Maltrattamento di animali in un’azienda agricola biologica francese

Avete mai sentito il verso di un maiale o di una mucca mentre vengono uccisi per ricavare la loro carne? Forse se vivete in città la risposta è no. Ma se come me avete avuto l’opportunità di vivere in un piccolo paesino o in campagna, conoscerete il senso di tristezza che invade quando si è consapevoli della mattanza di questi animali. Per questo motivo, oggi riteniamo giusto che veniate a conoscenza di uno scandalo legato ai maltrattamenti avvenuti in un’azienda agricola biologica in Francia.

A giudicare dal nome, verrebbe da pensare si tratti di fattorie dove tutto è in regola, comprese le varie autorizzazioni e documenti necessari. Ma cosa succede se la fattoria non rispetta il protocollo pertinente riguardante il trattamento da rivolgere agli animali? Questo è quanto successo in un’azienda agricola francese. Nelle scorse settimane sono venuti a galla i maltrattamenti ai quali erano sottoposti gli animali che vi risiedono, facendo scoppiare lo scandalo. Ecco come sono andate le cose.

L’azienda agricola “biologica” francese

agnelli-fattoria

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola “biologica”? Probabilmente attenzione verso le questioni ambientali, cura della natura e un’altra infinità di parole relative all’amore e al rispetto del pianeta.

Tutto questo è quanto dovrebbe avvenire in un’azienda agricola biologica, non è vero? L’amore e il rispetto degli animali. Ebbene, la verità non potrebbe essere più lontana: i metodi utilizzati sono crudeli e, quel che è peggio, i dipendenti sembrano godere della sofferenza degli animali.

L’associazione per la difesa degli animali chiamata L214 è venuta a conoscenza della situazione e ha aperto un’inchiesta sulla questione. È stato girato un video che è stato reso pubblico e condiviso senza esitazione, diffondendosi in maniera rapida e facendo insorgere lo scandalo.

Il video degli episodi nella fattoria biologica francese

Nel video si vede chiaramente il maltrattamento a cui sono sottoposti questi animali. Noi de I Miei Animali non siamo a favore né contrari a coloro che decidono di mangiare o non mangiare carne. Comprendiamo il fatto che alcuni animali siano venduti per essere mangiati, e così sarà sempre. Ciò che tuttavia è certo, è che siamo contrari al maltrattamento degli animali e sappiamo che esistono metodi più ortodossi per compiere “certi lavori”.

Eppure, nel video si vedono i lavoratori trattare gli animali come fossero oggetti, sottoponendoli a torture inutili, come se non si trattasse di esseri viventi.

Si può notare, per esempio, come un maiale viene bruciato sul capo da una pinza elettrica, che teoricamente dovrebbe servire a lasciarlo solo intontito, per evitargli troppa sofferenza.

Gli agnelli vengono lanciati e spinti con violenza per uno stretto corridoio più di una volta, prolungando ancora la loro sofferenza.

Gli operatori applicano loro le pinze elettriche più e più volte per dargli la scossa non appena danno segno di essere spaventati, per poi appenderli quando sono ancora in vita e farli dissanguare allungando il loro supplizio.

Nili Hadida, la cantante del gruppo Lilly Wood and the Prick, presenta le immagini assicurando che “la carne felice non esiste”.

Queste immagini non lasciano spazio a dubbi, non credete? Cosa avranno detto per scusarsi questi macellai? Perché appare chiaro che questa non può essere definita una fattoria “biologica”…

Le scuse del proprietario dell’azienda

Stando al proprietario del posto (chiamiamolo così), gli atti documentati nel video sono senza alcun dubbio negligenze che dovrebbero essere pagate e punite dalla legge, oltre che con un immediato licenziamento… si spera. Licenziamento? Forse sarebbe più opportuno chiudere una volta per tutte il loro “giro di affari”. Tuttavia, il proprietario non si è addossato tutte le colpe, assicurando che un veterinario si reca giornalmente sul luogo per supervisionare tutti i processi. Voi avete visto un veterinario nel video? Noi no.

Nel video si nota come l’utilizzo di tutti gli strumenti venga prolungato più del dovuto. È normale che negli allevamenti si utilizzino pinze e pistole elettriche, ma con un solo fine: risparmiare ogni sofferenza agli animali. Lo scopo non è ridere e godere vedendo soffrire gli animali, come il video chiaramente mostra.

Speriamo che si continui ad indagare al di là di questo singolo scandalo, condannando giustamente tutti i colpevoli. Non vi chiederemo di non mangiare più carne per evitare i maltrattamenti, ma se volete contribuire ad evitarli, fate come Nili Hadida: denunciate!

Abbiate coraggio e non restate zitti, forse non potrete cambiare il mondo intero con il vostro aiuto, ma con un piccolo sforzo ciascuno di noi può rendere il mondo un posto migliore, per i nostri figli e i nostri nipoti.