Cani co-terapeuti

· 19 Novembre 2015

A causa della tecnologia, oggi viviamo immersi in un mondo elettronico che ci rende dipendenti da apparecchi che ci danno l’illusione di una vita sociale, quando in realtà ci allontanano sempre di più dagli altri, impedendoci di mantenere dei rapporti sociali reali in carne e ossa.

Il caos, la globalizzazione e altri fattori che si aggiungono ai precedenti concorrono a creare delle esigenze sociali che hanno bisogno di nuovi servizi alternativi per essere soddisfatte.

Uno di questi servizi è rappresentato dai cosiddetti cani terapeuti: è stato provato che questi animali infatti posseggono una gran capacità di entrare in sintonia con le nostre emozioni  e, di conseguenza, sono in grado di offrirci sempre ciò di cui abbiamo bisogno in un determinato momento.

Ma andiamo con ordine: vediamo un po’ chi sono e cosa fanno i cani co-terapeuti.

Chi sono i cani co-terapeuti

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I cani co-terapeuti sono animali che sono stati addestrati in modo specifico per poter integrare il lavoro di una équipe terapeutica che ha come scopo quello di raggiungere determinati obiettivi.

Il fatto che il cane sia parte integrante della terapia apporta benefici a tutti i livelli: fisico, emozionale, preventivo, educativo, ecc… Questo accade poiché la presenza dell’animale durante gli esercizi terapeutici è in grado di stimolare il paziente a realizzare determinate attività che altrimenti non farebbe.

Come vengono addestrati

L’addestramento dei cani co-terapeuti dura dai quattro agli otto mesi e viene realizzato mediante la tecnica del rinforzo positivo. È il frutto di un lavoro costante e di uno sforzo quotidiano.

Durante l’addestramento viene insegnato a questi cani a controllare la forza motoria della parte posteriore del loro corpo, per poter camminare in spazi ridotti senza far cadere nulla con la coda. Questi cani inoltre imparano a non leccare nulla, a meno che non gli si ordini il contrario.

Viene insegnato loro a non spaventarsi quando sentono un forte rumore, quando camminano su pavimentazioni instabili o quando percepiscono odori pungenti, come ad esempio in ospedali e residenze per anziani. Vengo poi sottomessi a delle vere e proprie simulazioni per testare le loro reazioni in determinate situazioni e poter così valutare in quali campi e con quali patologie si destreggiano meglio.

I cani che vengono selezionati per questo tipo di addestramento speciale devono avere un’età compresa tra l’anno e l’anno e mezzo.

Si lavora costantemente sull’ubbidienza e li si sottopone ad almeno un’ora di esercitazione ogni giorno. Come qualsiasi altro cane, anche i co-terapeuti hanno bisogno di continue conferme positive ed è per questa ragione che gli addestratori li premiano molto spesso per mantenerli motivati.

Dove trovano impiego i cani co-terapeuti

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Questi cani co-terapeuti vengo spesso utilizzati in ospedali, centri psichiatrici, scuole dove si sono verificate situazioni di grande stress (ad esempio una sparatoria), residenze per anziani e centri penitenziari.

Ogni area di intervento ha le sue esigenze particolari, per questo motivo l’addestramento di questi cani è personalizzato. Non bisogna confondere un cane da assistenza, come ad esempio i cani guida per persone ipovedenti, con i cani co-terapeuti.

Nel caso dei cani da assistenza, l’animale vive con la persona che assiste ed è in grado di riconoscere emergenze mediche o di aiutare la persona a svolgere le sue occupazioni quotidiane.

I cani co-terapeuti, invece, vivono con il loro addestratore e vengono impiegati solo occasionalmente, in sessioni specifiche della terapia volte a migliorare il sistema cognitivo, il sistema motorio, gli organi di senso e la socializzazione del paziente.

È il caso, ad esempio, di anziani che vengono ricoverati in residenze geriatriche e che, consapevoli di essere entrati ormai nell’ultima fase della propria vita, vanno giù di morale e perdono l’autostima. A questo punto entra in gioco il cane co-terapeuta che prende parte ad attività che hanno lo scopo di colmare le carenze emozionali del paziente.

Nei casi di bambini con cancro l’impiego di cani co-terapeuti potrebbe limitarsi alla partecipazione dell’animale ad attività diverse da quelle abituali, con l’obiettivo di spezzare la monotonia della routine e ridurre lo stress che deriva dai trattamenti a cui questi bambini vengono sottoposti.

È chiaro dunque che il lavoro svolto dai cani co-terapeuti cambia  a seconda del luogo e delle circostanze delle persone che vengono aiutate da questi animali.

Ciò che invece non cambia mai è l’obiettivo ultimo di questi amici a quattro zampe: aiutare le persone a migliorare la propria vita e che possano tornare a dire “mi voglio bene”.

Non è meraviglioso poter fare affidamento su una specie talmente leale da essere in grado di essere addestrata per fini così nobili?