Muki: il gatto che ha usato tutte le sue 7 vite

Muki: il gatto che ha usato tutte le sue 7 vite

Ultimo aggiornamento: 03 marzo, 2017

Oggi vi raccontiamo la storia d Muki, un gatto sopravvissuto a situazioni complicate, provocate per lo più dalla distrazione dei suoi proprietari. Qualcuno potrebbe anche affermare che questo gattino abbia già speso gran parte delle sue 7 vite. Quel che è certo è che questo micino si sarebbe risparmiato molte disavventure se avesse avuto dei padroni responsabili.

Scoprite la storia di Muki, il sopravvissuto

La storia di Muki ha luogo in Argentina, anche se non si conosce il luogo preciso di origine. E crediamo di sapere il perché.

Il piccolo è il quarto nascituro di una cucciolata di cui ne sopravvissero solo due. La gatta Michu, in età ormai avanzata, aveva partorito tre gattini, aiutata dalla padrona.

Il giorno seguente, la donna scoprì che due dei cucciolo erano morti, ma che durante la notte ne era nato un quarto più piccolo.

Anche se si dice che i gatti abbiano 7 vite, a volte l’irresponsabilità dei padroni sembra volergliele togliere tutte in un colpo. Scoprite la storia di Muki.

 A 5 mesi Muki è stato abbandonato in campagna

I primi cinque mesi di vita di Muki trascorsero in relativa tranquillità finché, per un capriccio umano, l’animale fu abbandonato in aperta campagna insieme alla madre e al fratellino. Sembra che i figli maschi della donna non volessero saperne di tenere dei gatti in casa.

La decisione di disfarsi dei felini causò presto tragiche conseguenze per gli animali. Michu e il fratellino di Muki  vennero attaccati da dei cani randagi e uccisi.

Muki sopravvisse e tempo dopo fu soccorso da Ines, la figlia della proprietaria di Michu, che andò a cercarlo, forse pentita delle cattive azioni della famiglia.

Dei ladri hanno rubato la macchina della proprietaria con Muki all’interno

Tutto sembrava essere tornato alla “normalità” per il micio. Purtroppo però, un giorno in cui si trovava nella macchina della padrona per un viaggio, il veicolo fu rubato con il gatto al suo interno.

Nonostante la macchina riapparve alcuni giorno dopo a pochi chilometri di distanza, di Muki non c’era traccia.

Quando ormai tutti lo avevano dato definitivamente per disperso, il gatto riapparve a casa dei proprietari. Erano passati quasi due mesi ed era irriconoscibile: magro, sporco e con evidenti segni di aggressioni da parte di altri felini.

Muri viene portato in un rifugio per paura che soffra di toxoplasmosi

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Appena cinque mesi dopo il ritorno di Muki, Ines rimase incinta e il marito decise di cacciare via il gatto per paura della toxoplasmosi. Nonostante le spiegazioni e le preghiere della donna – il tema del maschilismo dominante sembra essere legato a questa storia – Muki fu portato in un rifugio per animali.

E anche se almeno questa volta il gattino non era stato abbandonato per strada, si trovò ad affrontare un’altra situazione di abbandono e ad andare a convivere con altri 140 animali.

Un anno dopo, fu adottato da una donna che lo portò a casa con sé, dove vivevano altri 25 gatti.

All’epoca, i vicini della donna – che aveva di sicuro problemi mentali – la denunciarono per cattivi odori e per maltrattamento. Così Muki finì per girare diverse case provvisorie e finalmente fu riportato in un altro rifugio.

Muki, di nuovo di ritorno a casa

Intanto Ines, dopo la nascita del figlio, convinse il marito che non c’erano rischi e che il gatto poteva tornare a casa.

Anche se non è stato semplice rintracciare il luogo dove si trovava l’animale, la loro persistenza ha dato buoni frutti. Finalmente, dopo due anni, è riuscita a ricongiungersi con il suo gatto.

Per ora possiamo dire che Muki è sereno e felice a casa sua. Speriamo di non dover scrivere un altro articolo riguardante le sue nuove disavventure.

Fonte: www.lanacion.com.ar