Malattie più comuni delle rane

Sono varie le malattie che possono mettere in pericolo la vita delle rane, sia domestiche che selvatiche. In questo articolo ve le descriviamo in modo che possiate prevenire la loro comparsa.
Malattie più comuni delle rane

Ultimo aggiornamento: 26 marzo, 2022

Gli anfibi sono esseri estremamente delicati: secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), in natura fino al 41% delle specie analizzate è in pericolo di estinzione. Questo perché, respirando in parte attraverso la pelle, ed essendo quest’ultima molto sottile, le rane mostrano una certa propensione a soffrire di malattie di natura epidermica e superficiale.

Le rane e i rospi sono creature affascinanti, ma sono animali domestici esotici la cui cura è molto impegnativa. Se avete esperienza nel campo della terrariofilia e volete adottare uno di questi piccoli vertebrati come animale domestico, vi interesserà sapere quali sono le malattie più comuni delle rane e dei rospi. Ve le mostriamo di seguito.

1. Chitridiomicosi

La chitridiomicosi è la malattia che più ha danneggiato le popolazioni di anfibi presenti in natura. Come indicano fonti professionali, più di 500 specie di rane e rospi sono state decimate da questa patologia. Non solo, dal momento che 90 di esse si sono estinte esclusivamente a causa dell’azione di questo agente patogeno. Senza dubbio, si tratta di una malattia contagiosa letale per gli anuri.

La causa di questa condizione è il Batrachochytrium dendrobatidis, un fungo che parassita progressivamente la pelle di rane e rospi. Quando l’infestazione raggiunge uno stadio avanzato, l’anfibio perde la capacità di respirare, di osmoregolarsi e coagulare, il che porta a insufficienza cardiaca e morte. Per prevenirne la progressione, si possono utilizzare degli antimicotici, anche se è impossibile debellare del tutto la malattia.

Questa malattia è comune nelle rane selvatiche, ma non in quelle allevate in cattività. La vostra rana si ammalerà solo nel caso in cui sia stata rimossa dal suo ambiente naturale.

Una raganella dagli occhi rossi su una foglia.

2. Ipotermia

Rane e rospi sono animali ectotermi, ciò significa che dipendono dall’ambiente circostante per regolare la temperatura corporea. Se fa molto freddo in casa, l’anfibio molto probabilmente ridurrà il suo metabolismo al minimo. Un animale sull’orlo dell’ipotermia si mostrerà svogliato, gelido al tatto e immobile. Se non agite rapidamente, la sua vita sarà a rischio.

Per evitare che ciò accada, si consiglia sempre di posizionare una coperta termica su un lato e all’esterno del terrario. La maggior parte delle specie cresce bene a una temperatura media di 25 °C, ma esistono delle eccezioni.

3. Occlusione intestinale

Le rane di solito hanno bocche abbastanza grandi rispetto al corpo. Inoltre, sono strettamente insettivore e cacciano solo cibo vivo. La loro strategia di caccia di tipo “sit and wait” (appostarsi finché non la preda non passa loro davanti) spesso gli fa commettere degli errori, finendo per mangiare pezzi di substrato e persino pietre.

Se l’anfibio ingerisce molto substrato, finirà per soffrire di occlusione intestinale. Questa condizione è potenzialmente letale e si manifesterà attraverso una mancanza di appetito e una chiara difficoltà durante la defecazione. I casi meno gravi si possono risolvere ricorrendo a bagni tiepidi e a un leggero massaggio ai lati dell’intestino. Nei casi più gravi, è necessario ricorrere alla chirurgia.

Si consiglia di utilizzare substrati composti da pezzi di grandi dimensioni nel terrario, come ciottoli o sassi. In tal caso sarà più facile per l’anfibio sputarli se gli finiscono in bocca. La sabbia è la scelta di substrato peggiore in assoluto.

4. Intossicazione

Una delle malattie più comuni delle rane è l’avvelenamento. Questi vertebrati hanno un’epidermide molto permeabile, quindi tendono ad assorbire le sostanze chimiche tossiche che li circondano. Nella maggior parte dei casi, sono sostanze che si trovano nelle mani del padrone o nelle decorazioni del terrario (ad esempio sapone, candeggina e altro).

La soluzione per evitare questo problema è molto semplice. Non toccate mai la rana a meno che non sia strettamente necessario e, nel caso non lo possiate evitare, indossate guanti in nitrile e gettateli via dopo l’uso. Lavate invece il terrario e i suoi accessori con acqua bollente, ma mai con prodotti chimici.

5. Carenza di vitamine

In natura, le rane hanno un’alimentazione molto varia e assimilano i nutrienti che le loro prede hanno precedentemente assorbito (soprattutto vitamine di origine vegetale). È necessario cospargere di integratori vitaminici gli insetti che date al vostro anfibio almeno 1 volta a settimana per sopperire alle carenze derivate dalla vita in cattività.

Non esagerate: potreste provocare al vostro anfibio un’ipervitaminosi letale.

6. Disidratazione

La stragrande maggioranza degli anfibi ha bisogno di un habitat con un’umidità del 70% o superiore (fino al 90%) per vivere bene in cattività. Questo perché la loro epidermide deve mantenersi umida per consentirgli di respirare ed effettuare lo scambio di gas. Alcuni anfibi ottengono fino al 93% dell’ossigeno tramite la pelle, quindi se questa si seccasse soffocherebbero.

Per evitare che la vostra rana si disidrati, dovreste fornirle una ciotola d’acqua poco profonda perché possa bagnarsi quando ne ha bisogno. Sarà necessario inoltre spruzzare d’acqua ogni giorno il substrato finché non sarà umido, ma non inzuppato. Vi consigliamo di procurarvi un igrometro e un sistema di nebulizzazione per automatizzare il processo.

Un anfibio disidratato avrà la pelle secca e si metterà in una posizione che riduca la superficie corporea esposta, in modo da ostacolare l’evaporazione.

7. Dermatosetticemia batterica (sindrome della zampa rossa)

Questa patologia dal nome complesso, comunemente nota come zampa rossa, si riferisce a un’infezione della pelle. È una delle malattie più comuni nelle rane, soprattutto in quelle che vivono in ambienti sporchi, sovraffollati o inadatti alla specie. I batteri sfruttano un momento di immunosoppressione dell’anfibio e iniziano crescere sulla sua pelle, provocando delle lesioni rossastre.

La prognosi in questa condizione è molto sfavorevole, poiché il tasso di mortalità varia dall’80 al 100%. In ogni caso, se viene rilevata precocemente e vengono somministrati antibiotici ad ampio spettro, vi sarà una piccola probabilità di successo.

Questo tipo di infezione è molto comune nelle rane stressate e che vivono in terrari non idonei. Se vi prendete cura di loro in modo adeguato non dovreste avere alcun problema.

Uno degli animali più belli dell'Ecuador.

Le malattie delle rane e la responsabilità del padrone

Come potete vedere, le rane possono presentare diverse malattie comuni. Ciò non sorprende, trattandosi di vertebrati molto delicati che necessitano di ambienti umidi e caldi. Non resistono bene ai cambiamenti ambientali, motivo per cui nella stragrande maggioranza degli ecosistemi naturali si trovano in serio pericolo.

Occuparsi di una rana in casa è un compito complesso e richiede una vasta conoscenza sull’argomento. Se ritenete di non essere pronti, vi consigliamo di provare a fare esperienza con animali un po’ più facili da curare.

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