La malattia che uccide gli anfibi del pianeta

Sono 501 le specie colpite dalla malattia che uccide gli anfibi, che ha provocato l'estinzione di circa un centinaio di specie.
La malattia che uccide gli anfibi del pianeta

Ultimo aggiornamento: 29 novembre, 2020

Anche se spesso pensiamo che le minacce per gli animali selvatici provengano solo dagli incendi o dalla caccia, ci sono pericoli molto meno visibili, ma con effetti molto più dannosi: la malattia che uccide gli anfibi del pianeta ne è un esempio.

La malattia che uccide gli anfibi

La malattia che uccide gli anfibi proviene dal fungo Batrachochytrium dendrobatidis, che causa la chitridiomicosi. Questa malattia può colpire quasi tutti gli anfibi del pianeta. Infatti, 500 specie di questo gruppo sono state colpite da questo fungo e 90 si sono estinte.

Questo rende il fungo che causa la malattia che uccide gli anfibi la specie aliena invasiva più dannosa del pianeta. Questo fungo è originario dell’Africa, dove difficilmente colpisce le rane e altri anfibi.

Rana in un prato.

Tuttavia, il fungo si è diffuso negli altri continenti. La chitridiomicosi colpisce la pelle degli anfibi, essenziale per la loro sopravvivenza in quando ha delle funzioni nella loro respirazione.

La pelle degli anfibi è fondamentale anche per l’omeostasi di gas e acqua, oltre che per le loro difese immunitarie. Questa malattia causa negli animali un’insufficienza cardiaca. Questo fenomeno è stato osservato in più di 60 paesi.

I dati sulla malattia

L’Australia ed il Sud America sono le zone più colpite. È molto difficile cercare di eliminare questo fungo, perché è presente nell’ambiente e in altre specie in cui non crea problemi. Un team di ricercatori ha elencato tutti i taxa colpiti dalla malattia: sono esattamente 501 le specie di anfibi colpite dalla chitridiomicosi.

Ma il dato più allarmante è che 90 specie di anfibi sono scomparse dal nostro pianeta a causa di questo micidiale fungo. In molti ignorano l’enorme biodiversità del gruppo degli anfibi: esistono più di 8000 specie, un terzo delle quali si trovano in Sud America. Purtroppo gli anfibi del Sud America sono tra i più colpiti.

Anfibio sulla terra ferma.

Il rischio che questa malattia raggiunga luoghi come le Ande suscita la preoccupazione degli scienziati, che ci mettono in guardia sul ruolo del commercio degli anfibi nella diffusione del fungo.

Questo fungo, infatti, si diffonde anche attraverso l’azione l’uomo (con il già citato commercio degli anfibi) e di alcuni animali come gli uccelli trampolieri.

Le teorie sulla diffusione del fungo

Alcuni ricercatori ritengono che il fungo sia stato sempre presente in molti paesi, ma che oggi si stia diffondendo a causa delle immunodeficienze presenti negli anfibi dovute all’attività umana. Tuttavia, questa ipotesi sembra alquanto improbabile.

Una delle teorie più diffuse è che una rana africana sia responsabile della diffusione del fungo, o meglio, l’uso che l’uomo ha fatto di questa rana. Per 30 anni si è utilizzato questo animale per la produzione dei test di gravidanza.

Per questo motivo, si è diffusa in tutto il pianeta insieme al fungo che trasportava. La malattia che uccide gli anfibi desta molte preoccupazioni in chi si occupa di conservazione della fauna selvatica.

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  • Longcore, J. E., Pessier, A. P., & Nichols, D. K. (1999). Batrachochytrium dendrobatidis gen. et sp. nov., a chytrid pathogenic to amphibians. Mycologia91, 219-227.