Rilevare terremoti per proteggere gli elefanti

· 29 giugno 2018

Proteggere gli elefanti è una delle priorità nella difesa della fauna africana. Questi giganti scompaiono rapidamente a causa del traffico di avorio e dei bracconieri che li perseguitano senza pausa. Ma cosa c’entra la nostra capacità di rilevare terremoti con la salvaguardia degli elefanti? Scopriamolo assieme in questo articolo.

Perché l’elefante africano è in pericolo?

L’elefante africano viene perseguitato da secoli, ed è quindi di vitale importanza proteggerlo. Nell’antichità, questi enormi pachidermi venivano usati come macchine da guerra e uccisi per le loro zanne. Ma solamente nel XIX secolo la loro caccia divenne tragicamente massiva.

La diffusione delle armi da fuoco e la moda dei primi Safari resero la caccia di elefanti molto ambita. Molti personaggi facoltosi europei e americani pagavano somme ingenti per poter ottenere tali “trofei”.

Solamente nel 1989 fu vietata la caccia agli elefanti e il traffico di avorio fu dichiarato illegale. Una misura troppo tardiva e resa necessaria dall’annientamento di centinaia di migliaia di elefanti. La popolazione della specie africana era stata praticamente dimezzata.

Gli scienziati dell’epoca predissero addirittura che l’elefante si sarebbe estinto nel 1995, se non si fosse intervenuti. Tuttavia, il bracconaggio è ancora molto presente, dato che le zanne d’avorio garantiscono ancora alti benefici sul mercato nero.

Un cacciatore con il fucile spianato

Fortunatamente, la caccia agli elefanti ogni giorno è sempre più osteggiata tanto in Occidente come in Africa. Le multe imposte dai governi dei paesi in cui vivono questi animali possono superare i 10.000 euro. Una cifra stratosferica per molti bracconieri, che rischiano anche di perdere per sempre la loro licenza di caccia.

Elefanti, animali affascinanti

L’elefante africano è il più grande animale terrestre del mondo. Pesa circa sei tonnellate, anche se ci sono esemplari che hanno raggiunto persino quota 10. Sono animali estremamente intelligenti, con una vita emotiva molto ricca. Capiscono persino il concetto di morte e possiedono una loro una cultura animale.

In effetti, la leggenda dei cimiteri degli elefanti è un fatto reale. Gli elefanti finiscono per consumare completamente i propri denti intorno ai 50 anni. Quando non possono più mangiare né bere si allontanano dalla mandria, cercando un posto dove morire.

Poi, quando i giovani e i familiari trovano i loro scheletri, svolgono delle vere e proprie cerimonie funebri. Spesso vengono visti accarezzare le ossa degli anziani defunti, per un lungo periodo.

Elefanti e terremoti, un legame particolare

Oggi si stanno cercando nuovi modi per garantire la sopravvivenza agli elefanti. Per esempio, rilevare i terremoti potrebbe proteggere gli elefanti africani. Stiamo parlando di analizzare e studiare quei tremori che questi enormi animali creano, quando camminano o corrono sul terreno.

Testa e zanne di un elefante africano

Diverse università britanniche hanno studiato i tremori che questi animali producono quando camminano. Sono convinti che siano di vitale importanza per la loro comunicazione e ciò potrebbe essere usato a loro protezione.

I ricercatori hanno persino scoperto che le vocalizzazioni e le chiamate di mandrie di elefanti vengono trasmesse attraverso il terreno, dato che ciò permette di propagarli più rapidamente che attraverso l’aria.

Il team di scienziati iniziò questo studio con l’obiettivo di conoscere la distanza alla quale queste vibrazioni potevano arrivare. Lungo il percorso hanno scoperto che era relativamente facile separare i vari messaggi e dedurre i diversi comportamenti che gli elefanti hanno e come il terreno o le attività umane li influenzano.

Come proteggere gli elefanti con queste informazioni?

Scoprirono anche che le attività umane interferivano con questa comunicazione, e che si può sapere quando gli elefanti vengono perseguitati.

Pertanto, questo studio propone l’uso di rilevatori di terremoti. Cioè, attraverso l’uso di sismografi per controllare gli elefanti a decine di chilometri di distanza, senza disturbarli e per sapere quando vengono attaccati dai bracconieri.

Ad esempio, questi rivelatori possono decifrare una fuga precipitosa, che ovviamente viene innescata dinanzi a un pericolo come, evidentemente, quello generato dalla presenza di cacciatori di frodo.