Una tenera storia di amicizia durante la guerra in Afghanistan

Una tenera storia di amicizia durante la guerra in Afghanistan

Ultimo aggiornamento: 27 aprile, 2017

Quando pensiamo alla guerra, ci immaginiamo situazioni crudeli e terribili. Tuttavia, fra tanta morte e disperazione ci sono anche alcune notizie che ci strappano un sorriso. In questo articolo vi raccontiamo una storia di amicizia in Afghanistan che vi strapperà una lacrima di commozione. E poi ne racconteremo delle altre, anch’esse davvero emozionanti.

Storia di amicizia in Afghanistan numero 1

I protagonisti di questa bella storia sono il soldato Julian McDonald e un cane di nome “Layka”. Il ragazzo è vivo grazie all’animale. Il cane lo salvò mentre serviva in guerra e come ringraziamento lui ha deciso di adottarlo.

Durante un’azione bellica, il peloso fu colpito quattro volte e gravemente, ma non esitò neanche per un istante a proteggere il suo amico col proprio corpo. L’animale gravemente ferito dovette essere portato in un pronto soccorso. Lì fu operato per sette ore. Dovettero anche amputargli una zampa anteriore, ma riuscirono a salvargli la vita.

Per ringraziarlo per il coraggio e la protezione offerta, Julian decise di adottare il cagnolino, che ora fa parte della sua famiglia e vive felicemente nonostante la sua disabilità.

Storia di amicizia in Afghanistan numero 2

Fonte: 3.bp.blogspot.com

In mezzo alle pallottole e alle bombe, nessuno penserebbe che possa nascere un’amicizia tra un soldato e un cane. La storia riguarda il Marine dei Corpi Speciali degli Stati Uniti Craig Grossi e un cane “dalla testa imbarazzante e dalle zampe piccole che viveva per strada”.

Craig fu mandato in una missione pericolosa nel distretto di Sangin, in Afghanistan. Durante la notte fu lasciato accanto al suo esercito. Sin dal loro arrivo avevano dovuto proteggere la propria vita dagli attacchi talebani. Un paio di giorni dopo quell’incubo, Craig vide un cane sdraiato in mezzo al nulla, un po’ magro ma dall’atteggiamento tranquillo.

Anche se normalmente i cani vanno in giro in branco per proteggersi e allontanarsi dagli umani, quel cagnolino aveva avuto il coraggio di avvicinarsi. Era abbastanza fiducioso e cercava solo un po’ di affetto. I soldati non sapevano che cosa fare, perché avevano il divieto di prendere contatto con animali di altri paesi.

Ma, dato che a quanto pareva, l’animale era randagio (dato il suo aspetto), decisero di violare le regole. Lo portarono fino al loro rifugio, dove gli diedero un pezzo di carne secca. Come ringraziamento, lui agitò la coda e mangiò il suo pasto. Craig non riusciva a capire come un animale quasi senza contatti con le persone potesse essere così docile.

Quando l’uomo dovette tornare nella propria zona di sicurezza, non riuscì a lasciare il suo nuovo amico… che lo seguiva da tutte le parti! Dopo averlo battezzato con il nome di Fred, fu accolto come nuovo membro del campo dei Marine. Quando Craig comunicò ai superiori l’intenzione di restare con il cane, furono avviate le formalità delle pratiche di adozione. Intanto,  l’uomo fu inviato in una nuova missione. Ci mise tre mesi per tornare dal cane. E dov’era stato il cane per tutto quel tempo? A casa di Craig, a New York!

Storia di amicizia in Afghanistan numero 3

Per concludere, vi raccontiamo la bellissima notizia di tre cani randagi che hanno evitato che il soldato Chris Duke morisse dopo l’esplosione di una bomba. Ma, tornando un po’ indietro nella storia, tutto ha avuto inizio quando lo statunitense divenne amico di questi cagnolini a cui dava cibo e acqua della propria razione.

Per settimane gli animali (che erano stati battezzati con i nomi di Rufus, Target e Sacha) furono molto riconoscenti e amorevoli nei confronti del soldato. Una mattina, un kamikaze cercò di entrare nella caserma dove dormiva Duke. Ma i cani glielo impedirono. Nella colluttazione, l’uomo attivò l’esplosivo che indossava e si tolse la vita.

In questa azione, uno dei cani morì e gli altri due rimasero gravemente feriti. Dopo che gli avevano salvato la vita, il soldato chiese il permesso di adottarli e portarli a casa sua negli Stati Uniti, dove ora vivono in famiglia.

Fonte delle immagini: www.020mag.com e 3.bp.blogspot.com