in un centro di analisi della selvaggina. Lì un veterinario effettuerà i controlli sanitari pertinenti e deciderà se è adatto o meno al consumo umano. Tuttavia, quasi nessuno lo fa: la maggior parte delle persone che vanno a caccia di cinghiali li mangiano esponendosi a gravi rischi per la propria salute.

Pertanto, se la richiesta di carne di cinghiale continua ad aumentare, sarà meglio continuare a promuoverne l’allevamento tradizionale. In questo modo eviteremo i problemi sanitari, etici e ambientali scatenati dalla caccia non regolamentata.

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