Perché i gatti arancioni spesso sono maschi?

25 Ottobre 2016

Il mantello dei gatti tricolore presenta la combinazione di nero, bianco e arancio o rosso, nelle loro diverse sfumature. La causa di questo è la genetica. Molti appassionati al mondo felino si domandano spesso perché soltanto le gatte possano essere tricolori e perché i gatti arancioni siano, in genere, maschi.

Affinché il gatto si possa considerare tricolore deve presentare, appunto, l’accostamento di tre colori; è presente l’arancione o color cannella, beige, crema etc; il nero può virare all’azzurro, grigio, cioccolato, e il bianco.

I cromosomi dei gatti arancioni

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I gatti possiedono due cromosomi sessuali, X e Y. Mamma gatta e papà gatto contribuiscono ciascuno con un cromosoma che condiziona anche il colore e gli altri attributi dei cuccioli.

La femmina contiene, nei suoi ovuli, unicamente il cromosoma X, mentre il maschio contiene nel suo sperma tanto il cromosoma X quanto l’Y.

Si può dire, quindi, che chi decide il sesso del cucciolo sia il maschio. Se apporta un cromosoma Y nascerà un gattino, se apporta un cromosoma X nascerà una femmina.

Anche la composizione genetica proviene da entrambi i genitori. In questo modo, quando i geni della madre si uniscono a quelli del padre, possono sorgere molteplici combinazioni che danno luogo a gatti diversi nella stessa cucciolata.

I gatti arancioni

Il gene del color arancione prende il nome di gene O (orange). Questo gene, che dà origine alla caratteristica colorazione arancio del pelo, si trova unicamente nel cromosoma X. A seconda della combinazione genetica, un gatto maschio può nascere nelle diverse sfumature del color arancio, fatto frequente, ma mai tricolore. Si dice che solo un gatto tricolore su 3000 possa essere maschio.

Leggende sui gatti tricolori

In molte parti del mondo esistono  leggende che associano alle gatte con il manto tricolore la fortuna.

Una leggenda racconta che, in un tempio buddista, un gruppo di monaci non riusciva a mettersi d’accordo. Dopo tre giorni passati a meditare, sulla porta apparve una gatta tricolore con dei cuccioli. L’allegria che portò questa visita inaspettata fu tale che per un certo tempo tutti i dissapori vennero messi da parte. I monaci stabilirono che il nero e il bianco della gatta rappresentano lo yin e lo yang, mentre il colore arancione quello della terra, della natura. In questo modo, solo la femmina, creatrice della vita, può portare questa combinazione di colori.

I marinai giapponesi usavano portare gatte tricolore sulle loro barche per tenere lontano la tempesta e gli spiriti cattivi.

Il gatto tigrato

Il color tigrato o agouti è uno dei più antichi e comuni. Al giorno d’oggi sono molte le razze da cui possono nascere esemplari tigrati. Anche in questo caso il loro bellissimo manto è legato a geni ben precisi.

Il singolo pelo del gatto agouti presenta fasce di diversa pigmentazione lungo tutta la sua lunghezza. Quando il gene agouti si combina con gli altri geni responsabili del colore, si producono le diverse variazioni del manto. Troveremo, quindi, gatti tigrati grigi, arancioni, marroni etc.

Varianti nel colore del manto

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  • Marmorizzato. Le strisce di colore sono ampie e creano una specie di onda su tutta la superficie del manto.
  • Tigrè. Il gatto con questo tipo di mantello ha puntini di colore su ogni pelo. In questo modo non si viene a creare un disegno preciso, eccetto sulle zampe e sul muso, dove la tigratura appare più definita.
  • Maculato. Le strisce vengono sostituite da macchie distribuite su tutto il corpo.
  • Silver Tabby. Il colore del mantello è argentato, con striature nere.
  • Golden Tabby. La base è dorata o color arancione.

Per quanto riguarda le differenze nel comportamento dei gatti tabby, occorre fare riferimento alle diverse razze di appartenenza. Gli amanti di questo tipo di gatti affermano che si tratta di animali allegri, molto sensibili e affabili.