Cagnolina salva il suo giocattolo dalla lavatrice

Alcuni giocattoli diventano oggetti indispensabili per i nostri amici a quattro zampe. Un peluche, ad esempio, può rappresentare per loro un amico da cui è difficile separarsi, anche quando finisce in lavatrice.

In questo video una golden retriever cerca di impedire che il suo migliore amico, un orsetto di nome Teddy, affoghi durante il lavaggio e non esita a salvarlo. In qualche modo, intuiva che il suo peluche, una volta uscito dalla lavatrice, non sarebbe stato più lo stesso.

I padroni, che prevedevano una reazione di questo tipo, hanno sistemato una telecamera all’interno della lavatrice per riprendere la scena.

Il sapone avrebbe reso Teddy pulito, l’ammorbidente bello soffice. Chissà, la cagnolina avrà pensato che al suo orsetto sarebbe girata la testa e ha deciso di soccorrerlo.

Attaccamento al giocattolo, anche dentro la lavatrice

In più di un’occasione, l’ossessione dei cani per un oggetto o un giocattolo può assumere strane connotazioni. I cani, in genere, sono molto possessivi con tutto ciò che considerano di valore, come il cibo o un giocattolo.

Ricordiamoci che l’antenato del cane è il lupo, un animale che vive in branco. Qui vige la legge del possesso, soprattutto quando le risorse sono scarse. In natura esiste una norma importante che i lupi rispettano: nessuno può impossessarsi di qualcosa che appartiene ad un membro che occupi un posto più alto nella gerarchia.

D’altra parte, gli esperti affermano che il cane, quando prende un giocattolo e non vuole restituirlo, stia in realtà mettendo  in dubbio l’autorità del padrone. Vale a dire, sta dimenticando una delle norme principali della convivenza. Questo comportamento può essere attribuito ad una situazione di stress o ansia non risolti tempestivamente.

Da un certo punto di vista, vedere il cane in preda alle sue ossessioni può apparire divertente. Equivale, però, a ridere di una persona che soffre di una grave dipendenza. Questo comportamento, inoltre, con il tempo può lasciare il passo ad atteggiamenti aggressivi verso familiari ed estranei. È molto importante educare il cane a condividere gli oggetti e a rispettare l’autorità.

 Aggressività e istinto di possesso

Vedere che il nostro cane tenta di mordere, quando ci avviciniamo alla sua ciotola o alla cuccia, può essere frustrante, ma esiste una soluzione.

Questo tipo di aggressività dettata dall’istinto di possesso generalmente si manifesta attraverso il ringhio, l’atteggiamento d’attacco o il morso; l’animale si serve di questi segnali quando vuole farci capire che un oggetto gli appartiene. È un atteggiamento che può essere interpretato come istinto di protezione delle risorse e, solitamente, il cane ne esce vincitore.

Se il vostro cane cerca di mordervi quando vi avvicinate ai suoi oggetti, sta cercando di dirvi di retrocedere e che non vi è permesso di toccarli. Il cibo, un giocattolo, la sua cuccia potrebbero sembrare poco importanti per noi, ma non altrettanto per il cane.

 Il motivo della sua ossessione

Le origini di questo comportamento possono essere di natura genetica o acquisita. È un atteggiamento piuttosto consueto nei cuccioli con poche settimane di vita; la causa può essere una predisposizione genetica a proteggere le risorse ereditata dalla madre. In altri casi, si può dire che il cane stia imparando ad aggredire di fronte a situazioni dove sia presente la competizione. È quanto succede spesso nei canili o in casa, quando arriva un nuovo animale.

È importante capire se non siamo proprio noi, con il nostro comportamento, a rafforzare il suo istinto di protezione verso le risorse. Un caso tipico di incoraggiamento avviene quando il cucciolo ruba un oggetto o un giocattolo e corre via. L’animale lo fa per gioco o curiosità, tuttavia se noi gli corriamo dietro con l’intenzione di strapparglielo di bocca, stiamo stimolando il suo istinto di possesso.

Come comportarci?

Quando il cucciolo si appropria di un oggetto, occorre toglierglielo con la dolcezza o con atteggiamento giocoso. In questo modo l’animale capisce che deve obbedire e non associa l’evento a una risposta violenta o ad una prova di forza.

Fonte dell’immagine: institutoperro.com