Origine del mulo: scopriamo la sua storia

· 26 marzo 2018
Questo animale, frutto di un incrocio per opera dell'essere umano, è sempre stato relazionato a duri lavori, pertanto si può affermare che è stato vittima di maltrattamento per sovraccarico di lavoro; negli Stati Uniti è divenuto così popolare che nel XX secolo la sua popolazione ha superato i 6 milioni di esemplari

Il mulo è un mammifero terrestre quadrupede appartenete alla famiglia degli Equidae e all’ordine dei Perissodactyla. Il suo nome deriva dal latino, termine che veniva usato per denominare gli animali che discendevano da specie diverse. Qual è l’origine del mulo?

Si tratta di un animale ibrido, nato e cresciuto a partire da incroci tra giumente e asini. Poiché di solito sono sterili, la sopravvivenza di questa specie dipende soprattutto dalle altre specie progenitrici. Le poche mule fertili spesso partoriscono cuccioli deboli che nascono sottopeso e che generalmente muoiono molto presto.

I muli sono animali resistenti e robusti, esteticamente più simili agli asini che ai cavalli. Hanno il corpo un po’ tondeggiante e largo, con un collo lungo e incurvato; la testa è più corta e grossa rispetto a quella dei cavalli e hanno orecchie lunghe. Le zampe sono sottili e magre, con unghie piccole e grossi zoccoli.

È possibile confondere i muli con gli asini, ma basta osservarne la coda per distinguerli facilmente. La coda degli asini è sottile ed esibisce un piccolo ciuffo all’estremità, simile alla coda di una mucca. I muli hanno una coda dall’attaccatura alta e coperta da peli, più simile a quella dei cavalli.

Dimorfismo sessuale tra muli e mule

I muli sono leggermente più grandi delle mule; hanno zampe più grosse e arrotondate. Il loro corpo è più stretto, con la groppa notevolmente più pendente verso la coda rispetto alle femmine. I maschi, inoltre, di solito sono più forti e resistenti e ciò gli garantisce maggiore speranza di vita.

Coppia di muli

Origine del mulo: la storia ci aiuta a capire la sua “cattiva fama” 

È molto difficile precisare il luogo e la data di nascita dei muli. Si ritiene che la loro creazione si deve più all’intervento umano che alle naturali abitudini di cavalli e asini. Anche se una giumenta può accoppiarsi naturalmente con un asino, è poco probabile che sia successo così tante volte da creare una nuova specie.

Probabilmente i muli provengono dalle campagne statunitensi, paese nel quale si sono diffusi ampiamente. Il loro contributo al lavoro agricolo era così notevole che lo stesso George Washington fu entusiasta della loro creazione. Tuttavia, i suoi piani venivano frenati dal rifiuto del re spagnolo Carlo III, un fervente difensore del famoso asino andaluso.

Per dimostrare la sua teoria, l’ex presidente Washington inviò due maschi e due femmine come regalo al monarca spagnolo. Uno dei due maschi morì durante il viaggio, ma il superstite “regalo reale” cambiò la percezione di Carlo III sulla specie.

Nel XX secolo la popolazione dei muli negli Stati Uniti superò i sei milioni. Il suo successo si ridusse solo dopo l’introduzione delle macchine nei terreni di coltura. La riduzione della popolazione fu così brusca che negli anni ’60 si registravano appena 10.000 muli.

Maltrattamento animale 

La storia dei muli, purtroppo, non è fatta solo di record e allegria. Questi animali sono stati sfruttati per il lavoro a livelli inaccettabili e davvero brutali. Molte volte, inoltre, vivevano in condizioni poco salubri e maltrattati dai loro padroni.

Mulo di profilo

I muli non hanno mai goduto della fama o del prestigio dei loro parenti cavalli. Scarseggiano della loro esuberante bellezza e non hanno mai ottenuto riconoscimenti nelle gare sportive o nei concorsi di bellezza. Sono sempre stati visti come animali da lavoro con una dura routine giornaliera.

Nella maggior parte delle fattorie e campi agricoli, i muli non ricevevano trattamenti adeguati. Molte volte rimanevano esposti giorno e notte alle intemperie e morivano a causa del lavoro arduo e interminabile.

Il loro allevamento negli Stati Uniti è stato talmente violento da attirare l’attenzione di molti attivisti. Negli anni ’60 molti muli morivano abbandonati, poiché il loro lavoro era stato sostituito dai trattori. Fu allora che venne fondata la American Donkey and Mule Society, dedicata a proteggere questi animali dallo sfruttamento lavorativo e da qualsiasi forma di maltrattamento.

Il progetto Idaho e la riproduzione del mulo 

A metà degli anni 2000, gli Stati Uniti annunciarono il cosiddetto “Progetto Idaho”. Questa iniziativa aveva l’obiettivo di ampliare gli studi sulla riproduzione dei muli per realizzare la prima clonazione della suddetta specie  

Il primo cucciolo ottenuto tramite questo processo è nato nel maggio 2003, dopo una gestazione controllata di circa 340 giorni. Il suo nome è Idaho Gem, che può essere tradotto come “gemma dell’Idaho”.