Pastore tedesco positivo al Coronavirus?

10 aprile, 2020
Prima un pomerania e adesso un pastore tedesco. Cosa sappiamo di questi cani che sono risultati positivi al Coronavirus? Dobbiamo preoccuparci per gli animali e per chi li ha in casa?
 

Da quando la pandemia da Covid-19 è arrivata e ha messo a soqquadro la popolazione mondiale, si sono presentati diversi fatti significativi, alcuni più mediatici di altri. Per esempio, di recente si è parlato della battaglia giudiziaria sorta perché un pastore tedesco è risultato positivo al Coronavirus nella città di Hong Kong.

Un pastore tedesco positivo al Coronavirus fa scattare l’allarme ad Hong Kong

Per capire meglio cosa è successo, dobbiamo consultare l’informazione offerta dal South China Morning Post: Il pastore tedesco ha due anni ed è l’animale domestico di una donna di 30 anni, residente dell’area di Pok Fu Lam, di recente colpita dal nuovo Coronavirus.

La situazione è divenuta preoccupante quando, dopo aver sottoposto l’animale ad alcuni esami, sul muso sono stati rilevati resti del virus. Il cane, tuttavia, è risultato asintomatico.

Pastore tedesco dal veterinario

Secondo il Professor Malik Peiris, virologo specializzato in salute pubblica dell’Università di Hong Kong, è probabile che sia il pastore tedesco sia il pomerania risultati positivi al Coronavirus siano stati contagiati dagli esseri umani.

 

In aggiunta, il virologo ha dichiarato che se un animale è infetto, non vuol dire che abbia contratto la malattia o che ne mostri i sintomi.

Ma che ne è stato dei due cani che sono risultati positivi al Coronavirus? Sono stati messi in quarantena, dove restano sotto osservazione.

Gli animali possono contrarre il virus?

A causa della paura e delle bufale riguardo a queste notizie, i casi di abbandono di animali è aumentato in modo drammatico. In seguito a ciò, le autorità insistono sull’importanza di consultare fonti ufficiali e affidabili, così come di mettere in pratica una misura molto semplice: in caso di dubbi, bisogna consultare il veterinario di fiducia.

Oltre a ciò, è altamente consigliato fare appello al senso comune e al senso di responsabilità. Si tratta, infatti, di fattori chiave per evitare di ricorrere a misure drastiche e nuocere agli animali. In particolar modo in un momento come questo.

Gli esperti della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) chiariscono che per il momento non vi è alcuna evidenza scientifica che indichi che gli animali domestici possano soffrire o essere fonte dell’infezione Covid-19.

È importante ricordare che ci sono molte malattie tipiche degli animali il cui nome è legato al Coronavirus. Nonostante ciò, non si tratta del virus che sta mettendo in ginocchio l’umanità.

Un esempio di malattie simili negli animali domestici è il noto Coronavirus felino, che colpisce solo i gatti. Questo vuol dire che non possono trasmetterlo alle persone. D’altra parte, i cani possono soffrire di Coronavirus canino che, alla pari di quello felino, è un virus che colpisce solo questi animali.

 

Ma allora gli animali domestici possono contrarre il Covid-19 e trasmetterlo agli esseri umani? No, non esistono evidenze scientifiche al riguardo.

Non vi è alcuna evidenza nemmeno del processo inverso, ovvero il contagio di cani e gatti da parte degli esseri umani. Non si conosce nessun caso in tutto il mondo, e bisogna considerare la propagazione senza limiti del virus.

L’eccellente lavoro dei veterinari e dei divulgatori

Bassotto durante la visita veterinaria

I veterinari hanno fatto dato il loro contributo durante l’attuale stato di allerta. Molti professionisti stanno prestando i loro servizi per garantire la catena di produzione, la sicurezza alimentare e il benessere di tutti gli animali.

D’altra parte, i divulgatori scientifici e tutti i professionisti dell’area della biologia (e altre branche della scienza) hanno fatto del loro meglio per informare su larga scala e in modo responsabile la popolazione. Il tutto al fine di evitare massicci abbandoni degli animali e condotte negative in termini di cure o pulizia dopo una passeggiata in strada.

Al di là dei loro rami di specializzazione, il messaggio di fondo di tutti questi professionisti è: buon senso e calma. Non bisogna soccombere alle fake news né farsi prendere dal panico. Viceversa, è bene tenere a mente che, in caso di dubbi, è sempre possibile consultare per telefono il proprio veterinario di fiducia.

 
  • Gabriela Puente. Facultad de Ciencias Veterinarias. 2018. Infección por coronavirus felino. Extraído de: https://www.ridaa.unicen.edu.ar/xmlui/bitstream/handle/123456789/1699/Puente%2C%20Gabriela.pdf?sequence=1&isAllowed=y
  • Mª del Mar Martín Calvo. Universidad Complutense de Madrid. Coronavirus canino. Extraído de: https://eprints.ucm.es/3206/1/T18331.pdf