Prostatite nei cani: sintomi e trattamento

Quando si rilevano sintomi urinari nel proprio cane, è necessario rivolgersi al veterinario, dal momento che potrebbero essere causati dalla prostatite, un'infiammazione molto dolorosa della prostata.
Prostatite nei cani: sintomi e trattamento

Ultimo aggiornamento: 24 dicembre, 2021

La prostata, l’unica ghiandola sessuale accessoria dei cani maschi, si trova all’interno della cavità pelvica, intorno all’uretra. Quando si infiamma per qualsiasi motivo provoca la prostatite nei cani. Curarla è essenziale, poiché può avere effetti gravi se diventa cronica.

Oltre a produrre il fluido che trasporta lo sperma fuori dal corpo, la prostata svolge una funzione antibatterica attraverso il lavaggio uretrale durante la minzione. In questo articolo vi diremo tutto quello che c’è da sapere sull’importanza di questa ghiandola e su cosa fare quando si infiamma. Non perdetevelo.

Cos’è la prostatite nei cani?

Prostatite è il nome dato al processo infiammatorio del tessuto prostatico, solitamente di origine infettiva. Può comparire sia nei cani sterilizzati che quelli interi (ossia con le gonadi intatte), ma sarà meno grave nei primi, poiché la prostata si riduce di dimensioni dopo la sterilizzazione.

Di solito, la causa dell’infezione viene dall’esterno, cioè raggiunge la prostata attraverso l’uretra. Questa infiammazione può essere di decorso acuto o cronico a seconda della durata e dell’area interessata. Ecco come viene classificata:

  • Prostatite acuta: coinvolge tutto il tessuto ghiandolare. L’infezione può essere avvenuta per mezzo del sangue (e non provenire quindi dall’esterno) se il cane ha una batteriemia generalizzata (presenza di microrganismi nel flusso sanguigno).
  • Prostatite cronica: assume solitamente la forma di ascessi (accumuli di pus incapsulato) ed è il risultato di un’infezione acuta prolungata. Tuttavia, può apparire senza una patologia diagnosticata sottostante.
Conoscete la prostatite nei cani?

Cause della malattia

La causa principale di questa infiammazione, come discusso sopra, è infettiva. I batteri più comuni che causano la prostatite nei cani sono i seguenti:

  • Escherichia coli: è la specie più comune di questo tipo di infezione.
  • Micoplasma e Brucella canis: sono gli agenti eziologici della brucellosi canina. Sebbene siano meno comuni dell’E. coli, è bene che vengano individuati precocemente, poiché possono causare sterilità nel cane.
  • Batteri della famiglia Staphylococcus e Streptococcus.
  • Genus Proteus: sono batteri che si trovano spesso nelle infezioni del tratto urinario.
  • Klebsiella: nonostante siano Enterobacteriaceae, è possibile che raggiungano la prostata attraverso il flusso sanguigno.
  • Pseudomonas: questi bacilli sono presenti nell’ambiente e gli animali solitamente hanno difese immunitarie adatte a contrastarli, ma è possibile che riescano a infettare un esemplare immunodepresso.

Ci sono anche una serie di fattori che predispongono l’animale alla prostatite secondaria. La più importante è l’iperplasia prostatica benigna, una patologia molto comune nei cani anziani che consiste in un ingrossamento della prostata (cosa da non confondere con la sua infiammazione).

Ulteriori possibili cause di prostatite nei cani sono cisti, calcoli nell’uretra o infezioni del tratto urinario.

I sintomi della malattia

I segni della prostatite nei cani sono quelli tipici di un’infezione urinaria, con alcune considerazioni. Di seguito potete vedere i sintomi specifici di questo disturbo:

  • Febbre.
  • Anoressia (mancanza di appetito).
  • Letargia.
  • Infertilità: poiché la prostata produce il fluido che trasporta lo sperma durante l’eiaculazione, la presenza di tossine batteriche ne altererà la composizione, uccidendo i gameti.
  • Ematuria (sangue nelle urine).
  • Perdite uretrali purulente.
  • Stitichezza: l’ingrossamento della prostata è in grado di comprimere il tratto rettale e impedire così il passaggio delle feci.
  • Disuria (difficoltà a urinare).
  • Peritonite: se vi sono ascessi nella prostata e uno di questi si rompe, i batteri si riverseranno nel peritoneo, la membrana che circonda e protegge i visceri. Ciò potrebbe causare setticemia e mettere a rischio la vita dell’animale.

Diagnosi di prostatite nei cani

Per diagnosticare questa infezione sono necessari diversi esami, poiché devono essere esclusi altri disturbi che provocano sintomi simili o, al contrario, che sono all’origine della prostatite. Ecco i più basilari:

  • Palpazione rettale: in questo modo si rileva l’infiammazione della prostata e se ne intuisce la formazione, poiché nel decorso cronico si presenta molto più dura e si possono notare cisti e ascessi.
  • Radiografia: con questo esame si osservano direttamente l’ingrossamento della prostata e la mineralizzazione dell’uretra.
  • Ultrasuoni: è il test per eccellenza, poiché è il meno invasivo e il più sicuro per il cane. Inoltre, rende possibile rilevare cisti e ascessi, nonché calcificazioni e fibrosi.
  • Esame del sangue: grazie ad esso si rileva l’aumento dei globuli bianchi, oltre ad altri valori significativi, come le proteine e l’alanina amino transferasi.
  • Analisi delle urine: anche nelle urine si trovano globuli bianchi, globuli rossi (in caso di ematuria) e i batteri stessi. E’ possibile far eiaculare il cane per analizzare anche il liquido prostatico, ma è sconsigliato in quanto in questa condizione risulta essere molto doloroso.
  • Coltura e antibiogramma: dalla stessa urina o liquido prostatico è possibile effettuare una coltura che ci permette di scoprire quali specifici batteri stanno colpendo la prostata. A seconda di quali si trovano, verrà effettuato un antibiogramma per trovare l’antibiotico più adatto.
  • Agoaspirato con ago sottile: questo è uno dei metodi per eseguire una biopsia della prostata in modo da poterne studiare il tessuto. Tuttavia, non è raccomandato in caso di ascessi, poiché tramite l’utilizzo dell’ago potrebbero rompersi.

Trattamento

Poiché si tratta di un’infezione batterica, il trattamento principale sono gli antibiotici. Se sono stati effettuati una coltura e un antibiogramma (il procedimento più indicato), è possibile selezionare i farmaci più appropriati al caso specifico. La durata del trattamento è di 4-8 settimane a seconda della gravità e della cronicizzazione.

Quando la prostatite è cronica, l’antibiotico deve essere in grado di attraversare la barriera emato-prostatica, altrimenti non funzionerà.

Un’altra opzione è la chirurgia, che è indicata nei casi di prostatite che derivano da iperplasia prostatica benigna. La soluzione più adatta per entrambi i problemi di salute è la castrazione, poiché è in grado di risolverli sia a breve che a lungo termine.

Un cane che si sente in colpa dopo aver fatto pipì.

La prostatite nei cani può minacciare la vita dell’animale se non viene curata in tempo. Inoltre, le possibili patologie alla base di questa infezione costituiscono un ulteriore problema da diagnosticare e curare. Pertanto, se rilevate sintomi di possibili problemi urinari nel vostro cane (qualunque essi siano), non esitate a rivolgervi al vostro veterinario di fiducia.

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