L’intelligenza dell’elefante

· 21 aprile 2018
È familiare a tutti l'espressione "avere una memoria da elefante" e non è un caso, poiché diversi studi confermano la capacità cognitiva di questo grande mammifero, dalle grandi abilità e con un'importante intelligenza emotiva 

Avrete senz’altro sentito l’espressione “avere una memoria da elefante”. Quello che prima poteva sembrare solo un detto, oggi è sostenuto dalla scienza. Diversi studi confermano il potenziale cognitivo di questi giganteschi mammiferi terrestri. E per saperne di più sull’intelligenza dell’elefante, vi invitiamo a leggere questo articolo.

La struttura cerebrale di un elefante

Gli elefanti hanno il cervello più grande tra gli animali terrestri, con una massa superiore ai cinque chili. Presentano circonvoluzioni più voluminose di quelle di primati e umani, il cui funzionamento, però, sembra essere meno complesso di quello dei delfini e alcuni cetacei.

Il volume della corteccia di un elefante permette un enorme ventaglio di processi cognitivi. È il risultato di una capacità neuronale superiore a quella diagnosticata in qualsiasi primate e cetaceo. Ciò si traduce in diversi tipi di intelligenza, come vedremo a seguire.

Una rete cerebrale molto sviluppata

La sua struttura cerebrale è complessa e sofisticata, con più di 250.000 milioni di neuroni, piuttosto simile a quella degli esseri umani. La corteccia cerebrale di un elefante presenta la stessa quantità di neuroni e sinapsi di quella di un umano.

Elefanti in acqua

E cosa significa tutto ciò? Prima di tutto che gli elefanti sono intelligenti (in modo generale) alla pari di delfini e scimpanzé. In secondo luogo, hanno la stessa capacità cognitiva per l’uso e la fabbricazione degli umani. Usano la proboscide come se fosse un braccio per manipolare gli oggetti con totale destrezza.

Conoscere meglio l’intelligenza dell’elefante

L’intelligenza dell’elefante era nota e ammirata da molte popolazioni classiche. Aristotele, il filosofo greco autore della Metafisica, affermava che gli elefanti superavano tutti gli altri animali in quanto a mente e ingegno.

Queste affermazioni si devono all’osservazione della capacità cognitiva, sociale ed emotiva di questi notevoli mammiferi.

Gli elefanti, asiatici o africani, dimostrano una considerevole varietà di comportamenti ed espressioni. Diversi studi, inoltre, dimostrano che sperimentano il lutto dopo la perdita di un essere caro.

Mamma e cucciolo di elefante

La loro empatia e sociabilità sono talmente evolute che comprendono l’altruismo, le cure materne, la cooperazione e la compassione per i propri fratelli.

Gesti e linguaggio non verbale

La grande quantità di sinapsi della loro corteccia cerebrale permette agli elefanti di comprendere molto bene anche il linguaggio non verbale. Si ritiene che il volume della corteccia è associato anche alla loro elevata capacità di imitazione.

Gli elefanti non imitano solo i gesti umani, ma anche i suoni dell’ambiente circostante. Un’abilità che è stata riscontrata solo in cetacei, primati, pipistrelli e uccelli.

Mandria di elefanti

Un’altra curiosa ed eccezionale capacità tipica di questi animali è la comprensione del gioco. In diverse occasioni sono stati avvistati pachidermi africani mentre giocavano con l’acqua o altri oggetti del loro habitat.

Intelligenza dell’elefante: la capacità di risolvere problemi 

Una delle più notevoli espressioni dell’intelligenza dell’elefante si trova forse nella sua abilità di risolvere problemi. Nel loro habitat naturale questi mammiferi possono cambiare radicalmente il loro comportamento per gestire situazioni avverse.

Tutte queste sono peculiari dimostrazioni di un’intelligenza complessa, come quella posseduta da umani e primati.

Studi e prove

Nel 2010 alcuni elefanti presero parte a un interessante studio. L’attività consisteva nell’afferrare simultaneamente i due estremi di una corda per vincere un premio.

L’obiettivo era osservare l’abilità cooperativa e la capacità di lavoro di squadra. I risultati collocarono gli elefanti allo stesso livello degli scimpanzé in termini di capacità cooperativa, ma alcuni eventi accidentali li dimostrarono abili a gestire nuove sfide.

Branco di elefanti

Uno di questi studi riguardò un elefante asiatico negli Stati Uniti: chiamato Bandula, realizzò una grande fuga durante la quale il mammifero riuscì ad aprire diversi apparecchi che tenevano chiuse le sue catene, incluso un gancio brummel, che dev’essere perfettamente allineato per aprirsi.

La memoria dell’elefante

Sappiamo che gli elefanti sono padroni di eccellenti abilità cognitive, ma è vero che hanno un’ottima memoria?

Questi pachidermi possiedono un ippocampo complesso e di grandi dimensioni. L’ippocampo è una struttura cerebrale che appartiene al sistema limbico. La sua funzione principale è associata all’elaborazione di certi tipi di memoria, soprattutto quella spaziale.

Le dimensioni dell’ippocampo di un elefante superano quelle di qualsiasi primate, cetaceo o essere umano. Può usare più dello 0,7% delle sue strutture cerebrali, mentre gli umani di solito ne usano appena lo 0,5%.

Il volume neuronale e il suo intenso funzionamento permettono agli elefanti di avere una memoria davvero privilegiata. Questo aspetto è dimostrato in numerosi studi scientifici, ma è visibile anche nei comportamenti allo stato brado.