I cani sanno distinguere le espressioni del volto umano

· 13 luglio 2015

I cani sanno leggere nel pensiero dei loro proprietari? Non esattamente. Si tratta piuttosto di un particolare adattamento che i cani hanno sviluppato nel corso della loro storia di addomesticamento, che li rende più sensibili alle forme di comunicazione dell’uomo.

Cosa dimostra la scienza?

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I ricercatori dell’istituto Max Planck, ente di ricerca antropologica, assicurano che esistono molte prove del fatto che, durante il processo di addomesticamento del cane, la pressione selettiva abbia modificato i cani in modo tale che si sono adattati alla loro nuova collocazione, nell’ambiente umano, in modo del tutto completo e veloce.

I fatti dimostrano che anche i cani nascono con la capacità di capire che si sta indicando un oggetto, visto che i cuccioli di sei settimane possiedono questa capacità, senza aver ricevuto alcun tipo di addestramento.

L’addomesticamento, insieme ad una convivenza di molti anni con gli esseri umani, hanno fatto sì che i cani acquisissero la capacità evolutiva di riuscire a comprendere la comunicazione umana, attraverso i gesti.

Anche se si potrebbe pensare che gli scimpanzé, essendo più simili all’uomo, potrebbero comprendere meglio i gesti, a causa del contatto limitato tra le due specie, questi non sono in grado di comprendere i gesti, anche i più semplici, come ad esempio un umano che indica un oggetto.

Questo ci fa pensare che la tendenza a segnalare oggetti non è una caratteristica che gli esseri umani hanno ereditato. Anche se, dal punto di vista genetico, gli scimpanzé sono più simili agli esseri umani, anche i cani hanno adottato tale abilità.

Ulteriori studi

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Oltre a questo semplice gesto, un recente studio dell’Università Veterinaria di Vienna ha dimostrato che i cani sono in grado di distinguere le espressioni di tristezza o felicità del volto umano. Lo studio è stato condotto con l’utilizzo di cani di razze diverse, come il Border Collie, il Pastore Tedesco e il Golden Retriever, addestrati a toccare un touch screen dopo aver osservato un volto felice o triste.

Per dimostrare che i cani non reagivano solo quando riconoscevano i denti, che si intravvedono quando si sorride, sono state utilizzate immagini che raffiguravano il volto completo, che comprendevano sia la parte inferiore che quella superiore. In questo modo i cani identificavano le emozioni in diverse parti del viso, non solo sulla bocca.

A diversi gruppi di cani è stato richiesto di identificare alcune espressioni. Alcuni hanno dovuto scegliere tra espressioni di felicità o di rabbia a partire da immagini di persone che conoscevano, oppure di perfetti sconosciuti, per poi ricevere un premio.

Se i cani sono in grado di identificare le emozioni, dovrebbero farlo indipendentemente dalla parte del volto su cui si  concentra la loro attenzione, anche se lo studio ha rilevato un fatto curioso: i cani fissano maggiormente la loro attenzione sulla parte sinistra del volto.

Inoltre, il gruppo di cani a cui è stato richiesto di individuare le espressioni di gioia, lo ha fatto più velocemente rispetto a quelli che dovevano identificare le espressioni di rabbia.

Il fatto che i cani individuassero più facilmente un volto allegro piuttosto che uno arrabbiato, probabilmente è dovuto ad un’associazione negativa dei cani nei confronti degli atteggiamenti di rabbia. Un volto felice significa carezze, cibo o forse un premio, mentre una faccia arrabbiata significa che il suo padrone non gli darà retta o che potrebbe persino rimproverarlo.

Non è ancora possibile stabilire se i cani individuano queste espressioni in base alle loro esperienze di vita o al processo di addomesticamento. Per il momento, senza conoscerne il motivo, è chiaro che i cani possono distinguere le due espressioni. A causa del forte legame istituitosi tra gli esseri umani e i cani, nel corso di migliaia di anni, si è creato un rapporto per mezzo del quale i cani hanno imparato a capire quali sono i sentimenti del ​loro migliore amico.

Da quando è iniziato il processo di addomesticamento, sono state create diverse razze per lo svolgimento di diversi compiti, uno dei quali potrebbe essere, forse, quello di capire le nostre emozioni.

In futuro è previsto lo studio di altre specie che vivono con gli esseri umani, come i maiali e i gatti, per stabilire se si tratta di una condizione esclusiva dei cani o che ha a che fare con il condizionamento animale in generale.

Inoltre, si suggerisce che lo studio venga effettuato anche con cani che non hanno avuto molti contatti con gli esseri umani, e anche con altre specie di canidi, come i lupi, per verificare se si tratta di una caratteristica che deriva dall’apprendimento oppure è compresa nel codice genetico dei cani.