Chi è Biruté Galdikas?

Come Dian Fossey, Jane Goodall e moli altri studiosi, anche Biruté Galdikas è una delle ricercatrici che decise di abbandonare le comodità della vita moderna, per studiare da vicino le specie animali. In questo articolo vi racconteremo la sua straordinaria vita.

Biruté Galdikas: primi passi

Biruté Galdikas nacque nel 1946 in Germania, ma crebbe e studiò in Canada, dove il suo interesse per gli animali divenne, poco a poco, una vera e propria ragione di vita. Nel marzo del 1969, la giovane partecipò a un convegno dell’Università della California, tenuto dall’antropologo Louis Leakey. Qui vennero discussi temi come i pericoli per la sopravvivenza delle scimmie e la loro importanza per la comprensione dell’evoluzione umana.

Leakey era già stato mentore e promotore di progetti di ricerca come quelli di Jane Goodall con gli scimpanzé a Gombe (Tanzania) e di Dian Fossey con i gorilla del Virunga. Ebbene, Biruté convinse il famoso professore che avrebbe potuto fare lo stesso con gli oranghi.

Louis Leakey permise a queste ricercatrici di rivoluzionare la nostra conoscenza del mondo animale, ma era un uomo molto esigente. Per garantire il successo del progetto di Biruté in Indonesia, arrivò a chiedere alla giovane di operarsi di appendicite. Ciò avrebbe permesso di evitare eventuali complicazioni mediche e la giovane si sottopose all’intervento, tanto era decisa a partire.

Biruté Galdikas, il terzo “angelo” di Leakey

Con Jane Goodall e Dian Fossey, Biruté Galdikas divenne il terzo “angelo” di Louis Leakey (“Leaky’s Angels” o anche “The Trimates“). Queste tre scienziate, lanciate dal famoso antropologo, finiranno poi per superarlo ed eclissarlo grazie alle sorprendenti scoperte realizzate attraverso lo studio diretto di scimpanzé, gorilla e oranghi.

Orgango arrampicato di lato sui rami

Grazie ai finanziamenti della National Geographic, Biruté Galdikas si stabilì nel Borneo. Prima di lei, solamente Alfred Wallace aveva incontrato gli orangutan a metà del XIX secolo.

Si trattava di una specie molto più sfuggente di altri primati, essendo di natura più solitaria. Ad ogni modo, seguendo l’esempio di Fossey e Goodall, accettò la sfida. E dovette iniziare senza quasi nessuna informazione sugli animali di cui sarebbe diventata la maggiore esperta mondiale.

Gli orfani di orango, il grande lavoro di Biruté Galdikas

Nel 1971, Biruté Galdikas fondò il Louis Leakey Research Center a sud del Borneo, dove iniziò a studiare gli oranghi. Questa donna diventò presto un’esperta nel reinserimento dei primati nel loro habitat, dato che ogni anno apparivano centinaia di orfani di questo primate.

L’altissimo numero di cuccioli abbandonati era la conseguenza diretta della guerra per l’olio di palma. La distruzione dell’habitat e la caccia degli esemplari più grandi, obbligò la ricercatrice a occuparsi di questi numerosi orfani.

L’infanzia degli oranghi dura molto più a lungo di quella di altri mammiferi. Il gruppo di lavoro di Galdikas ha lavorato duramente per recuperare e inserire questi giovani primati. Fortunatamente, gli sforzi profusi hanno portato a risultati molto incoraggianti.

Cucciolo di orango

I fantasmi delle foreste

Sebbene Biruté Galdikas avesse molta esperienza con gli orfani, gli oranghi selvaggi erano molto sfuggenti, e per anni gli incontri furono pochissimi. Normalmente, quando veniva avvistato un esemplare, questo scompariva rapidamente nelle fitte foreste del Borneo. Proprio come un fantasma.

Tuttavia, il lavoro di Biruté ha permesso di conoscere meglio la vita di questo primate, che consuma più di 300 fonti di cibo, per lo più piante, funghi e qualche insetto.

Come altre grandi scimmie, gli orangutan sono molto intelligenti. Sono un esempio dell’uso di strumenti e di cultura negli animali. Purtroppo, sono molto minacciati dall’uomo. Biruté Galdikas e il suo team continuano a proteggere questi animali dall’estinzione. Ma, come ha detto in diverse interviste, dato che è una paladina nella lotta contro il bracconaggio, sa che la sua vita è in pericolo.

La deforestazione nelle giungle del Borneo è la causa principale del grave pericolo di estinzione degli animali. Evitare di consumare prodotti come l’olio di palma può essere un buon modo per proteggere l’orangutan dall’estinzione e contribuire alla conservazione di questa specie.

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