Alle scimmie non piacciono i turisti, rispettiamole!

23 giugno, 2020
Studi scientifici sullo stress sofferto dai primati a stretto contatto con i turisti rivela che a questi animali non piacciono i visitatori e che spesso cercano di farglielo capire.
 

Alla pari di altri animali selvatici, alle scimmie non piacciono i turisti. La condotta delle bertucce di Barberia cambia e mostra segni di stress quando i turisti le assillano, secondo quanto rivelato da uno studio.

Analizzare il modo in cui il turismo modifica il comportamento degli animali è complesso. Pur così, appare sempre più ovvio che la presenza di gruppi di turisti nelle riserve naturali ha un impatto anche sulla condotta degli animali, che possono presentare stress.

Alle scimmie non piacciono i turisti in Marocco

Quantificare lo stress è complicato, sopratutto negli animali selvatici che non possono essere catturati o addestrati. Nonostante ciò, l’analisi dei livelli di ormoni come il cortisolo ha permesso di capire in questo studio se le scimmie appaiono infastidite dai turisti.

Per l’esattezza, la specie studiata è il macaco di Gibilterra, una specie che si trova sulla Rocca di Gibilterra e nell’Africa del Nord e la cui popolazione è presente in zone in cui il turismo potrebbe avere un notevole impatto su questi animali.

Il Parco Nazionale di Ifrane in Marocco ospita diversi gruppi di bertucce di Barberia e i ricercatori hanno lavorato con un gruppo formato da oltre 50 esemplari abituati alla presenza umana.

Macaco di Gibilterra
 

Per valutare se questi animali soffrono di stress nella loro vita giornaliera si è fatto uso di due valori. Da un parte, quante volte si grattavano. La maggiore frequenza di questo comportamento è stato relazionato allo stress in questa e altre specie.

Dall’altra, misurare i livelli di cortisolo tramite campioni di feci raccolte dai ricercatori porta a pensare a una relazione tra gli ormoni e lo stress provato dagli animali.

I ricercatori hanno studiato entrambi i parametri negli esemplari maschi di macaco e hanno scoperto che alle scimmie non piacciono i turisti indipendentemente dalla loro interazione con loro. Quando un macaco veniva nutrito o semplicemente si trovava vicino a un turista, gli altri maschi del gruppo mostravano condotte che rispondevano allo stress.

Lo studio ha collegato la semplice presenza dei turisti a livelli più alti di stress negli animali, situazione che sembra comune a molte altre specie. I macachi risentono degli effetti del turismo anche a causa della moda degli ultimi anni di scattarsi selfie con loro.

I turisti non capiscono le scimmie

Nel caso dei macachi di Gibilterra, dunque, non è strano che una volta superate le distanze di sicurezza si verifichino attacchi alle persone. Ciò avviene non solo perché i turisti non rispettano la fauna selvatica, ma può influire anche il fatto che ne ignorano il comportamento.

Al riguardo, un altro studio ha cercato di analizzare la nostra comprensione delle espressioni facciali adottate da questi animali. Si è giunti a interessanti conclusioni sul fatto che un’interpretazione erronea delle stesse da parte degli umani potrebbe aumentare lo stress delle scimmie e gli attacchi agli umani.

 
Espressioni dei macachi: scimmia che urla

Utilità delle espressioni facciali

Nel caso dei primati, appare chiara la nostra difficoltà a riconoscerne le espressioni: usiamo anche noi l’espressività facciale, ma questa differisce tra le varie specie. È difficile che un pappagallo o un furetto capiscano le nostre espressioni facciali, sebbene sembrino esserci alcune eccezioni, come il fatto che alle capre piacciono le persone sorridenti.

Lo studio è stato condotto tramite un questionario online grazie al quale è stata valutata la capacità degli intervistati di distinguere le diverse emozioni dei macachi a seconda delle loro espressioni facciali.

Il questionario è stato somministrato a persone che avevano visto solo occasionalmente o mai gli animali in questione. In alcuni casi è stato necessario fare una simulazione affinché la persona potesse capire alcune espressioni.

Lo studio ha coinvolto anche persone che avevano lavorato per almeno due mesi con questa specie. Si è poi giunti alla conclusione che la maggior parte dei partecipanti che non conosceva la specie non riusciva a riconoscerne nel giusto modo le emozioni. La situazione migliorava alla vista di semplici immagini in genere presenti nei depliants.

 

Curiosamente, alcuni turisti interpretano i segnali di minaccia dei macachi come baci, e le espressioni di paura come sorrisi. Ciò ha importanti conseguenze, dato che si tratta di comportamenti che hanno la scopo di farci allontanare e che invece alcuni turisti intendono come un messaggio amichevole.

Maréchal, L., Semple, S., Majolo, B., Qarro, M., Heistermann, M., & MacLarnon, A. (2011). Impacts of tourism on anxiety and physiological stress levels in wild male Barbary macaques. Biological Conservation144(9), 2188-2193.