Il cane può ricordare le azioni del proprio padrone

27 agosto, 2017

Gli animali posseggono una serie di capacità che, spesso, vengono sottovalutate. Alcuni studi hanno dimostrato che un cane può ricordare cose fattegli dal proprio padrone, anche a distanza di molto tempo. Oltre ad imparare comandi e comportamenti, questi animali sviluppano una certa sintonia mentale con i padroni. In questo articolo vi mostreremo alcuni aspetti interessanti rispetto alla memoria del cane.

Un cane può ricordare praticamente ogni cosa

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L’intelligenza dei cani è davvero molto potente. Va molto oltre semplici necessità quotidiane, come quando chiedere cibo o rispondere a comandi o al proprio nome. Una ricerca realizzata in Ungheria dimostra che questi animali, dopo un breve allenamento, sono in grado di ricordare e riprodurre azioni dei propri padroni.

L’unica differenza con la memoria umana, è che quella canina ha una capacità temporale meno ampia. Le persone sviluppano i ricordi già a partire dal terzo anno di età e la mantengono, inglobando e archiviando informazioni anche molto antiche. Al contrario, il vostro cane è in grado di sviluppare una memoria di breve e media durata.

La prestigiosa rivista Current Biology ha descritto la ricerca realizzata nella Facoltà di Etologia dell’Università di Eotvos Lorand, in Ungheria appunto, sottolineando un elemento importante. I cani posseggono una memoria simile a quella umana in relazione a determinati episodi del passato. La direttrice della ricerca afferma che i risultati servono per abbattere un’ulteriore barriera nel legame tra essere umano e animale.

Se è vero che gli animali domestici sono dotati di una buona intelligenza, altrettanto vero è che posseggono abilità mentali che anteriormente erano sconosciute. Nonostante un’evoluzione differente, condividiamo con questi mammiferi una serie di caratteristiche cerebrali.

La memoria episodica nei cani

Questo tipo di memoria viene collegata al ricordo di fatti episodici del passato. A differenza dalla memoria semantica, è costituita e favorita da una forte leva emozionale che scatta in situazioni molto particolari. Negli animali, la capacità di codificare e ottenere informazioni su un determinato fatto è considerata come “simile alla memoria episodica“. Ad ogni modo, per il momento non esistono studi che dimostrino che i cani sono pienamente coscienti nel momento della formazione del ricordo.

Altri studi, anteriormente, avevano portato alla luce la capacità dei canidi di imitare le azioni degli uomini (specialmente dei propri padroni), anche a distanza di 24 ore. L’unica condizione è introdurre un comando precedente per attivare la ripetizione. Così facendo, l’animale viene indotto all’attenzione e alla memorizzazione di un gesto o un movimento specifici.

Per adesso, lo studio realizzato dall’università ungherese ha dimostrato dunque che i cani posseggono una memoria semantica, che codifica un messaggio (in questo caso, un ordine) e prepara una risposta (l’azione o la ripetizione).

Ancora non è possibile stabilire cosa l’animale ricordi di quanto accaduto. Non possiamo domandarglielo ma, con lo stratagemma dell’imitazione, sappiamo che il cane è in grado di incamerare ricordi a comando, volontariamente, mantenendoli durante un lasso di tempo relativamente breve.

In che modo il cane è in grado di ricordare?

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Gli scienziati, per prima cosa, insegnarono a cani di razze differenti a ripetere semplici azioni umane. Per esempio, toccare un ombrello. Successivamente, gli animali vennero addestrati a sdraiarsi non appena il padrone toccava appunto l’ombrello.

Questo ‘esperimento’ da solo non basta per spiegare il funzionamento della memoria nei cani. Però servì agli studiosi per verificare la maggiore attenzione e propensione alla memorizzazione rispetto ad azioni compiute da persone vicine, come padroni o membri della famiglia. Anche in assenza di ricompensa. In tali prove di imitazione, i cani si sdraiarono prima di ricevere l’ordine.

Quando i padroni indicavano che dovevano sdraiarsi se toccavano l’ombrello, imitarono l’azione mostrata prima. Evidentemente, il successo dell’esperimento aumenta quanto più breve è il lasso di tempo tra dimostrazione e ripetizione. Un’ora dopo il primo allenamento, il movimento iniziale non veniva seguito dagli animali.

Ciò dimostra dunque che un cane è in grado di ricordare ciò che fa il proprio padrone, però esclusivamente durante un periodo di tempo limitato.